giovedì 15 marzo 2007

TWILIGHT - ovvero, attenti ai vampirli



TWILIGHT è uno di quei libercoli da classifica che non leggerei mai, se non soffrissi di una leggera forma di masochismo culturale. Essa si manifesta soprattutto quando il soggetto del libro/film è un vampiro, o i suoi derivati, sebbene non disdegni altre forme di macabre realtà parallele. E così mi son detta (cercando, come ogni brava masochista che si rispetti, un'ulteriore scusa per giustificare la pena auto-inflitta) magari lo compro in inglese, perlomeno esercito la lingua.

Ah, un mio vecchio amico, buon'anima, avrebbe certamente detto la lingua faresti meglio ad esercitarla in altri modi! Come contraddirlo. Perchè TWILIGHT è veramente un'offesa al più infimo corso di scrittura creativa. Nonostante la quarta copertina reciti "IL MIGLIOR LIBRO DELL'ANNO!" (apertaprentesi: sospetto che se riuscissi a far pubblicare uno di quei tre romanzi vampireschi che ho chiusi nel cassetto, forse lo direbbero anche del mio, chiusaparentesi). Nonostante molta gente, a detta della mie fonti, l'abbia definito un buon libro.

TWILIGHT è 500 pagine di nulla. Anzi, no, non è vero. 500 pagine vuote costituirebbero un'ottima fonte di carta per appunti. TWILIGHT è l'inutile storia di una ragazzina media americana che si innamora, ricambiata, di un vampirLo adolescente medio americano, e con lui si diletta di iper-adolescenziali dialoghi sul perchè e il per come il loro amore e bla bla bla, amami sì, amami no, ma a me piace al sangue, basta che aspetti una volta al mese, bada come piove, sì, ma i tuoi che diranno.

Due. Palle.

Stai quasi per mollare, a pagina 450, ormai fermente convinta che la qualità non potrà certo risollevarsi ad un passo dalla fine e, caspita, forse l'autrice s'è accorta che era l'ora di dare una scossa alla vita di questi due poveracci! E allora via, con una stringata e inverosimile battaglia contro il nemico che vuole separarli! 30/35 pagine e tutto si risolve, perchè i due piccioncini pipistrellati devono tornare a dialogare, da brava coppietta moderna. Amami sì, amami no. E vissero felici e contenti (voglio dimenticare che ci sarà un seguito, per me qui il THE END è definitivo).

Sarò tradizionalista, ma una storia di vampiri senza sangue, senza un sano morso, senza un minimo di fascino oscuro, non s'ha da scrivere. Specialmente se non si ha neanche da offrire un linguaggio un minimo ricercato. Un'atmosfera intrigante. Una trama valida. Solo tanto diabete e una metafora malmenata dell'ammmmmmmore tra diversi che trionfa su tutto. Cioè su nulla. Vade retro.

(... eppure vende... ma questa è una storia che narreremo un'altra volta...)

4 commenti:

Elisaday ha detto...

ammore, siccome soffro della tua stessa malattia (masochismo culturale), dovrai prestarmi l'operetta al + presto. I need to practice my English, honey (ti suona nuova questa scusa??)
http://www.internetbookshop.it/ame/ser/serdsp.asp?shop=1&e=0316160199

comunque, la cosa + inquietante, è che è stato apprezzato da un pubblico non + adolescente...saremo mica noi troppo esigenti?? mah!

Pao ha detto...

Te le cerchi però eh...

Elisaday ha detto...

ha parlato il fan di moccia ;)

Anonimo ha detto...
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