lunedì 31 dicembre 2007

THE LAST DAYS OF...

Questo è un post serio sulla ricerca della felicità e su altre leggende metropolitane. Forse.

E' indubbio che le feste io preferisco aspettarle, piuttosto che viverle. L'attesa di una festa è come un amico immaginario: tutto il meglio, solo il meglio. Le feste di per sé, poi, hanno un difetto mastodontico, ovvero corrono, scappano come leprotti inseguiti dai cani. Le feste sono come la felicità promessa, eteree, e tremendamente fugaci.

Questi sono quei giorni in cui, volenti o nolenti, facciamo pronostici, stiliamo speranze, mettiamo in cantiere progetti e soprattutto ci affidiamo alla felicità. La inseguiamo come i cani inseguono i leprotti, sentiamo la codina che ci solletica il naso, è lì, dobbiamo solo acchiapparla.

Forse è questa corsa, indubbiamente sana e certo non più logorante di tante altre umane attività, che ci tiene vivi. Forse raggiungere il leprotto non è il fine. Forse è dimostrarci di saper correre. E qualunque cosa dica il nostro oroscopo (il mio pare sia fantastico), anche l'anno prossimo ci troveremo a correre, dovremo correre. Potere sempre correre dietro al nostro leprotto: è questo che dobbiamo augurarci.

venerdì 21 dicembre 2007

A NATALE SIAMO TUTTI PIU' BUONI...

... ma io ancora non ho capito se sia meglio fare tanto del bene a pochi, o poco bene a tanti...

Auguri, o miei lettori! Potrebbero servirvi...

mercoledì 12 dicembre 2007

CONVULSIONI

Ammetto che sono brava a trasformare i "magici momenti della festa" in occasioni per strapparmi i capelli e vomitare bile. Sarà che di questi tempi, secondo me, c'è poco da stare allegri. Sarà che la vista delle gente che sciama di negozio in negozio, unita alla pessima qualità estetica e commerciale di ciò che ci vendono a caro prezzo mi fa tanto somigliare a Hitler, la gattina vendicatrice e selvatica di un mio amico, che affetta tutto quello che le si para davanti (che altro avevate capito???).

Paradossalmente mi trovo anche io a sciamare e a correre, cercando di non far troppo bisticciare il mio filosofico senso di ricerca della Bellezza ed Originalità con il vuoto abissale che regna nel mio portafoglio.

In più, tra una corsa e l'altra, mi par di non concludere veramente mai nulla. E' una fame intellettuale e spirituale, come se tutto quello che faccio finisse in un pozzo senza fondo (ehi, non ridete, non sto scherzando).

L'incapacità di gustarmi certe piccole mete mi affligge ormai da svariati anni. Le feste servono solo ad acuire il senso di stupida competizione che ho tra me stessa e me medesima. Il risultato sono una sacchettata di regali che non mi paiono più così bellini come quando li ho comprati, né così azzeccati, e che soprattutto devo impacchettare, imbigliettare ed accoppiare alle persone più giuste.

Ho le convulsioni.

giovedì 29 novembre 2007

FELINERIE



Chi, io?


Ho campionato il miagolio del mio gatto, e col prezioso aiuto di un collega smanettone, l'ho ritagliato, adattato e trasferito sul mio cellulare come suoneria. Così, ogni volta che mi arriva un sms, il mio Nokia fa "miew".

Pensavo che il divertimento si sarebbe fermato al fatto di avere una suoneria buffa e che nessun'altro può avere. Insomma, quella è la voce del MIO gatto!

Non avevo minimamente considerato la possibilità di spaventare il mio ragazzo nel silenzio della sua casa al crepuscolo. Nè di attrarre sistematicamente ogni volta la mia bestiola medesima, richiamata dalla sua stessa voce (chissà che crisi di identità, porello!). Ma indubbiamente l'effetto secondario più bello è quello che i miei genitori, ad ogni mio sms, vanno dal micetto premurosi e gli domandano "che c'è, che hai fatto?".

Voglio un premio.

martedì 27 novembre 2007

NIENTE DA FARE

Sono una brava ragazza piena di cattivi pensieri.
La maggior parte me li tengo per me. L'anonimato è tutto.

giovedì 22 novembre 2007

LE FEMMINISHTE

Sto per dire una cosa molto scomoda.
Avrei voluto dirla, pardon, scriverla, di getto, qualche giorno fa, a seguito di un certo episodio. Poi mi son detta: non farti trasportare dalla rabbia canina. Fai decantare. Solo che a forza di decantare il mio pensiero ha fatto come il vino rosso: è diventato più forte e più scuro.

Il fatto è che me le femministe stanno un po' sul cazz.
Sulle ovaie, come direbbero loro.
Ok, dirò sul culo, così resto in territorio neutro e non offendo nessuno.

Senza sminuire i risultati di certe loro importantissime battaglie, purtroppo necessarie ancora nel 2007, in ultima analisi molto del loro pensiero e dei loro atteggiamenti sono semplicemente... controproducenti.

Basterebbe pensare al concetto di parità dei sessi, che è quasi aberrante. Io non sono uguale ad un uomo. E considerati certi uomini, direi che è quasi una fortuna. Lo so, state per obiettare che per parità dei sessi non si intende un'uguaglianza fisica o psicologica, ma di possibilità. Sì, certo. Peccato che se abbiamo voluto questa benedetta parità, c'è toccato farci un mazzo tanto e toccare gli stessi vertici di competitività, stress, arrivismo e cazzodurismo/tettedurismo dei nostri compagni. Che conquista! Che figata! (p.s. Avete mai notato come per figata s'intenda una cosa bella e con cazzata una non proprio intelligente??? Dobbiamo gioirne in quanto portatrici di figa, oppure sdegnarci del fatto che probabilmente questa espressiona l'ha coniata uno di quegli arrapatissimi maschi?)

Oggi si dice che tutto il nostro testosterone acquisito ha fatto diventare la maggior parte degli uomini rammollita ed effeminata. Come a dire che ci siamo prese la pietra sulla schiena mentre ci tiravamo la zappa sui piedi. La parità che dovevamo cercare invece era proprio quella fondata sulla nostra diversità biologica, emotiva, fisica e sul rispetto di quello che siamo. Se proprio volesssimo dirla come le nostre sorelle, abbiamo fatto involontariamente il loro gioco.

La violenza non è una causa femminista. Il diritto ad un lavoro equo non è una causa femminista. La maternità non è una causa femminista. Le femministe esistono ormai solo nella loro fantasia. E' come ammettere che la nostra inferiorità esiste. Sono battaglie e diritti umani, appannaggio di qualsiasi sesso, religione e cultura che dir si voglia. Nessuna donna credo voglia veramente finire a scaricare il pesce per dimostrare che può lavorare.

Una vita senza uomini sarebbe noiosa, ammettiamolo. E finchè terremo le nostre cause nel gineceo, continueremo ad emarginarci da sole. Infondo non è che noi siamo tanto impeccabili, per certi versi. Ad esempio questa riflessione, fra l'altro da me sempre sostenuta, è scaturita, dal "furto telematico" che una sedicente femminista ha fatto di una mia foto, riutilizzata per suoi fini, senza il minimo scrupolo e in barba ad ogni forma di educazione nonchè ad ogni legge di copyright.
Di fronte ad una mia velata rimostranza (che poteva anche concludersi con una semplice scusa e magari una formale richiesta di utilizzo, che probabilmente non avrei negato) mi sono invece vista investire da ciance sulla libertà in Internet, ovaie rotte, delirii neoartistici che basta digitare su Google e ciò che spunta è tuo. E' chiaro che la maleducazione non ha sesso, esattamente come la stupidità. Ma se qualcuno mi sfracica le tette senza permesso, ci tengo particolarmente a ricordare che la delicata Fata cela dentro di sé un piccolo alien. Con un pisello lungo così.

venerdì 16 novembre 2007

10 THINGS TO DO BEFORE YOU DIE

Il giochino consiste nell'elencare 10 cose fondamentali e "one shot one kill" da fare per dar senso alla propria vita, 10 piccoli/grandi progetti da realizzare con impegno, 10 paure da vincere, 10 vette da scalare.

Scaramanzia vuole che se la lista si esaurisce presto perchè si è parecchio bravi, allora bisogna subito stilarne una nuova: tanto si sa che 10 cose non bastano certo a dar senso ad una vita, e per il resto non si sa mai che le divinità ti prendano sul serio e ti secchino al decimo risultato raggiunto, nonostante l'età prematura. E' anche un po' una palestra di sogni, per mantenersi sempre attivi e non disimparare a desiderare (che, credetemi, non è così difficile come sembra).

Io ho cominciato 'sta cosa qualche anno fa, quando ho rischiato di esser "eliminata" senza essere neanche arrivata ad una ipotetica voce n. 1 (brutta cosa). Ho furbescamente aggirato il numero raggruppando, per esempio, tutti i concerti che volevo vedere sotto un'unica voce (tra di essi c'era pure Bryan Adams... problemi???). Mi resta da vedere Parigi, New Orleans (mi ero quasi decisa ma arrivò prima Kathrina...), realizzare un paio di importanti (per me) progetti artistici, e veder avverarsi un due/tre miracoli che mi cambierebbero la vita, tipo imparare a guidare, acquisire poteri magici e trovare un lavoro che mi piaccia per più di due settimane.

L'idea di una fine ci rende più "competitivi", è indubbio. Se pensassimo di vivere in eterno, probabilmente passeremmo giorni, mesi, anni a fissarci l'ombelico. Vivere in eterno manderebbe a pallino l'idea di stilare una lista di cose da fare prima di morire, è ovvio. In verità, forse, non esisterebbero neanche guerre, miseria, stenti e privazioni, tanto nessuno potrebbe perirne. Sì, però questo è un altro paio di maniche.


Io non ve lo dico, né lo faccio in prima persona, ma se voi volete lanciare la catena e scrivere in modo dettagliato quali sono i vostri 10 punti da Desideranti Anonimi, verrò sicuramente a farmi i cazzi vostri. Tra la realizzazione di un desiderio e di un altro, è uno dei miei hobby preferiti.

[... to be continued... maybe...]

sabato 10 novembre 2007

UNA LONDRA DOPO MEZZANOTTE




LONDON AFTER MIDNIGHT
"Violent acts of beauty"


Questo CD dei redivivi London After Midnight (ce l'abbiamo in mano, non è una bufala, non è uno di quei "CD in uscita" con cui i LAM ci hanno zittito per 7/8 anni, facendoci attendere in vano) è bello già dal titolo. Violent acts of beauty è un titolo romantico, da Stürm und Drang, da lotta armata dell'arte, da giustizieri della Bellezza e della Pace.
Il gruppo Californian Goth per eccellenza, capitanato da un sempre più glam Sean Brennan, torna, incazzato. E sottolineo incazzato. Basta svenevoli intrecci morboromantici, incubi e baci al chiar di luna, basta nutrire la generazione degli Spooky Kids di vampiri e fantasmi. Qua c'è una giustizia da difendere, una stupidità diffusa da abbattere, dei coglioni pieni di potere da additare e tirar giù dal piedistallo. Personalmente trovo sempre affasciante chiunque si cimenti in una simile battaglia armato solo della sua arte, specialmente quando abbatte il muro delle aspettative che lo circondavano (si sa che purtroppo il filone Goth non ha molti esempi di impegno sociale).
Dal neofascismo, a Bush (ognuno ha il suo, poi...) alle guerre alla religione, tutto condensato in questo piccolo gioiellino dalla copertina-propaganda-rossa-filospinata: il suono è pulito, ma più rock che in precedenza, la voce di Sean è efficace, priva di virtuosismi ma ipnotica. Brillano su tutte Feeling Fascist?, Heaven Now e Fear, Nothing Sacred sarà la loro nuova hit, già si sente.
Grazie di averci fatto aspettare.

martedì 6 novembre 2007

DIE POLEMIK

Oggi mi coglie un senso di vecchiaia da foglia autunnale. Si dice che è lo spirito quello che conta: beh, se la mia testa è giovane, anzi, direi proprio infantile, ammetto anche che il corpo a volte non la segue.

Tipica dei vecchi è anche una mia certa vena polemica molto realista. Mi accorgo che la mia vita si puntella su molte cazzate, dette anche ottimi diversivi per non affrontare la realtà. Il succo è cercare di essere sempre qualcos'altro da quello che si è veramente (e banalmente). Il fatto è che se non ti piace quello che sei o che hai, ci sono solo due strade: o cambi, o ciccia. Non esistono le vie di mezzo.

mercoledì 31 ottobre 2007

LA TEORIA DEL SUPEREROE




Questo è quasi un post-confessione. Potrei nascondermi dietro al fatto che con l'età sto diventando intollerante. E invece in realtà l'ho sempre pensato. Il mondo dovrebbe davvero avere i supereroi. Con tanto di superpoteri e di supercar. Quando penso alla giustizia e ai mali del mondo, istintivamente penso ad un qualche Batman, che pesti duro i cazzoni e rimetta a posto le cose. Poi rinsavisco, e mi rammento che la giustizia sono i tribunali, gli interminabili processi e i risarcimenti danno. Pfìu.

Lo so. La teoria del supereroe è infantile e pressappochista. Denota una mancanza di impegno e di una presa di posizione adulta e matura. E' come quando da piccina desideravo avere la bacchetta magica, giusto?

Giusto. Perchè poi pensare di accollare tutta la responsabilità delle bastardaggini umane su pochi miserabili e ipersfruttati supereroi? E allora basterebbe che tutti i buoni, anche quelli non buonissimi ma almeno mediamente buoni, avessero dei superpoteri. Un piccolo Batman dentro ognuno di noi. Da usare alla bisogna.

In alternativa, va bene anche una bacchetta magica.

lunedì 29 ottobre 2007

PILLOLE DI SAGGEZZA

Quando il meglio della tua giornata è il minuto prima di mettere la testa sul cuscino e cadere in catalessi, allora sì, puoi esserne certo: hai buttato una giornata.

venerdì 19 ottobre 2007

LA MAREMMAMAIALA - edit

Sarà peccato, sarà eresia, sarà dissacrazione, ma a volte anche il venerdì riesce a starmi sul BIIIIIIIIIIIIIIIIP...

p.s. e visto che siamo in tema di maiale e maialate:

LEGGE LEVI

E' chiaro che avere un blog su cui scrivi poesie è fare del giornalismo.
E' ovvio che avere un blog su cui trascrivere pensieri più o meno profondi sulla propria vita personale o sul mondo che ti circonda è fare giornalismo. I ragazzini di oggi, nel bene o nel male, vivono di blog e sui blog: fanno del giornalismo. L'ItaGLia è piena di giornalisti . Forse quella minima parte che dovrebbe fare della libera informazione oggi deve difendere la categoria? C'è chi si limita a dire che stiamo sfiorando il ridicolo. Io vi dico solo che di gente che promuove leggi così io ho paura.

mercoledì 17 ottobre 2007

We got pussy! We got hot pussy!

Mentre mi concimo la chiorba con l'ultimo balsamo che promette ciò che non potrà mantenere (a proposito, il colore di tendenza della scienza tricologica da banco per la nuova stagione è il giallo: orrore!), mi sovviene così, per una pindarica associazione di idee, che ogni volta che la pubblicità, la televisione, la stampa o la politica promettono qualcosa, ce lo dovremmo sentire già un po' in quel posto.

Siamo la società del vuoto anche in questo. Parole che non corrispondono più a fatti, conta la scatola e non più il contenuto. E dopo anni siamo sempre tutti in fila con le nostre belle rughe, i capelli stopacciosi, la cellulite, il portafoglio vuoto e tutte "le cose che non vanno" ad aspettare il miracolo.

venerdì 12 ottobre 2007

PANTERA NANA




Pantera Nana cerca Foresta Bonsai. Astenersi perditempo, allergici, gattofobici, satanisti e antisatanisti.



[... adesso mi è diventato terribilmente vanesio e ogni tanto, Sua Grazia, si fa pure fotografare... prima o poi mi chiederà le royalties, lo so...]

mercoledì 10 ottobre 2007

DEUS IRAE




No, per una volta non vi parlerò delle mie furie contro questo e quest'altro. Stavolta vi parlerò dell' artista di merda Philip K. Dick e del suo romanzo scritto a due mani con Roger Zelazny.

Premesse indispensabili a questa piccola rece amatoriale:

- La fantascienza di Dick è una fantascianza atipica: anche quando ci sono robot e supertecnologie il mondo sembra in realtà arretrato, inetto e post-atomico;

- Dick è un artista strano, ed è stato un uomo ancora più strano. Personalmente della sua vastissima produzione ho amato tantissimo un paio di libri, e ho vomitato di sdegno su molti altri. Forse questa altalenanza qualitativa denota una sua genialità ribelle e bohemien. In ogni caso Anche gli androdi sognano pecore elettriche, volgarmente conosciuto come Blade Runner, è uno dei più bei libri tout court che abbia mai letto.

Deus Irae è in soldoni la storia di un mondo sopravvissuto alla Guerra Atomica, la cui fede religiosa si divide tra il vecchio incrollabile Cristianesimo, pieno di ambigui e viscidi personaggi, e una neo-religione dal sapore un po' nazista (un nazismo dal volto divino!) che venera il Dio Dell'Ira. Il Dio dell'Ira è incarnato nel suo inventore-sacerdote-guerriero, professa una fede basata sulla violenza e sulla prevaricazione come unica forma di sopravvivenza. Un po' la legge del più forte, insomma, e un po' Vecchio Testamento portato alle estreme conseguenze. Incaricato di dipingere il Dio della Nuova Chiesa in un affresco che lo celebri, un pittore senza arti s'incammina col suo tristissimo carretto alla ricerca del divino, in un viaggio iniziatico assai bizzarro e dall'amara conclusione.

Indubbiamente un argomento interessante ed attuale. Indubbiamente una stesura ricca di personaggi interessanti e soluzioni tristi, adulte, atee nel senso più scientifico del termine. Ma su questa struttura crescono rami secchi e risvolti poco chiari. Il personaggio del Deus Irae è un po' confuso, mentre il background religioso è ben abboccato all'inizio, e poi perde d'importanza. Il viaggio iniziatico del pittore, con tutte le sue valenze simboliche e i suoi richiami religiosi, è comunque a tratti un po' noioso. Commuove e un po' indigna un finale che fa confluire tutto nella finzione e nell'inganno: è forse troppo tremendamente vicino alla realtà?

Nel complesso, lettuta consigliabile se da scegliere tra tanta letteratura-spazzatura che ci propinano oggi (se la gente non legge, di sicuro c'è comunque chi scrive, e troppo, e di tutto). Ma resta un libro che poteva dire molto di più.

venerdì 5 ottobre 2007

I VIAGGI DELLA SPERANZA

Ora che per un periodo per andare a procurarmi il pane dovrò prendere i mezzi pubblici anda e rianda, potrò abbondantemente apprezzare il servizio trasporti e il mio animo ne sarà rinfrancato.

Perchè quello sul bus è un po' un viaggio della speranza. Speranza che arrivi. Speranza che l'orario appeso alle fermate non sia una burla (e invece lo sarà). Che la gente non sia attaccata agli appigli come scimmie ai rami, e che l'autista non sia carente di partite a domino.

E quando finalmente arrivi, ti sentirai come un fottuto reduce del Vietnam. Alzi il dito medio al cielo, pensando che tutto questo rende la tua vita molto più dark.

mercoledì 3 ottobre 2007

LIVING DEAD DOLL # 13 - MORGANA




... che dire... grazie dell'omaggio, ma... NON ME SOMIGGHIA PENNIENTE!!!

lunedì 1 ottobre 2007

BOIA CHE NOIA

Se la noia fosse un peccato, il Dante nazionale avrebbe dovuto creare il girone dei noioni partendo solo da me. Noioni, non noiosi. Ovvero, non coloro che creano ma che subiscono noia, e che hanno fatto della lotta alla noia il senso della loro vita.

La noia è più velenosa del cianuro, credetemi. Una vita noiosa non è una vita degna di essere vissuta. And so fort, and so on.

Dev'essere stato per colpa della noia se io da bambina preferivo giocare da sola piuttosto che non giocare per niente. C'è stato un momento della mia vita in cui ho seriamente temuto che il mio cervello fosse come quegli orologi che si fermano se non si muovono. Io devo SEMPRE fare qualcosa, o mi sento in colpa.

Lo so, tutto ciò non è sano. Spesso mi ritrovo a fare 4/5 cose insieme, perchè mentre ne inizio una già mi viene a noia, e devo passare ad altro. E' un atteggiamento decisamente "consumistico". In più, annoiarsi è un diritto per cui i nostri avi si sono battuti strenuamente, e non andrebbe sprecato con leggerezza. Senza dimenticare che a forza di non annoiarsi, ci si stressa, e lo stress è il cancro del Duemila.

E quindi? E quindi mi sono già stancata: devo finire le mie aste su Ebay, che mal si conciliano con la lettura delle e-mail mentre fotoritocco il mio ultimo servizio fotografico. Credo che andrò a farmi una doccia così nel frattempo riattacco anche i bottoni alla giacca.

E mi raccomando, non sbadigliatemi in faccia. O potrei farvi molto male.

lunedì 24 settembre 2007

OTTO FATTI SU DI ME (il resto vien da sé)

Ringrazio quella mediamente isterica dell'Argisa per questa occasione di rompervi i coglioni con 8 cose su di me di cui alla fine non vi fregherà un ghezz (ma che leggerete convinti di scoprire chissà quali sordidi segreti, ah ah):

uno) Ho la mania del dispari: quando non appare troppo psicotico propendo sempre per quantità dispari, anche col cibo;

due) Da piccola il mio colore preferito era il rosa: ebbene sì, son diventata darche in tarda età;

tre) Da piccola, inoltre, mi innamoravo (platonicamente) sempre di bambine che sembravano un po' maschietti. Non ho mai capito se mi piacesse l'uomo efebico o la donna mascolina;

quattro) Sono tendenzialmente agnostica e amo coltivare il senso di colpa;

cinque) Da grande volevo fare la maestra, poi la veterinaria, poi di nuovo la maestra. Ovviamente oggi non sono nessuna delle due. Forse perchè non sono ancora grande;

sei) Neanche troppo tempo fa volevo fondare una comune di cui essere l'indiscusso capo spirituale;

sette) Anche in merito al punto sei: no, non ho mai fatto uso di droghe (almeno, che io sappia);

otto) Non completerò il punto otto, perchè otto è pari, e come ho detto, io amo il dispari...

Chiamo alle armi: Gaber, la Cybercat, il mi' omo e ir su' cugino.

martedì 18 settembre 2007

E LA PEPPA!

Mentre dovrei scrivere qualche post di quelli promessi, mi faccio distrarre dal racconto surreale di Coraline. Non il libro, ma la mia amica di Milano/San Paolo.
Coraline, conosciuta al secolo con un altro nome, passaggia serena per le vie della sua città, quella lontana dall'Equatore, per capirsi. Mentre è assorta nei suoi pensieri, l'omino della nettezza lancia un commento pesante sulla sua femminilità. Cora lo manda affancucchero, poi osserva la donnina della nettezza che lavora a gomito col volgarissimo omino, e l'apostrofa:
- E tu non gli dici nulla a questo pezzente? -
Come per dire: suvvia, solidarità femminile!
Ma la donnina della nettezza risponde:
- Non posso che dargli ragione: sono lesbica! -

venerdì 14 settembre 2007

SUNSHINE




Interessante, questo film di Danny Boyle. Atipico, per essere scritto da Boyle stesso e da Alex Garland. O forse no... Fatto sta che non avevo certo pensato di noleggiare un bel film, ma solo un'ora e mezzo di passatempo senza impegno, a causa anche delle solite, azzeccatissime pubblicità italiane che spesso lasciano presagire tutt'altro da qullo che andrai realmente a vedere.

Sunshine inizia come un film di fantascienza catastrofista (ohinoi, il sole sta per morire!!!), ma sono subito evidenti le influenze dei migliori film di fantascienza degli ultimi anni, da "2001" ad "Alien" a "Solaris".

Boyle è un maestro a mescolare rigore e visioni da trip d'acido, e in fondo gioca in uno spazio che è totale assenza di spazio e in un tempo che non è tempo: quindi, tutto è possibile. La claustrofobia della nave spaziale contrasta con lo sconfinato buio dell'universo. La luce solare è una specie di nuovo petrolio da preservare. O meglio, una droga, che aiuta a sopravvivere. E non a caso il sole sembra generare strane visioni e deliri d'onnipotenza.

Se si può rimproverare qualcosa a questo film, a parte il finale buonista (perchè mai salvare un pianeta Terra corrotto, violento, sprecone ed inquinatore? E perchè soprattutto doverci sempre riuscire?), è sicuramente un passaggio poco fluido e poco chiaro tra la dimensione puramente fantascientifica a quella thriller a quella onirica e visionaria.

Per il resto una pellicola intensa, con attori in stato di grazia e una colonna sonora azzeccatissima.

giovedì 6 settembre 2007

MON DIEU, LA DOULEUR!

Ci tengo molto a precisarlo. Non sono una persona triste. Sono una persona provata dalla vita.
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Tipo crash test dummy, ecco.

domenica 2 settembre 2007

LA TERZA ETA'

Si dice tanto i giovani d'oggi, ma pure gli anziani d'oggi non sono più quelli di una volta (anche perchè, parafrasando Benigni, quelli di una volta sono probabilmente già morti).

E così lo scorso pomeriggio, il crocicchio di giovani ultra-60 di Piazza Dalmazia parla ad alta voce di non so quali loro problemi mentre io mi approssimo alla fermata del bus con passo marziale e incazzatura post-lavorativa. Il nonno più ganzo esclama "Chi te lo risolve il problema? Magari te lo risolve lei il problema!"
A volte si dice il destino: casualmente non avevo la solita imitazione dell'I-pod accesa. Altrimenti non avrei neanche sentito. E invece ho sentito.
Mi guardo a modino il clan del pelo bianco.
"Qualunque cosa sia, non faccio miracoli."

Forse tutto ruota intorno al fatto che i nostri nonni non vogliono invecchiare, e per sentirsi giovani devono atteggiarsi da giovani. Nel senso peggiore dell'espressione. Dove sono andati a finire quei posati vecchietti intrisi di saggezza a cui dovevi rispetto e che ti ripagavano con galanteria? Il nonno moderno fischia ai culi delle giovani passanti e sbircia con malcelata "fame ormonale" la linea bassa dei jeans di tutte le 15enni. Cosa che ormai gli uomini under 50 non fanno più, perchè non va più di moda, perchè sono saturi, perchè si devono distinguere e perchè la playstation è mille volte meglio.
Qualcuno vuole spiegarlo anche agli over?

lunedì 27 agosto 2007

SIC ET SIMPLICITER

In una massa di idioti il più normale è un genio.

"...Its a small world and it smells bad
Id buy another if I had
Back
What I paid
For another motherfucker in a motorcade..."


Shalalala!

lunedì 20 agosto 2007

L'ARTE DEL RIENTRO

Ovvero come districarsi senza deprimersi tra i deliri di una vacanza finita

Da Londra ho riportato una valigiata di cose inutili ma bellissime, come le scarpe coi piercing e la minigonna a ragnatela, e ho riportato il brutto tempo, tanto per abbattere lo shock termico. D'altronde, dopo aver passato 7 giorni su 10 di vacanza con l'acqua, mal tollero che qua splenda il sole.

Ammetto che se non fosse che fra poco dovrò rientrare a lavorare, forse, sottolineo forse, l'idea di essere di nuovo a casa sarebbe accettabile. Che poi la situazione tipica di quando sei di ritorno è quella di pensare di voler fare un monte di cose nuove. Una pera psicologica per tener alto l'entusiasmo, per non pensare che di qui a pochi giorni la tua vita farà di nuovo abbastanza schifo, lo stress tornerà a livelli intollerabili, e l'unica cosa che vorrai sarà un fucile a pompa.

Ah, sì. Da Londra ho riportato anche una buona dose d'ottimismo. Mi pare ovvio.

martedì 7 agosto 2007

TRE MINUTI

Sì, ogni tanto mi piace guardare film impegnati. Quei film che ti parlano di un pezzo di noi come esseri umani sociali. Nel bene o nel male, film che si commentano da soli. Come tutte le opere "postume". La maggior parte dei film impegnati parla di catastrofi già avvenute, e cerca di farti riflettere, affinchè la catastrofe non si ripeta. Si chiama utopia. Fortunatamente per l'arte, l'utopia non affossa col diritto di esprimere le proprie opinioni e i propri sogni.
Tutto ciò promesso, impiego tre minuti del mio tempo per una banale riflessione. Ho appena visto Blood Diamond e una frase pronunciata dalla protagonista mi ha colpito:

"Nessuno comprerebbe diamanti se sapesse che sono costati una mano a qualcuno."

La verità è che purtroppo non è così. Il resto potete capirlo anche da soli.
Fine dei tre minuti.

sabato 4 agosto 2007

TETTONICA





Ho fatto un buffo "test" online per riconoscere seni veri da seni finti. Ho totalizzato in punteggio di 20 su 20. Un po' sconvolta ho passato, tempo reale, il test ad un amico su MSN. Ha totalizzato solo 12 su 20 ("scusa, ma tutte quelle robe lì, vere o finte che fossero... non c'ho capito più nulla!").

Non so se devo preoccuparmi del mio risultato. Non sono un chirurgo plastico, né sono attratta sessualmente dalla parte anatomica in questione. Ma trovo che il seno sia una parte molto attraente e versatile della donna. Unisce maternità e sensualità. Un bello scollo è un'ottimo "balcone". Anche se certi seni finti sono decisamente esagerati ed inguardabili per chiunque abbia un minimo di gusto.

Poi se parli con un uomo si aprirà sicuramente la diatriba tette-culo. Per me la tetta vince 10 a zero. Tra l'altro una volta mi fu spiegata una teoria antropologica per la quale l'attrazione per il seno sia più "evoluta" rispetto a quella per il posteriore, e quale passaggio le leghi. Ma non mi pare il caso di tediarvi con la scienza, soprattutto quando potrebbe rivelarsi solo una bufala.

E' indubbio che massima gioia sarebbe per una donna avere una tetta stratosferica, e un culo da 10 e lode. Ma la perfezione non è di questo mondo. Se il seno perfetto sta in una coppa di champagne, il culo perfetto dove sta? In una botticella di Barbera? Ah, le misure!

venerdì 27 luglio 2007

I'VE GOT THE POWER!

I miei colleghi ormai scrivono witch* al posto di which**...
Si sospetta una mia occulta influenza. In realtà io mi professo innocente.



/risata demoniaca in sfumare/





*strega

**cio' che

mercoledì 25 luglio 2007

BELLA, Cì!!!!

A volte vorrei che qualcuno mi inventasse uno di quei videogiochi violenti a cui gioca sempre il Male, in cui da far fuori ci fossero certe genti che dico io: da molti nostri politici a esseri umani che contano molto, ma molto meno, ma rompono le palle ugualmente.

martedì 24 luglio 2007

PAROLE PAROLE PAROLE

"What do you read, My Lord?" "Words, words, words" (Hamlet)

Se in principio fu la parola, un motivo ci sarà. Voglio dire, fidiamoci di questa entità che ha fatto il mondo e ha deciso di chiamarlo, per l'appunto, Mondo. Avreste trovato un nome migliore?
Per secoli la filosofia ha dibattuto se il linguaggio sia una convenzione, o rispecchi veramente l'essenza delle cose. Semplicemente penso che la parola sia bella e funzionale allo stesso tempo. Cosa c'è di meglio!
Una parola non dev'essere per forza vera. Pensiamo alle parola artistiche, teatrali. Pensiamo alle menzogne. Alcune menzogne sono belle, c'è poco da fare. Se ci asteniamo dal giudizio morale, qualcuno che ti dice "ti amo" dice una cosa bella, anche se non lo pensa. Un romanzo è falsità (in quanto invenzione) elevata a livello di Arte. E così via.
Io nella mia testa vedo immagini sotto forma di parole. Io mi descrivo le cose. Io certe parole me le invento, senza concetto, solo per il suono che hanno. Non importa sapere cosa indichino. Ho in "archivio" decine e decini di titoli di romanzi che non ho mai scritto e mai scriverò, perchè sono troppo pigra. Però, cavolo, erano titoli che funzionavano!
C'è stato un momento in cui di lavoro avrei voluto fare proprio questo: scrivere titoli per gli altri. Fare sartoria di parole. Metter su un'atelier del verbo. Colui che ha inventato il mondo l'aveva capito. Una realtà senza nome non ha senso. Una realtà senza nome non esiste.

martedì 17 luglio 2007

SUMMERTIME

C'ho provato, lo giuro. Con tutte le mie forze. Ma dell'estate non sono mai riuscita da amare che
  1. il momento in cui fa buio
  2. quando l'estate finisce
  3. il non lavorare per 3 settimane di fila (ma questo è un piacere coatto, potrebbe benissimo essere trasferito su altri periodi dell'anno)
  4. la luce naturale, che per una fotografa è una manna... (non si potrebbe evitare di averla nel kit 40° gradi all'ombra + sudore a manetta?)

Si capisce benissimo anche da questo blog, quanto io odi l'estate: sono poco produttiva, perdo il mio umorismo sagace e pungente, non scrivo, non commento...

D'estate io non brillo, non incanto, non sconvolgo. Non seduco. Non ammalio. Io, d'estate, non so mai cosa mettermi. La mia attività cerebrale è tale che un encefalogramma piatto è un'onda da surf a confronto. Io d'estate VEGETO, entro in letargo, in attesa dell'autunno. Mi basta avere solo una buona scorta di gelati e di aria condizionata.

Il fatto è che per legge dovrebbero impedire ad un essere umano di fermarsi così per tanti mesi. Facciamo qualcosa. Una petizione. Per la variabilità delle stagioni. A seconda di come ti è più congeniale. Uno stagionometro portatile. Magari integrato al cellulare. Molto più utile della fotocamera, della radio, e del lettore MP3. Che può essere acquistato separatamente.

venerdì 13 luglio 2007

THE DRUGS LOVE ME

Gli esami del sangue mi fanno uno strano effetto allucinoggeno... Forse mi fa reazione il disinfettante, anche in minime dosi. Dopo ogni esame del sangue comincio a notare cose insolite che mi fanno letteralmente "illuminare", aprire in chackra, sbomballare o al limite, morir dal ridere (che male non fa).

Tipo il signore tutto rimpicchiettato in giacca e cravatta, con l'occhiale elegante, la camicia immacolata, che guidava un'Ape, sì, un'Ape sudicissima, da muratore, e se ne andava a giro sui viali come se niente fosse. Ma che c'è? Ti s'è rotta l'Audi e ai preso in prestito l'Ape dell'impresa che ti sta rifacendo il villino??? Bellissimo. Bellissimo.

Le commesse d'Intimissimi. Sì, lo so cosa state per dire. Ascoltatemi, prima. Le commesse di Intimissimi nascondono un segreto, e non ha niente a che vedere con la loro biancheria intima. Dietro la cassa nascondo un fogliettino. Ci sono tradotte in inglese le frasi tipiche da commessa. Can I help you? Can I show you something else? I can show something else. La distinzione tra domanda e affermazione è da sottolineare. Qualcuno poi c'ha pure appuntato sopra una piccola traduzione (show=mostrare, etc.). Ma non assumevano solo commesse esperte, conoscenza lingue? Forse è il corso intensivo. Fottutamente geniale.

Dopo 4 mesi che ce l'ho, ho scoperto che il mio cellulare, tra i miliardi di funzioni (inutili) che nasconde, contiene anche un filmatino con la presentazione... del cellulare stesso!!! Il filmato ti dice come si apre il tuo cellulare (in realtà devi averlo già potuto fare, o non accedi alla funzione), com'è fatto, dove ha le cromature, la fotocamera e il pulsante di menù. Da pippe! Adesso capisco perchè ho pagato tanto questo Nokia ultima generazione (bruciata). Questo filmatino sarà tra gli Oscar della prossima stagione.

Ma tanto il pezzo meglio resta sempre lui. Il mio gatto. E' che non lo guardo mai abbastanza. Le analisi del sangue (con tutto cio' che ne consegue) spesso mi stordiscono a sufficienza da impedirmi di fare altro per un paio d'ore. Da qualche giorno Whip è nel suo periodo sportivo-circense. Fa le capriole con triplo salto mortale, e atterra sulla schiena con quel muso da maschera demoniaca. Provaci anche tu! Ti sfida. No grazie. Non sono allenata. Ok, allora vado a tirare due calci al pallone... cioè, a questo chicco d'uva. E non ha desistito finchè non ha infilato un gol sotto il mobile della cucina. Dopo di che, soddisfatto, ha girato il culo ed è trotterellato via come un vero campione. Pibe de Or!

martedì 10 luglio 2007

SAN PIPPONE DA BUCALOSSO...

... protettore dei rompiballe e degli stupidi...
Se poi queste due figure si uniscono in una, allora è un problema.
Certo, infondo chi sono io per giudicare la rombiballaggine e la stupidità del prossimo? Non potrei cristianacciamente porgere l'altra guancia o semplicemente ignorare?
...
No.
Perchè noi donne in quei giorni.
Perchè la rompiballaggine e la stupidità sono le più alte forme di pornografia, e non provocano neanche eccitamento.
Perchè ti alzi una mattina e pensi: io odio.
E non c'è santo che possa placarti.

lunedì 9 luglio 2007

OCCASIONI

Ricordo la gita in macchina con Valentina. Stavamo andando al Verano a fare due foto. Niente femminucce seminude sdraiate sulle tombe. Volevamo fare degli scatti di arte funeraria come Dio comanda. Di lì a poco saremmo state cacciate dal solito guardiano da film di Totò, solo perchè eravamo vestite di nero. E si sa che la gente nera profana le lapidi. Ma questa è un'altra storia.

Durante quella gita condensammo il succo di un'importante riflessione sulle occasioni. Ovvero che a volte ci guadagni più a non coglierle che a coglierle. Apparentemente una perdita, in realtà una vittoria.

"Ma prendi quegli uomini che se ne fanno 3/4 a sera. Entrano nel locale e ti puntano. Vengono lì e ti si strusciano. Tu vuoi vedere fin dove arrivano. Magari potrebbe anche interessarti. Poi scopri che al solo pensiero ti cascano i coglioni. Insomma, hai di meglio da fare che essere solo una delle tante. Specialmente quando ti sbrodolano, falsi come Giuda, che non lo sei, anzi, una come te... Te ne vai. E capisci che tutto sommato sei stata più figa a non dargliela che a dargliela."

Nella vita è un po' così. Anche... soprattutto... quando si presentano occasioni più significative. E tutti pensano che l'unica risposta valida sia "SI". E invece, magari anche no. Insomma, riappropriamoci della nostra capacità di decidere. Indipendentemente da quello che il resto del mondo considera so fucking cool. Non pensare non protegge dall'arteriosclerosi e dai danni cerebrali.

Mi piace ancora questa idea. Di essermi distinta per le cose che bene o male ho scelto di NON fare. Ammetto, magari sono stata solo una cogliona. Quanto meno, una cogliona consapevole.

mercoledì 4 luglio 2007

PAR BLEU? NO, PAR NOIR!

Le giornate trascorrono convulsive nel grullaio, roba da abbrutire i pinoli (perchè i pinoli si abbrutiscono? ... appunto...).
Tu sei lì che mediti scene da film e una nuova vita lontano dalle macchine-che-spiano-i-cervelli, e clicchi come un automa il pulsantino di download della posta aziendale. Ohibò, che mail è questa? Da ClienteX a Dark Lady??? Per un secondo due piani spazio-temporali si sovrappongono. No, perchè questa è la mail di lavoro, giusto? Macheccccà???
ClienteX, un francese del piffero, uno che non compra, quando compra non paga, generalmente rompe solo i marùn, e soprattutto te li rompe in francese, riceve istruzioni da un simpa-collega di passarmi un ordine. Il simpa-collega nel suo address book mi ha segnato col nickname di Dark Lady (chissà come mai). Il francese è un uomo che non ha dubbi nella vita e segue pedissequamente gli ordini: io sono Dark Lady. Anche a non sapere l'inglese, spero gli sia parso quanto meno insolito, e si sia cagato un po' sotto, tanto per (del tipo: ma da che gente mi servo? cose così...).
Vado dal simpa-collega.
Io: "Forse è il caso mi richiami col mio nome e cognome. Qui si creano imbarazzanti equivoci."
Lui: "Perchè, non sei una Dark Lady?"
Io: "..."
(ah, se tutti là dentro dovessimo appellarci coi nicknames più appropriati, altro che equivoci, altro che imbarazzi!)

Per inciso, io non chiamerei mai un mio account di posta "Dark Lady". Non sono così banale.

giovedì 28 giugno 2007

L'AMORE AL TEMPO DEI MORTI


Necrofili, smettetela di gioire. Non è un post di perversioni. E' l'agile recensione di un libro gradevolissimo, due romanzi brevi di un autore di fantascienza di alta qualità che a quanto pare con l'argomento "morte " c'ha una fissa (al momento, la sua produzione tradotta in lingua italiana contempla i seguenti testi, fate voi).


La fantascienza di Robert Silverberg può essere gradita anche ai profani del genere, per quanto è velata. E' la fantascienza di quello che potrebbe essere il mondo tra qualche anno, di quello che probabilmente sarà o avrebbe facilmente potuto essere. Con ancora tutte le tensioni, i sogni e gli incubi dell'uomo moderno. E così, mentre ovunque si dibatte di eutanasia e accanimento terapeutico, Silverberg ci racconta di una società in cui si può decidere di tornare in vita dopo la morte, a patto di dimenticare chi abbiamo amato, e di un altra dove si vive fino a 150 anni, e si può scegliere di morire serenamente, completamente assistiti, per lasciare alle nuove generazioni la possibilità di nascere e crescere. Non dico altro, o direi troppo.


Mentre "Libro dei Teschi" cominciava bene, ma era scaduto in un finale noiosissimo, "L'amore al tempo dei morti" è intenso e toccante fino all'ultima pagina. La sua narrazione ha il ritmo di certe pagine di Bradbury, e la stessa "opacità". Fa da padrona l'anima dei personaggi, mentre lo sfondo è come insignificante. Inquietante e sereno allo stesso tempo, Silverberg lancia uno sguardo acuto sulla nostra civiltà, lasciandoci liberi poi di trarre le nostre conclusioni.

lunedì 25 giugno 2007

INIBIZIONE

"Inibizióne: inibizióne s. f. proibizione, divieto in fisiologia, capacità di un centro nervoso di agire su un altro arrestandone o attenuandone gli effetti; in psicanalisi, incapacità a compiere determinate azioni, dovuta a freni psichici, consci o inconsci."


Ecco, oggi è uno di quei giorni in cui mi verrebbe da fare un po' di considerazioni maligne, uno di quei momentini fatti apposta per buttar giù due innocue cattiverie tanto per. Ma mi inibisco.

Ah! Eh! Ogni tanto ci vuole, di mettersi un freno, anche quando siamo Fate che tutto possono. Diciamo che a volte certe cose c'è più gusto a non dirle che a dirle. La propria innata superiorità ne è come nutrita, rinvigorita, sferzata.

Oddio. Vuoi mettere la soddisfazione di sferzare gli altrui metaforici culetti... Ma no, non cadrò in tentazione. Guarda, giusto giusto perchè sì... insomma, per non andar via e lasciarvi a mani vuote scriverò una frase sibillina e al contempo illuminante:


l'essere umano è proprio coglione.

Miei cari, riverisco.

venerdì 22 giugno 2007

Trasparenza - pt. 3

Una vita strana genera o alimenta la trasparenza, o è la trasparenza che induce ad una vita strana? Tasparenza come causa o come effetto? Senza davvero interrogarci se alla fin fine siamo davvero in grado di sceglierci una vita strana, la trasparenza, tutt'e due insieme e tutto cio' che ne consegue.

Della trasparenza vediamo soprattutto gli effetti, quasi mai le ragioni. E non importa se quegli effetti avremmo pututo arginarli. Non l'abbiamo fatto.

Ah il bello dell'essere notati! Anche se indubbiamente pure vivere nell'ombra ha le sue comodità. Niente è perfetto, giusto? Certo, quando a volte sai che di te si pensa "sisì, interessante, proprio un aggeggino divertente", beh, inevitabilmente deduci che per essere davvero gratificata da tanta attenzione avresti bisogno di almeno una palata di apprezzamenti così...

p.s. corollarietto: chi tanto vive in trasparenza, per uscirne diventa MOLTO esigente.

martedì 19 giugno 2007

CERVELLINI MARCI FRITTI

Esistono indubbiamente due tipi di follia: quella stupida, propria degli stupidi, e quella creativa, propria degli artisti. Entrambe di difficile gestione, ne convengo. Quanto meno una delle due non è sterile e distruttiva, anzi ambisce a comunicare.
Stare troppo a contatto con l'idiozia, che appiattisce e banalizza ed è incomprensibile in quanto non ha nulla da dire, mi mette in crisi. Un mondo di idioti detta legge su poche anime sane. E i tuoi confini inevitabilmente si spostano.
L'imbecillità, da certe parti, sta diventando un regime.

lunedì 11 giugno 2007

REGALI AZZECCATISSIMI

In occasione di un ritardato festeggiamento dei miei ultimi giovanissimi anni, alcuni amici della mia Oscura Malefica Metà mi hanno regalato una bellissima borsa di tela nera con un enorme teschione glitter, roba da vera riot dark lady che finge solo di andare al mare, e se per sbaglio ci va

1. è sulla nave di un pirata
oppure
2. piove e tira vento
oppure
3. comunque tiene gli anfibi anche in spiaggia, e ha il costume con le borchie.

Ovviamente il mio indice di gradimento non corrisponde a quello di Mammina. Mammina infatti aborre ogni riferimento alla morte, per quanto scherzosa. Anche il più innocente scheletruzzo causa in lei strani rigurgiti verdastri e la spinge ad impersonare delle vere scenate napoletane.
Ecco quindi come ha manifestato il suo "apprezzamento" nei confronti del mio nuovo accessorio:


(Mammina rotea gli occhi tipo invasata.
Tono ipertragico mode on.)

- Miodddddio, tutti questi teschi, questi morti... - Pausa - Com'è brutta la vita... - Pausa - La mia. -

Poi si dice perchè i figlioli vengon su così.

P.S. curiosità che non c'entra niente con l'argomento: Blogger ha deciso di classificare il mio blog come SPAM. La spiegazione è che in soldoni la mia pagina sembra al lor signori solo un'accozzaglia di testi senza costrutto né scopo. Tale giudizio quasi mi lusingherebbe, viste le perle che si leggono in giro. Se non fosse che ogni volta che devo inserire un nuovo post mi tocca digitare una sequela infinita di codici a conferma che io sono proprio io, e non un BOT. E ciò rompe le balle, nevvero. Ho già abbastanza crisi d'identità e problemi personali senza che ci si metta anche Blogspot.

sabato 9 giugno 2007

MASOCHISMI

Il masochismo è come la mamma: ognuno ha il suo. Oggi poi pare che soffrire inutilmente vada di moda. Quindi, più che altro, la lotta è nel trovare il masochismo più originale.
Io ne ho vari, ma quello di cui posso veramente vantarmi è di natura letteraria. Ovvero il voler leggere libri di autori che non mi piacciono.
Ho una decennale esperienza alle spalle, che mi ha portato a fare del mio masochismo una religione. La cuspide del mio dolore è rappresentata da 3/4 autrici, donne che hanno negato il loro diritto alla maternità, alla famiglia, ad una serena e piena vita di coppia, ad un lavoro socialmente utile, per migliorare l'umanità grazie alle loro indiscutibili capacità letterarie... parafrasando, fanno i soldi, spesso tanti soldi, scrivendo libri. Brutti. Ma questo lo dico io in qualità di loro maggiore contribuente.
So che morite dalla voglia di sapere chi sono queste femmine dalla penna scattante. Basta chiedere:
ANNA RICE, la regina dei vampir(L)i, che dopo un inspiegabile capolavoro (quello glielo riconosco) come "Intervista col vampiro", ci ha smazzolato periodicamente i coglioni con i lunghissimi, tediosi capitoli della Cronaca dei Vampiri, infarciti di inutili barocchismi fuori luogo, rifriggendo nello stesso olio per pagine e pagine. Che io ovviamente ho letto. Solo la ritrovata fede della signora Rice, grazie alla quale Annina ha deciso di smettere di farsela con demoniache creature dai lunghi canini, mi ha impedito di continuare nella mia massacrante e dolce lettura delle sue sospirevoli storie. Yahwn.
ALDA TEODORANI. Chi? Appunto. Se invece la conoscete, vuol dire che mi capite. La regina dell' orro nostrano è roba da tenersi per i momenti in cui l'istinto masochista è davvero profondo, tipo quando si è in astinenza da mesi, o si è letto un capolavoro dopo l'altro e ci si sente appagati e culturalmente felici. Le sue storie sono letteratura quanto i rave sono musica. Insomma, basta drogarsi e tutto sembra bello, no? Peccato che prima o poi l'effetto finisca. Se non siete masochisti letterari come me, vi consiglio di affrontare almeno un suo racconto ad uso vaccino. Per il resto, pare non scriva più da un pezzo. Se continua così dovrò sostituirla.
ISABELLA SANTACROCE. Sono pronta ad affrontare le ire dei suoi numerosi devoti pur di poter includere questa scribacchina nella lista delle mie pene autoinflitte. La sua scrittura è stata una progressiva ricerca del vuoto: vuoto della parola, del senso, dell'intelligenza, del sentimento. E almeno da questo punto di vista il suo percorso parrebbe perfettamente riuscito. Eppure io non mi son persa un suo libro. Perchè? Pruderie? Curiosità di vedere fino a che punto poteva arrivare o se alla fine fosse capace di sorprenderci davvero? Ricerca sul fenomeno mediatico? Perchè parlare solo di masochismo in questo caso è pure un po' pericoloso. Magari te la ritrovi alla porta di casa, questa regina del fetish.
LAURELL K. HAMILTON. Una new entry di tutto rispetto. L'ho approcciata in buona fede perchè anche la signora H. scrive di un argomento a me caro, che è quello dei vampiri. Poi, appena scoperto quanto scriva male, narri storie noiose, con personaggi anticipatici, sia perbenista una cifra e tratti l'argomento come un predicatore di inizio Ottocento, ho deciso che doveva entrare a pieno titolo nella mia top list "masochismi e sollazzi". Non mi perdo un suo libro, purchè sia in edizione economica. Ho finito l'ultimo, "Polvere alla polvere", giusto l'altro ieri. Laurie de mamma mi sta dando grandi soddisfazioni: la sua scrittura è sempre più approssimativa, mi addormento sempre più di frequente sulle sue pagine, rido alle scene più drammatiche, e i suoi vampiri non mi danno neanche un brivido di eccitazione. Come diceva ai suoi tempi Jovanotti: vai così, è una figata!

Mi rendo conto che vi ho appena aperto un angolo del mio cuoricino nero. Oltre a fornirvi:
a) un'arma di ricatto
b) la possibilità di farmi del male regalandomi, alla prima occasione, l'opera omnia di una di queste autrici
c) la possibilità di farmi del male NON regalandomi, alla prima occasione, qualche nuovo volume di una di queste autrici

Di contro, so anche che potrei aver istillato in voi un oscuro desiderio: quello di seguirmi su questa strada di dolore. Nel caso, andiamo, lasciate che sia la vostra Mistress. Non vi deluderò.


[... to be continued... ]

mercoledì 6 giugno 2007

RIVELAZIONI - # 2

Vivere?
Diciamo tutt'al più campare.
Vivere, appieno, è spesso solo una mera utopia.

lunedì 4 giugno 2007

ANZIANITA'

Considerato che ho 85 anni interiori praticamente dalla nascita, e soprattutto da quando ho scollinato i 30, i problemi degli anziani mi toccano da vicino. Nel nostro paese la maggioranza della popolazione è abbondantemente "passata" anagraficamente, e questo solleva pesanti questioni riguardo alla sanità, al pensionamento, ai servizi. Nell'ennesimo autobus affollato delle 13.30 e dopo aver ceduto per l'ennesima volta il posto a sedere alla vecchietta di turno, mi sono più praticamente chiesta: nella Società Pensionata del futuro prossimo venturo, chi cederà a chi il seggiolino sui trasporti pubblici?

giovedì 31 maggio 2007

WGT

Al grido della folla "dicci qualcosa di gotico!", eccomi di ritorno dal Wave Gotik Treffen con tantissime perle.
WGT? In 3 parole, un bel circo. Di gente di tutte le età ed estrazioni, dalle mamme incinte a quelle già "partorite" alle loro figlie cresciute che già zoccoleggiano, dai giovani agli anziani, dai belli ai brutti. In certi momenti si ha quasi la nausea di fronte a tanto punkgothcybernazimarzialfolk.
La marea nera invade Lipsia per 4 giorni, senza destare alcuna violenta reazione nella popolazione locale. Ti vai a prendere il caffè in reggicalze, entri in albergo con la giacchetta militare, prendi l'autobus con le codine fluorescenti, e tutt'al più ti fanno una foto, per buona pace del tuo ego. Immaginate la stessa solfa (anzi, qui è il caso di dire zolfa) a Firenze. Fatto? Ok... passiamo oltre.
Oltre al circo, tanti, troppi eventi. Concerti, spettacoli, cinema. Aiuto. Minimo 5 happening in contemporanea. Un banale dono dell'ubiquità aiuterebbe appena. Ci dividiamo e poi ce lo raccontiamo? Tanto vale prendersela MOLTO easy, selezionare, sfoltire, e alla fine riuscire a vedersi quei 5/7 concerti (si spera buoni) senza doversi ammazzare.
Lo spettacolo più bello resta il primo che ho visto: PINK TURNS BLUE, in un pub che per quanto grande era strapieno, con un clima che assomigliava a quello della giungla amazzonica (+50° - tasso di umidità 90%). Ma si doveva resistere. Perchè i PTB sono fantastici. Punto. In una scenografia fatta con due teli e giochi di luci, hanno dato fondo a tutta la loro discografia, in uno spettacolo ripetuto per due volte per ovviare alla folla che voleva applaudirli e che poteva entrare solo a singhiozzo.
Ottima impressione anche il gigantesco ASP, in Germania quasi un eroe nazionale come può esserlo da noi Gigi D'Alessio. Il suo electrofolk dal vivo è estremamente coinvolgente, suonato in modo molto rock, tirato ed energico. Bravo bravo.
TERMINAL CHOICE, carini. La solita EBM, per carità, ma pensare che la mente dei TC è la stessa dei Blutengel scatena un certo senso di "comprensione"... (parentesi: perchè gestire un gruppo carino e uno brutto? Mah!). Peccato che ballare in una folla immane sia problematico. E il pogo non fa per le signore anziane come me. Per cui mi sono contenuta.
I 69 EYES avevano suonato solo una settimana prima in Italia davanti a 50/100 persone, stavolta fanno il bagno di folla. Purtroppo la loro prestazione musicale giova poco di questa differenza. Sono stanchi, moscetti e troppo altalenanti in umore ed energia. Voglio ricordarli come li vidi nel 2003. Amen.
THE CRUXSHADOWS sono gli headliner con una special show che dovrebbe durare ben 1 ora e 30. Ne ho visti forse 20 minuti, sdegnata dal fenomeno di divismo che un gruppo musicalmente così miserino è riuscito a creare in terra teutonica. Sarà per il cantante che fa tutto un su e giù dal palco, stringe le mani, benedice gli adepti come un Padre Pio dell'electrogoth? Perchè alla fin fine tutta questa sua scena diventa un bel rompimento di coglioni, per la security e per tutti quelli che non vogliono essere spruzzati dal suo santo sudore... Magari sarà per le due ballerine di aerobica che si porta dietro. O per la violista, che aveva la faccia di chiedersi "maperchèavròstudiatotantoalconservatorioperritrovarmiafarediquestemarchette?"... In ogni caso, ipersupersopravvalutati. E' una vergogna (e intanto penso ai miei Pink Turns Blue...).
FRANK THE BAPTIST, mitici. Un'evoluzione del post punk americano, splendidamente riletto in chiave gothic rock. Carini anche i FRANKENSTEIN, sebbene troppo horror rockabilly per i miei gusti. Se non altro per presenza scenica e competenza musicale hanno da insegnare TANTO COSI' a tutta la osannata beata gioventù rileccata e iperlodata (e qui penso ai Cruxshadow). I 45 GRAVE invece semplicemente insopportabili, almeno live...
ELUSIVE, in Italia probabilmente li conosco solo io. Gothic rock onesto, nordico, verace. Dopo i 35 minuti come spalla dei Mission 2 anni fa a Rimini, volevo rivederli in un concerto tutto loro. Purtroppo di nuovo penalizzati (ach, ma perchè 1 ora e mezzo ai Cruxshadow???) suonano giusto 40 minuti. Però son ganzi. Che mi tocchi andare a beccarli in Norvegia per qualcosa di più "corposo"?
ZOMBINA & THE SKELETONS, strani, visionari, horror rockabilly ma più pendente al rock. E tanto, tanto professionali. Non funziona l'amplificatore della chitarra, e loro si gettano in un improvvisato a cappella, in attesa di tornare in pista. Più che cantare/suonare mettono in scena una bella pantomima da film Hammer anni '30 spruzzato di Grease. Deliziosi.

Quando la musica è finita, fate in modo di avere il portafoglio bello gonfio, perchè lo shopping non ve lo potete negare. Anche se il 99% di quello che comprerete sarà il trionfo del superfluo. Io sono riuscita a comprare solo due CD (santa subito!!!!) ma invece di essere ogogliosa di me stessa, mi sto frustrando da 3 giorni.

E alla fine di questo show ringrazio chi c'era (lui, lui e lei) per le 24 ore di viaggio, le battute, le emissioni corporali, l'alcol, il cibo, l'amore, il divertimento, il borgo panigale e l'arcoveggio... insomma, per aver reso questa esperienza particolarmente e veramente bella. Infondo il meglio circo siamo noi.

mercoledì 23 maggio 2007

RIVELAZIONI - #1

Diciamolo. Io non sono timida. Sono solo asociale.


*Ameni dettagli: anche oggi mi sono beccata di "sei-la-donna-più-particolare-che-conosco" solo perchè faccio delle splendide boccacce con la bocca impastata di Kitkat (gusto Dark, nel caso aveste dubbi). La mia crescita verso la Luce continua.

sabato 19 maggio 2007

19051974

Ci siamo. I 33 mi hanno inseguito per un anno intero, e alla fine mi hanno raggiunto. Gli anni di Cristo. Gli anni palindromi, comunque li leggi sempre 33 sono. Gli anni che proprio non vorresti, perchè ti sembra ieri che ne avevi 10 e ancora avevi fiducia nel mondo.

Che dire. In realtà io sono nata vecchia dentro. Da piccolina desideravo arrivare alla pensione senza passare dal via (ovvero da questi benedetti anni della maturità e della pienezza), perchè i vecchietti mi sembravano così sereni e pacifici e nullafacenti.

Ma la vita non è un Monopoli. E' semmai un treno regionale che deve fare tutte le sue fermatine del caiser. Per carità, si può anche decidere di scendere. Diciamo che è un'opzione da ponderare bene. E io non so perchè proprio a 33 mi sento di tirar giù due considerazioni. Forse perchè in altri momenti mi è parso di non aver nulla da considerare. Chi crede di conoscermi forse si stupirà delle mie parole. Chi mi conosce davvero sa di che pasta sono fatta. E oggi mi sento di dire che sono orgogliosa di quello che sono. Anche se non sono nulla. Perchè sarò una donna inetta ed approssimativa. Ma ho sempre rialzato la testa. Non mi sono mai detta bugie. Non ho mai cercato di vedere la verità per quello che non era. Non mi sono evitata gioie e dolori. La mia forza è piccola e nascosta. Ma mi ha portato qui. Io veramente IO. Non so quanti possano dirlo.

giovedì 17 maggio 2007

AND THE WINNER IS...

L'idea di rivincita è una delle più solenni fregature mai create nella storia umana. Un do ut des col destino che pare essere verosimile solo nei film e nelle fiabe.

Generalmente, nella realtà, è tanto più probabile che tu la prenda dove-non-batte-il-sole quanto più nella tua vita l'hai sempre presa dove-non-batte-il-sole. Come dire... solo perchè sei più allenato e ci entra meglio.

lunedì 14 maggio 2007

OMMMINCHIA!




Il bisogno intrinseco e l'attuazione dello stesso (sempre che sia possibile) sono spesso spaziotemporalmente collocati in modo troppo distante perchè il primo abbia un senso e il secondo uno scopo. Un modo come un altro per dire quanto perverso sia il desiderio.

domenica 13 maggio 2007

EVERYDAY IS LIKE SUNDAY...

"Domenica" per me è sempre stato sole che filtra dalle persiane, strade vuote nel sole, desolazione assolata, tetti assolati, silenzio rotto solo dai programmi sportivi. Non so perchè nella mia mente la domenica sia sempre un giorno "estivo" (e pertanto fonte di angoscia). Una reale domenica di pioggia è per me più accettabile. Tutta quella luce, invece, mi mette ansia.

Eppure, come cantava Morrissey, everyday is like Sunday, everyday is silent and grey. Forse perchè dalle sue parti di domeniche di sole se ne vendono poche, come del resto gli altri giorni. O forse, molto semplicemente, la condizione interiore di certe domeniche vuote e striscianti è simile a quella del tipico tempo inglese per antonomasia.

La domenica è un po' aspettare più o meno coscientemente la fine della festa. Festa di cui fai appena in tempo ad accorgerti. E qui potrei citarvi anche Leopardi, ma mi sembra che ci stiamo già andando sufficientemente pesanti senza tirare in ballo il gobbino di Recanati.

Il concetto di domenica è qualcosa che ho rifiutato fin dalla nascita. Non a caso io sono nata di domenica. Le implicazioni si sprecano. Mi piacerebbe sapere se quel giorno ci sia stato tanto sole, tanta solitudine, tanta desolazione e magari se qualche infermiere in reparto si stesse guardando non so quale partita di calcio. Sarebbe facile spiegarla così. Puro imprinting. Come per le papere.

venerdì 11 maggio 2007

FRITTOLE

Lo dicono studi autorevoli, il periodo premestruale è per la donna un momento estremamente teso e contemporaneamente creativo. La mente viaggia su altri livelli, ti accorgi di cose che "bucano" la normalità e diventano illuminanti, o grottesche.
Ad esempio, vi siete mai chiesti perchè montino gli specchi negli ascensori? Voglio dire, se non per pratiche erotiche o post-erotiche? (... sì, lo so, molte delle illuminanti verità che ci colpiscono nel periodo premestruale hanno a che fare col sesso... chissà perchè...).

Ci sarebbe quasi da dire: peccato che il tutto dura solo pochi giorni, o gli uomini sarebbero costretti a riconoscere la nostra superiorità.

Diciamo che purtroppo il periodo premestruale resta spesso solo il capro espiatorio di tutte le nostre angoscie. Come dico io, in quei giorni tette grosse ma umore piccino. Il mondo fa più schifo del solito, la malinconia gioca a kick-boxing con la tua anima, e il tuo corpo sembra improvvisamente occupare più spazio senza acquistare chili o variare forma. Ha del miracoloso.
Gli ometti che ci circondano in quei giorni ci considerano sensibilmente pazze e particolarmente invalide, e il fatto è che in un certo senso lo siamo, poche storie.

Il bello delle donne. Come poter desiderare di essere qualcosa di diverso? Tipo una pianta, una tenda o anche un maschio, vah! In America stanno studiando come metter fine al mensile sanguinamento, considerato ormai obsoleto quanto il latino per la Chiesa. E ci riusciranno (sempre che non saltiamo tutti in aria prima per altri motivi). Dopo di che, alle donne delle generazioni future la malinconia farà una pippa. E negli ascensori non si preoccuperanno minimamente degli specchi.

martedì 8 maggio 2007

ALLA FIERA DELL'EST

Oggi ho passato una giornata alla Fiera Dell'Idiozia. Di idiozia bella sana e senza speranza, a coltivazione biologico-neurale, a denominazione di origine incontrollata, ne ho comprata un sacco ed una sporta. Forse troppa. La ricedo a modico prezzo, anche a rimessa. Di stomaco.

sabato 5 maggio 2007

FATALITA'

Forse deluderò qualcuno confessando che, no, non faccio magie. In compenso ho un ottimo rapporto con il destino e con tutti gli inspiegabili fatti della vita, a partire dal presupposto che a certi disegni superiori non si sfugge. Ecco, le fatalità sono quel complesso di accadamenti una volta destinati alle fate, e poi, a causa della loro estinzione, estesi via via anche ai comuni mortali. Poco credibile, dite? Può essere.

Non so perchè mi ritrovi a pensare alle fatalità, in questi giorni. O meglio, un'idea ce l'ho, ma non mi esprimo. A volte è bello avere dei segreti. D'altra parte, come hanno già capito in molti, quello che gente immagina di te è sempre molto più intrigante della verità. Ok, sto divagando.

Credo comunque che le fatalità costituiscano un perverso meccanismo per cui ogni tanto siamo costretti tutti a ricordarci che la nostra vita schematica, regolare ed ipercontrollata, oscilla in realtà tra un piano visibile ed uno invisibile, e indovinate quale ha la meglio di solito? E' estraniante ripensare a posteriori a qualcosa che ci è accaduto senza preavviso, come il quadro che casca dal chiodo in Novecento di Baricco. FRAN! Tempo fa andavano di moda dei film, commedie perlopiù, in cui si esploravano le possibilità e le conseguenze delle nostre scelte quotidiane, anche le più banali, e come queste potessero cambiare totalmente una vita. Il tutto spesso era giocato sul perdere o non perdere una corsa di metro. Affascinante. Solo che in realtà se ti soffermi veramente a pensare a queste cose ne esci pazzo.

E allora? E allora niente. L'idea di non avere poi così tanto potere sulla mia vita mi angoscia. Il mio lato più umano è governato da leggi così ferree per cui vorrei riuscire a comandare perfino i miei starnuti. Dopo di che subentra subito il senso di Fatalità: non solo una teoria ma una scuola pratica da me molto frequentata, nel bene e nel male. Saper fare magie rimetterebbe a posto tante cose, ma, come ho esordito, cio' è fuori dalla mia portata. Posso sempre allenarmi nei secoli futuri. Oppure, molto prima che io riesca ad imparare, qualcuno, per questa Fatalità, scoprirà finalmente un vaccino.

giovedì 3 maggio 2007

I' GRULLAIO

Dopo tre anni che lavori in un posto che ha qualcosa come "neuro" nel nome, qualche dubbio dovrebbe venirti. Io sono una donna perspicace, e soprattutto piena di fantasia, e si sa che la fantasia è come il terzo occhio: ti aiuta a vedere le cose per quello che veramente sono.

E così ho capito da subito che c'è gente ignara che lavora in quel posto (oddio, brutta, detta così...) credendo di produrre, e invece è solo la cavia di un sistema che ha appunto a che fare con lo studio dei nostri cervelli. E siccome un cervello sano dà poco stimolo, più son bacati e meglio è. Venghino, siòri, venghino, alla fiera della malattia mentale! Deviazioni d'ogni specie, siòri, tutte al prezzo d'un solo ingresso!

I casi umani si sprecano. Facessero un reality show nella mia azienda i picchi d'ascolto del primo Grande Fratello sarebbero in confronto rigurgitini catodici. Maria De Filippi farebbe di tutto per condurci (meglio non sapere dove), e si sprecherebbero i dibattiti e i dopo-festival con tutti gli espertoni del caso.

In questo divertentissimo Gioco di Ruolo io sono ovviamente La Maga, e ho un sacchissimo di punti vita, perchè mi basta sventolare uno dei miei crocioni gotici, e il nemico fugge. Vi assicuro che quando iniziate un nuovo lavoro, e nessuno vi conosce, e tutti vogliono sottomettervi perchè sembrate fragile e tenera, non c'è niente di meglio che presentarsi elegantemente vestiti in varie sfumature di nero per una settimana, sfoderare inquietanti amuleti, e far sapere che avete un gatto nero. La vostra aura protettiva sarà impenetrabile. Occhei, mentre passate qualche mente evoluta, già in neuro da qualche anno, si gratterò vistosamente i coglioni. Potete sempre coglierlo in fallo (appunto) con uno sguardo che dica micatistaifacendounapippetta?! Magari non ci andrete molto lontani.

P.s. si ringrazia di tutto cuore il Maestro Giovanni Mazzi per aver coniato e, ignaro, alla sottoscritta prestato il termine I' Grullaio. Le generazioni future gli saranno fortemente in debito.

lunedì 30 aprile 2007

WE ARE THE DARK ROMANTICS


Osservo le varie posizioni che la mia panterina assume mentre mi sto facendo una compilation di musica goth/postpunk/ebm/metal/rock. E' rilassato, nient'affatto infastidito dalle sonorità che escono dalla casse. D'altra parte una delle prime cose che ha ascoltato in questa casa da piccolino è stato Marilyn Manson a manetta. Ricordo ancora come sgranava gli occhietti cisposi, interessato. Forse i gatti neri ce l'hanno scritto nei geni, non so.

Fatto sta che il mio Whip (il nome non ha nessun riferimento fetish, ma tanto so che non mi crederete) è l'animale perfetto per qualsiasi goticone (... però è MIO, sia chiaro). E' ombroso ma affettuoso, un po' dandy, gira per casa con quell'aria "molle" e sfavata, strusciandosi lascivo ai muri per poi miagolare con quel tono tragico, quasi volesse dire vita grama, me tapino, non mi caga nessuno? sono piccolo e nero... Ma nessuna di queste affermazioni risulta credibile. A volte ha dei guizzi di vivacità felina, che non riescono comunque a sopperire alla sua intrinseca timidezza e ritrosia.

Siamo una bella coppia, io e lui, anche se la maggioranza del suo affetto va a chi lo nutre e lo accudisce come un bambino (mia maTre). Coltiviamo degli ambiziosi pensieri segreti che ci trasmettiamo telepaticamente: io vorrei creare qualcosa di bellissimo ed eterno, lui vorrebbe semplicemente sapere cosa c'è oltre quel muretto su cui non gli è permesso neanche salire. Ah, l'Infinito di leopardiana memoria!

Bellissimo quando ci incrociamo in ingresso quelle mattine che rientro alle 5 e lui è lì sulla porta, perchè la notte e l'alba sono altre due informazioni che ha nel sangue, tramandate di gatta in gattino. Se faccio tanto di accarezzarlo è finita, è come autorizzarlo ad iniziare un party. Così il più delle volte lui sta seduto seduto nel suo angolo che fissa il pavimento e fa guizzare le orecchie (ci divertiamo, eh? Sciagurata!) e io prego che non abbia voglia di fare due parole. Capace di miagolare fino a mattina piena.

La sua attività preferita, ultimamente, è fare il gatto morto stecchito. Lo ritrovi ovunque in posizioni in cui corpo, testa ed arti seguono principi fisici prettamente felini, gli occhi semichiusi e i denti sfoderati. Lo freghi chiamandolo, perchè comincia a battere piano la coda.



venerdì 27 aprile 2007

UNA VOLTA L'ANNO - post di getto

Perchè non dirlo. Una volta l'anno, o giù di lì, fa bene ricordarsi chi siamo e da che storie veniamo. Avere ben presente il quadro di quanto siamo fragili, nel corpo e nell'anima. A volte è anche ascoltare la musica come quella di cui sotto che mi aiuta a sviscerarlo. Ok, magari è solo una bieca scusa per legare due post in un giorno...

Direi che negli ultimi 2/3 anni sono andata alla grande. Voglio dire, per quanto può andare alla grande una come me. Le mie dimensioni hanno misure sempre da rivedere, ma mi reputo soddisfatta di come sono "cresciuta" e ho veleggiato attraverso tutti gli scogli. Mi sono sempre misurata per negativi, forse perchè son più le cose che ho perso che quelle che ho conquistato. D'altra parte, come diceva il tassista che mi portava stamattina in clinica, signora mia, siamo nati per soffrire.

Ci sono poche certezze, nel mio mondo. Una di queste è che nei momenti di Verità si è sempre banalmente soli. Duro ma sopportabile. Il non dover mentire agli altri aiuta anche a non dover mentire a se stessi. E così ogni tanto mi ricordo che ci sono tante piccole e grandi cose, superate, ma non, come dire, annullate. Ho imparato ad essere un bravissimo mimo, ma una volta l'anno mi concedo di ammettere apertamente la mia fragilità, e mi inchino davanti a tutto quello che non ho avuto modo di diventare. Adieu.

Anche i soliti rimedi non funzionano, una volta l'anno. Forse queste momenti dovrebbero solo fermarsi e lasciarti passare avanti. Ma non ci sono più le mezze stagioni. E soprattutto, domani è un altro giorno.

PINK TURNS BLUE - PHOENIX


Sarà che lo sto ascoltando a ripetizione da tre giorni, ma non posso non esclamare "quanto è bello 'sto CD!". Regalo inaspettato di una donna che ammiro e riverisco, è un lavoro storico per ogni gothic-rocker che si rispetti.

Capisco di parlare a pochi. Se si pensa al gothic-rock, per di più vengono in mente altri nomi (e quella mente ha comunque una certa età, nevvero?). Se poi si pensa alla produzione musicale davk tedesca, si pensa più a roba danzereccia e tunzettara. I Pink Turns Blue sono sporchi e romantici, con quel suono che fa sempre pensare ad una giornata di grigio, ad un letto sfatto, e ad una passione (intellettuale e fisica) profonda. Con la loro bella base ritmica che viene dal post punk, quella voce ossessiva, quei testi intrisi di amore, ombra e morte, così secchi e vibranti. Ti viene voglia di scatenarti anche se sei all'opposto di ogni possibile senso del ritmo. Ti viene voglia di cantare anche se hai l'anima sotto i piedi.

La musica si evolve. E per carità. Ma ci sono artisti che valgono e continuano a dire qualcosa, anche con le stesse parole. Forse perchè parlano a quel pezzo di te che è rimasto ad allora. Alzi lo stereo e vai. Now's the time.

martedì 24 aprile 2007

ARTE MACABRA

Ammetto una certa difficoltà a far accettare al mondo circostante certi miei gusti intrinsecamente controcorrente. Il bello è che sono genuini ed affatto dettati da "mode" o "pose": ai tempi in cui la Berta filava e io vestivo di rosa, già comunque palesavo certi macabri pruriti. Il resto è venuto da sè. Come dire, è stata una forma autoeducazione "sentimentale".

La famiglia resta un grosso scoglio. La Madre è il mio Scilla e Cariddi. Specialmente da quando il mio amore per il Lato Oscuro è diventato più produttivo, e me ne esco con foto dalle tematiche piuttosto peculiari. Girare per casa imbrattata di sangue teatrale, o pitturata di nero come se piovesse petrolio, è una mission impossible. Studio preventivamente gli angoli dove la visuale materna sarà ridotta, elaboro probabili scuse nel caso venissi colta mentre scivolo di soppiatto nel bagno con lo struccante stretto nel pugno e il fil di ferro che mi insalama a modino. Per non parlare dei metri di Scottex intrisi di quel particolare tono di rosso, che fanno perentoriamente esclamare "ma-ti-è-uscito-il-sangue-dal-naso????". No, mà, se così fosse sarei già morta dissanguata...

Eppure mamma è quella stessa persona che, ignara di tutto, mi ha comprato la spugnetta naturale dalle forme un po' irregolari che ha metaforicamente simulato un cuore appena strappato dal petto. Mi è insomma stata complice senza saperlo. E ha pure cercato una spugnetta carina, che profumava di latte. Le ho spiegato che mi serviva per delle foto... Che foto?
C'è del trucco teatrale.... Ma quanto tinge/sporca? Niente, mà, tranquilla, mi serve, poi ti spiego...
Ma ti è uscito il sangue dal naso? No, è che questo rossetto proprio non veniva via...
.
.
.
.
Mah!

venerdì 20 aprile 2007

XENOFOBIA

Queste straniere già mi girano tutte in ciabatte e microvestiti di velo, mentre io ancora insisto a indossare il trench di pelle. Ecche è?? E come si permettono! E' solo Aprile. Di qui a Luglio che fanno? Puppe all'aria? Che io ho pure il vago sospetto che tutto 'sto caldo ce l'hanno portato loro, che vengono qua perchè je garba la pasta, ma poi gli manca il sole della California.

Santo Cielo. Ridatemi l'ombra e i 12 gradi. O dovrò partire e goticizzare il mondo. Civiltà e nerocrazia. Mica pippe!

giovedì 19 aprile 2007

NON APRITE QUELLA PORTA - L'inizio



C'era una volta il sequel...

Oggi che ormai tutti fanno almeno un sequel di una pellicola di successo, tanto che sorge spontaneo il sospetto che il sequel sia già nella mente di Dio prima ancora che nasca il film originale, qualche buontempone ha pensato: facciamo una cosa fica, facciamo i prequel! Ovvero, adesso ti spiego il perchè e il per come da Adamo ed Eva, o giù di lì.
Ma di solito è sempre il solito principio che guida l'opera (soldi-soldi-soldi), e il pedissequo si spreca.

Non aprite quella porta - L'inizio vuol narrare le origini della famiglia più pestifera d'America, esattamente quella con quel figlio che va a giro con la motosega (in realtà lui non è figlio loro... però pensate che bella famiglia adottiva ha trovato... a volte si dice il caso!). E' una famiglia di cui per inciso si son sempre ben capiti poco i legami di parentela tra i membri, a volte sembrano più una comune di pazzi. Non importa. Sospensione dell'incredulità. E in questo film ce ne vorrà molta.

Il problema di fondo è che L'inizio ci narra più o meno la solita storia di sempre, pescando ora dall'originale di Toby Hooper, ora dal remake di qualche hanno fa, ora da altri capisaldi del genere, tra tutti dalla splendida lezione di bagno-di-sangue-con-sarcasmo di Rob Zombie, ma sfruttandola così male da rendere certe scene solo un pelino ridicole. Qualcuno alzerà la manina imbrattata urlando: Sì, ma sono serial killer! implicando che in quanto serial allora eserciteranno sempre simili delitti... Siete acuti!!! Peccato che come pubblico potremmo anche arrogarci il diritto di dire: dopo 4 film e un sequel, la motosega di Tommy Leatherface la conosciamo dente per dente, ora basta.

Certe scelte di sceneggiatura e di regia sono davvero imbarazzanti. Arrivi a chiederti se esistano dei format per i film, in cui qualcuno ti vende la struttura e tu devi solo decorarci su. Un po' come le basi da torta della COOP. Le due coppiette, due biondi e due mori. I maschietti che vanno in guerra, e dico guerra del Vietnam, e paion tutti leggeri come fringuelli (l'introspezione psicologica è un optional, ok, però...). Nel frattempo la famiglia Hewitt si manifesta per quella che è, in modo quasi troppo frettoloso. Non parliamo della causa scatenante dell'incontro tra le vittime e i "mostri", perchè è veramente tirato per i piedi.

Si vuole spiegare tutto, ogni dettaglio della famiglia, della casa dove abitano, dello scannatoio, tutto. Spesso le spiegazioni sono al limite dell'imbarazzante, e non basta l'abbondante spruzzata di sangue a coprire il rossore della vergogna.

Si salva qualcosa di questa pellicola? Sì. La fotografia. Anche se ormai diventata quasi "di maniera" per questo genere di film country-horror. Il sangue. Questo film non ci risparmia nulla in litri di plasma e chili di nefandezze (fisiche e mentali). La fine. Perchè ovviamente NON finisce bene, altrimenti che prequel sarebbe?

Una mezza delusione, dunque, se oltre alla macellazione ci si aspettava qualcos'altro. Forse la domanda da porsi in realtà è: cosa aspettarsi veramente da un film così?

mercoledì 18 aprile 2007

UNA DONNA PARTICOLARE

... cioè, la sottoscritta... particolare non per meriti, per carità!
Forse, piuttosto, per eclatanti mancanze:
- mondane e modaiole
- intellettive
- capacitative (se esistono... e comunque io ce l'ho)

Come mi è stato simpaticamente detto una volta, sono un genio che tocca punte abissali di stupidità?
(... magariiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!)
La normalità mi fa una pippa.
L'anormalità... ci sguazzo come un pesce nella boccia.
Dove per anormalità evidentemente s'intende la mia connaturata
inefficienza e ritardataggine rispetto alle cose-che-tutti-sanno-e-sanno-fare... insomma, una maschera dietro la quale, da brava snob, mi nascondo quando non gliela fo.

E così quando l'ennesima persona, un amico che fra l'altro non è una cima in fatto di vita mondana, mi cita un paio di posti classici di aggregazione giovanile, e io scuoto la testolina e sgrano gli occhietti, mi sento investire da una grande verità:
- Simò, sei proprio una donna particolare... -

Ah, deh... è una responsabilità, che ti credi?!

p.s. una variante di donna particolare è donna spettacolare... nel senso che dà spettacolo di se stessa...

lunedì 16 aprile 2007

IN VERITA' VI DICO

Negli ultimi tempi provo un certo fastidio (una specie di oscuro brivido spinale) quando mi vengono chiaramente sbattuti in faccia certi cinico-pessimistici pensieri che ricalcano pedissequamente i miei. Cio' potrebbe suggerire che una parte di me agogna ancora la luce. Che la bambina che vestiva di rosa ancora mi possiede, e tenta di convincermi che qualcosa nella nera adulta sia profondamente sbagliato. O forse è semplicemente che certe amare visioni hanno senso solo nell'intimità della mia piccola anima: fuori di lì sono un calcio nei denti tutt'altro che desiderabile.

sabato 14 aprile 2007

TRASPARENZA - pt. 2

Certe mattine ci si alza con l'espressività e la prestanza fisica di un tavolino da bar, e si comincia a temere che qualcuno presto vorrà farci pagare questa abusiva occupazione di suolo pubblico...

Oh, che io perisca almeno tavolino da bar signorile!!! Nonostante le scarse finanze, tenterò un restyling elegante della mia tovaglietta!

venerdì 13 aprile 2007

ARCHIVIUM - A febbraio 2007 scrivevo...

05 febbraio
PENSIERINO DELLA SERA
... infondo voglio solo essere voluta bene...


06 febbraio
VISIONI DEGNE DI NOTA
"... ho visto cose che voi umani..."

"... se vi parlo di un film, non sempre è per consigliarvene la visione. Anzi..."

THE BLACK DAHLIA:
Attesissimo film tratto da un capolavoro della letteratura. E' come dire che un po' già si assapora la deluzione, e ci si accomoda sulla poltrona pronti a carpire quanto più possibile di bello la pellicola ci trasmetta.
BD non è un brutto film, tutt'altro. E non lo dico perchè io sbavo per le atmosfere retrò/noir/gessate, per le donne maliarde e per gli uomini che non devono chiedere mai. L'unica cosa che delude di BD sono i dialoghi, e quell'atmosfera generale un po' troppo finta, per cui a tratti si ha l'impressione di assistere ad un film anni '40 che fa la parodia di se stesso. Manca il cuore. Manca il morso, il graffio efficace. E' tutto troppo superficie. E' tutto troppo... cinematografico.
Un film che va visto, e che si salva, per l'opulenza visiva, per l'intrigante immaginario, per la patina, per l'atmosfera. Come un bel vestito su un bel manichino. Insomma, è già qualcosa.

LA NOTTE DEL MIO PRIMO AMORE:
Di questo film invece non si può salvare niente: regia, sceneggiatura e recitazione toccano i vertici del pressappochismo e dell'amatoriale. Anche su questa pellicola ero partita un po' prevenuta, ma la sua visione ha superato ogni mia peggiore aspettativa. Ne volete un breve riassunto? Beh, LA NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI incontra NON APRITE QUELLA PORTA... paura, eh?
Fighetti coatti vogliono trombarsi fighette coatte, mentre da qualche parte in una villa sperduta in un bosco il Leatherface de noattri fa cose intriganti a giovani fanciulle sprovvedute, perchè voi non lo sapete, ma in quella casa, tanti anni fa, sono accadute cose orribili, e per tutto il film si prova a tirar fuori da tutto sto marasma una storia che sia almeno onesta e coerente, ma non gliela si fa.
Perfino gli effetti speciali, che oggi sembrano essere l'unica cosa che puoi salvare di certi film di serie Z, sono assolutamente patetici. Neanche Dario argento agli albori della cinematografia horror aveva sangue e budella più finte di queste.
In una parola: pessimo.

"... e poi ditemi che non vi avevo avvertito..."


13 febbraio
SANVALENTINOROSSI
Mamma della Fata:
- Ma domani sera ci sei a cena? -
Fata:
- Perchè non dovrei esserci? -
Mamma della Fata:
- Mah, è la Festa degli Innamorati... -
Fata:
- Appunto. -


19 febbraio
Dimmi Qualcosa Che Non Sia Amore
T. dice che l'amore nella vita vera non funziona più perchè l'hanno messo tutto nei talk show, nei reality e nelle chat. La gente vive la propria sessualità nel tubo catodico.
.
.
.
.

T. ha tremendamente ragione.


27 febbraio
VARI TIPI DI FREAKS
Nonostante quello che il titolo potrebbe farvi pensare, questo è un post di recensioni cinematografiche. Ogni tanto devo rendere uno scopo alla mia vita. Siete seduti comodi?

LE COLLINE HANNO GLI OCCHI - UNRATED (... ovvero, il remake...)
Grazioso, ma manchevole. Dal buon vecchio Aja, mente geniale dietro il genialissimo ALTA TENSIONE, mi aspettavo molto di più. Si sa, sono una donna esigente. Un medio orgasmino cinematografico non mi basta. Voglio sudare.
Il film inizia con una intro promettente e dei buoni titoli di testa, ma segue la pedissequa e noiosa lezione di Wes Craven fin quasi a metà dell'opera. Certo, i mezzi dell'anno 2006 contro quelli di 30 anni fa fanno la loro porca differenza. Solo che non si può fare a meno di chiedersi: sì, ok, morte, violenza, distruzione... e allora? Dov'è la novità? Sarà che i mostri figli dell'atomica ahanno (purtroppo?) smesso di spaventarci da un po'. E la storia ci ha insegnato che l'uomo non ha bisogno di mutazioni genetiche per essere malvagio.
Aja usa sangue e plastilina deformante come se piovesse, ma i suoi mostri sono solo violenti, non sono cattivi. Esattamente come dare addosso al leone perchè sbrana e artiglia. La storia si discosta dall'originale, offrendo una miglior prova di sceneggiatura, verso 3/4 del film. L'ambientazione, citando film come NON APRITE QUELLA PORTA (un capostipite con cui tutti prima o poi devono venire a patti), diventa più inquietante e offre ottime soluzioni anche di regia. Bellissimo l'uso dei manichini e del finto villaggio post-atomico. Lo splatterismo raggiunge livelli un po' comici, ma ok, fa scena. L'uomo da vittima comincia quasi a diventare carnefice, forse è un messaggio di rovescio (del tipo ok, per chi fai il tifo adesso?) oppure semplicemente una consolazione: l'essere superiore, il bipede intelligensis, l'homo tecnologicus, deve vincere sempre e comunque. Se non che il finale, gli ultimi 3 secondi, i più intriganti anche se sospettabili del film, ci rendono di nuovo giustizia come spettatori (e lasciano aperta la porta ad un remake/sequel?).
Si lascia guardare. Sicuramente più dell'originale. Ma insomma... il pezzo meglio resta sempre il cane.

IL FANTASMA DELL'OPERA - Brian De Palma
Rispolveriamo questo classico dell'horror-musical e godiamo. De Palma negli anni '70 è un tripudio di barocchismo e cattivi sentimenti, intreccia Leroux, il Faust, Dorian Gray e il Rocky Horror con una perizia da vero Maestro, e se gli si perdonano certi eccessi volgarotti tipici del tempo (e dei mezzi) si apprezza un film di rara bellezza. Il messaggio, sempre attuale, della deformità fisica e di quella mentale, dei "vampiri sociali" e delle loro vittime, è ben legato al mondo dello sciò bisnes con anche la nostra società sembra vivere in perfetta simbiosi. Il truculento è castrato dagli scarsi effetti speciali disponibili, ma non arriva mai a sfiorare il ridicolo: stimola solo la fantasia.


Sia il fantasma di De Palma che i mostri geneticamente modificati di Craven/Aja sono dei freaks. Diciamo che almeno il primo sa cantare e comporre musica. Sono freaks figli della nostra bella società, quella che butta gli scarti sotto il tappeto. Basta non vedere (ecco la maschera di cui tanti freaks devono vestirsi). Ma se il mondo fosse dei freaks, non esisterebbero più i freaks o meglio i freaks... saremmo noi?

mercoledì 11 aprile 2007

LA SACRA FAMIGLIA

A volte pensiamo di essere tanto sbagliati noi, poi guardiamo chi ci ha cresciuto e l'unica paura che ci resta è quella di diventare come loro.

martedì 10 aprile 2007

FATICISMI

Ovvero gli imprescindibili rituali di natura fatesca:

- Prediligo la numerazioni dispari al punto tale che perfino quando mangio, che ne so, dei biscotti, ne mangio in numero dispari. Direi quasi rigorosamente. Mi sto esercitando per riuscire a fare altrettanto con gli spaghetti e le foglie d'insalata.


- Devo indossare tutti i giorni qualcosa di nero. E mai più di due colori insieme (in realtà spesso la scelta è tra due nuances di nero... ma questi sono stupidi dettagli).


- In certe giornate in cui potrei anche gettare il cellulare, per lo scarso uso che ne faccio, lo accendo e lo spengo a ripetizione per propiziare l'arrivo di chiamate ed sms. A volte funziona. Solo che sono sempre le chiamate e gli sms sbagliati (continuare ad esercitarsi...).


- Arrivo sempre dannatamente in anticipo, convinta che sarò terribilmente in ritardo. Ciò mi fa pensare che pure al momento della mia morte, giungerò al cospetto della Nera Signora quei 5/10 minuti avanti. Beccandola giusta giusta con le scarpe in mano.


- Mangio senza vergogna Cipster o Pringles anche alle 9.30 di mattina. Dopo la divina ruminata, niente di meglio che cementare il tutto con un bel caffè alla panna.


E ora adoratemi! Sempre e comunque!

ARCHIVIUM - A gennaio 2007 scrivevo...

08 gennaio
FILOSOFIA APPLICATA
... ovvero incazzatur m'ondeggia lieve nel cuor...

Con mio sommo rammarico una tantum i miei piedi fatati devono toccare terra. Per inciso, sono sempre più convinta che la mela avvelenata di Biancaneve nient'altro fosse che, metaforicamente, il boccone amaro che nella vita mortale dobbiamo ingoiare un giorno sì e uno anche.

Il reality show di oggi comprende:

- la libertà non esiste, se passi il tempo a doverti giustificare in continuazione per ogni decisione che prendi, da cui se ne deduce che il nostro è un mondo di voyer e di sputasentenze (esattamente come nelle trasmissioni di Maria De Filippi)

- il singolo essere umano val meno di una messa (e io sono atea): tutti contiamo se facciamo massa, gruppo, legione, club, band, squadra

- nella massa ti distingui per quanto sai fare di te l'ottimo oggetto di una spietata operazione di marketing. Mi vendo! cantava il buon Renato Zero... praticamente un profeta!


19 gennaio
SOLUZIONE (ACIDA)
Problemi insormontabili? La soluzione sarà, come ne La Settimana Enigmistica, a pag. 46.


25 gennaio
TRASPARENZA
C'è una certa inspiegabile ostinazione nel cercare di sconfiggere la propria trasparenza con quotidiani strilli, movimenti, saltelli, gesti per attrarre l'altrui attenzione, pur tuttavia senza ottenere il ben che minimo risultato.

giovedì 5 aprile 2007

VILLAGE PEOPLE TUTTO INTORNO A TE

Dopo anni di indifferenza nei miei confronti, finalmente la telefonia ha rivolto il suo occhio benevolo verso di me: sia TIM che VODAFONE, di cui sono entrambemente utente per vari cazzi miei, mi hanno offerto a distanza di pochi giorni:

- 15 euro di bonus telefonate verso il mio numero preferenziale, da consumarsi entro un mese ('na pacchia);

- 250 sms verso tutti a soli 3 euri, da consumarsi in una settimana, il che, considerate le imminenti feste, è comodo assà. Considerate che 250 sms sono una spesa media di 30/35 euro...

Son ben cosciente che forse sono solo stata sorteggiata per essere spinta a spendere di più in ricariche, una specie di abituati, consuma, crepa. Ma mi conosco, e so che i Signori Grigi della Telefonia non mi avranno.

In realtà, in passato avevo già avuto un altro abbocco di fortuna, purtroppo non consumato. Nella guerra spietata tra i gestori delle nostre conversazioni a distanza, Vodafone mi aveva offerto un tot. di telefonate gratuite se avessi presentato loro un utente della fazione avversaria desideroso di passare a tutti gli effetti alla squadra di Totti-Gattuso. Fui contattata da un gentilissimo operatore dalla voce incantevole, che mi spiegò per tipo 10 minuti come funzionava questa fantastica opportunità, e per farmi meglio capire, entrò nei dettagli:

Operatore: - Per esempio, lei ha la tariffa YOU and ME? -
Io: - No, veramente io ho VILLAGE PEOPLE! -
Operatore: - ???????????????? Ahem, forse intende il profilo VODAFONE people... -
Io: - Ihihihihihihihih. -

Click.

Ricordo solo che il gentilissimo operatore doveva richiamarmi, ma non l'ha mai fatto. Ancora mi chiedo perchè.

mercoledì 4 aprile 2007

LE DEMON C'EST MOI!

La vecchina che sull'autobus mi guarda e stringe il crocifissino d'oro che ha al collo ancora mi mancava...
ALL'ESORCISTA!!!!!!!!!!!

martedì 3 aprile 2007

*FATTI* STRANI



Non importa che la nostra Sanità analizzi le acque delle fogne per capire quanto la gente si droghi. Basta girare per strada e avere un minimo di senso dell'osservazione.

Cosa potrebbe spingere, infatti, un (apparentemente) normale uomo sui 35 anni mai visto né conosciuto ad insistere per darmi a tutti costi un passaggio in macchina mentre sto pacificamente aspettando l'autobus al riparo dalla pioggia, ascoltando un po' di sano 'evi meta, sicuramente con l'occhio spipato e la faccia devastata da una lunga giornata lavorativa?

Al di là che forse mi mancava giusto il display con su scritto Vietato Rompere Il Cazzo a led rossi lampeggianti, come tecnica d'imbrocco direi che è a prescindere una delle più fallimentari che si possa tentare. Mafammilpiacere.


lunedì 2 aprile 2007

ARCHIVIUM - Nel dicembre 2006 scrivevo...

06 dicembre
THE PAN'S LABYRINTH
Si va a veder l'ultima fatica di Guillermo Del Toro (già regista dei godibilissimi ma certo non geniali BLADE II e HELLBOY) credendo di assistere semplicemente ad una proiezione fantasy a tinte gotiche. A volte è bello essere delusi e disattesi.
Questa pellicola è un capolavoro. Innanzitutto.
Di seguito si può aggiungere che l'aspetto fantasy c'è, ma non è certo l'aspetto più preponderante. E' infatti solo una chiave di lettura distorta e deviante di un pezzo della nostra storia, la reazione estrema di una bambina ricca di immaginazione di fronte agli orrori della guerra.
Questo film è una piccola, onesta, sferzante lezione di cinema. In cui regia, fotografia, sceneggiatura e recitazione confluiscono a restituirci assai vividamente la violenza del fascismo e la voglia di vivere in libertà, l'illusione dell'infanzia e la troppo trita realtà degli adulti, la voglia di credere in un ideale e il prezzo che bisogna pagare per difenderlo. Del Toro mescola sapientemente realismo, elementi grottesco-fantastici e violenza à la HOSTEL, generenado ancora più angoscia e sgomento di qualsiasi slash movie, proprio perchè le scene più sanguinose sono sempre quelle attinenti alla Storia, e non alla fantasia. Che è come scrivere a chiare lettere che più mostro dell'essere umano non esiste. Che storia più horror di certi pezzi di Storia non esiste. Che la Bestia è dentro di noi.
E così l'elemento fantastico liberatorio a poco serve nella dimensione della Realtà sconvolta dalla guerra. Le fiabe restano fiabe, nel loro mondo puro perchè fondamentalmente irrangiungibile. La Giustizia poco appaga di fronte a tanto sangue. Storia e Violenza si ripetono. Nei secoli dei secoli.


13 dicembre
GOTHIC BEAUTY
Il mio costante uso di make-up total pallid mi rende, nonostante la veneranda età, totalmente inetta nell'uso del fard. E se capita di doverne avere bisogno? Ah, se son problemi!


30 dicembre
Trentuno dicembre
Mi asterrò dal fare resoconti sull'anno che passa o dal fare lista della spesa per i desideri dell'anno che verrà. Il 31 dicembre arriva immancabilmente tutti gli anni e, sì, è una convenzione tra l'altro neanche rispettata da tutti i calendari di questo mondo, solo dalla stra-grande maggioranza.
La nostra flebile natura umana ha ancora bisogno di fare gli occhi dolci ai successivi 365 giorni affinché gli Dei le siano benigni, ma, come diceva Shakespeare... alas!
Che più o meno vuol dire... mo so cazzi!

giovedì 29 marzo 2007

DARCHEDUCHESCIONAL CHANNEL

Lo sapevate?
Anni di sfiga e di sfortune e di tribolazioni e di pietre in faccia non danno diritto a nessun rimborso, né a nessuno sconto sulle sfighe, sfortune, tribolazioni e pietre in faccia a venire!
OTTIMISMO! Scoprivatelo... se ci riuscivatelo!

(.. Oh, quando ho la gné gné-ite acuta devo esternare in tutti modi. Oggi ci potrei dipingere pareti su pareti...)

mercoledì 28 marzo 2007

ARCHIVIUM - Nel novembre 2006 scrivevo...

08 novembre
MISSION III? IMPOSSIBLE
Io amo i film di MISSION IMPOSSIBLE. Sì, anche quella caciaronata diretta da John Woo, perchè è la caciaronata di un maestro. Eccomi dunque noleggiare felice come solo una fata dark può essere la terza parte. Figurati. Si parla perfino di Roma! E' mio!

...

Stendiamo un velo pietoso. Dopo un bell'inizi, e intendo proprio quei 3 fotogrammi prima dei titoli di testa, è un film in caduta libera. E non è un complimento. Noioso. Scontato. Ovvio. Capisci il nocciolo della questione dopo 10 minuti. Stai a grattarti la pancia dopo 15. Ti chiedi machecacchio dopo 20. Il film dura 2 ore piene. Tutto è patinato e fashion, perfino il filo di sangue che esce dal taglio di Ethan Hunt. Tutto è ripetitivo e calcolato come nel più scontato dei telefilm. E non basta il cast di bravi attori a dare uno spessore (minimo) a questa storiella risciacquata. Hanno tutti quella faccia che sembra dire "facciamo questa marchetta e andiamo a casa".
Scorrerò velocemente sul finale, perchè è un abominio di banalità alla fine di una collezione di banalità. Passo e chiudo.

Forse è vero che certi successi dovrebbero fermarsi all'apice, senza tentare di spremere la tetta della mucca fino a che non è completamente asciutta. Si potrebbe almeno rimanere con un ultimo, positivo ricordo. D'altra parte lo diceva il titolo stesso: MISSION IMPOSSIBLE. Prima o poi la missione doveva fallire.


23 novembre
INVENZIONI LINGUISTICHE
Siatemi testimoni! Ho giusto oggi coniato una metafora per indicare in termini affettuoso-erotici la pancettina intrigantissima di certi maschietti, chiamandola "Cuscino di Venere". Per chi non ne capisse le numerosi implicazioni, consiglio al più presto un incontro sensuale con una signorina.