giovedì 28 giugno 2007

L'AMORE AL TEMPO DEI MORTI


Necrofili, smettetela di gioire. Non è un post di perversioni. E' l'agile recensione di un libro gradevolissimo, due romanzi brevi di un autore di fantascienza di alta qualità che a quanto pare con l'argomento "morte " c'ha una fissa (al momento, la sua produzione tradotta in lingua italiana contempla i seguenti testi, fate voi).


La fantascienza di Robert Silverberg può essere gradita anche ai profani del genere, per quanto è velata. E' la fantascienza di quello che potrebbe essere il mondo tra qualche anno, di quello che probabilmente sarà o avrebbe facilmente potuto essere. Con ancora tutte le tensioni, i sogni e gli incubi dell'uomo moderno. E così, mentre ovunque si dibatte di eutanasia e accanimento terapeutico, Silverberg ci racconta di una società in cui si può decidere di tornare in vita dopo la morte, a patto di dimenticare chi abbiamo amato, e di un altra dove si vive fino a 150 anni, e si può scegliere di morire serenamente, completamente assistiti, per lasciare alle nuove generazioni la possibilità di nascere e crescere. Non dico altro, o direi troppo.


Mentre "Libro dei Teschi" cominciava bene, ma era scaduto in un finale noiosissimo, "L'amore al tempo dei morti" è intenso e toccante fino all'ultima pagina. La sua narrazione ha il ritmo di certe pagine di Bradbury, e la stessa "opacità". Fa da padrona l'anima dei personaggi, mentre lo sfondo è come insignificante. Inquietante e sereno allo stesso tempo, Silverberg lancia uno sguardo acuto sulla nostra civiltà, lasciandoci liberi poi di trarre le nostre conclusioni.

3 commenti:

bebe ha detto...

mi incuriosisce parecchio, mi sa che me lo prendo ^_^

Daniele ha detto...

Che tipino interessante.
Quasi quasi te lo rubo...

Elisaday ha detto...

me lo segno!