venerdì 29 febbraio 2008

SRAGNATELARE

Sì, lo so anche da sola che sto terribilmente trascurando questo posto. Però, guardate, ora è pieno di belle ragnatele, e tutto ciò è molto goth.

("sragnatelare"... mmmm... chissà se c'è su Wikipedia...)

lunedì 18 febbraio 2008

DI DEBOLE COSTITUZIONE



... dopo di che, si manda al gas un po' di gente...
(quella che la Costituzione dovrebbero farla rispettare, ovviamente)

venerdì 15 febbraio 2008

30 GIORNI DI BUIO





Basterebbe pagare la bolletta, direte voi. Beh, non in questo remotissimo villaggio dell'Alaska, dove la natura ancora fa da padrona, e costringe gli abitanti, quelli coraggiosi che decidono di restare, a vivere 30 giorni senza vedere il sole. Una notte che dura un mese, in un paesaggio desertico ed alienante. Già c'è da morirne. Finchè un giorno, l'ultimo giorno prima che calino le tenebre, arriva in paese uno strano personaggio, sporco, con lo sguardo folle, pare solo uno spostato giunto lì per caso. Ma la gente comincia a morire davvero, decimata da uno sciame di creature che come nelle migliori tradizioni horror, nel buio trovano il loro habitat naturale.

Rilettura moderna eppur tradizionale della figura del vampiro, ispirata ad un fumetto e girata con velocità, ritmo, maestria, tra documentario e videoclip, 30 giorni di buio è sorprendente. Fresco, incisivo, cattivo, si allontana decisamente dalla moda degli ultimi tempi che voleva il vampiro dandy belloccio e sensuale, tormentato dal suo stesso stato di immortale. La banda di vampiri che scorrazza per il villaggio di Barrow ricorda un branco di lupi affamati, e opera per la totale distruzione della vita umana. Il solito manipolo di coraggiosi/superstiti dovrà sopravvivere come naufraghi in un mare di pescecani, mentre le speranze si assottigliano giorno dopo giorno.

Visto con entusiasmo ma covando poche reali aspettative, questo film non mi ha deluso, nonostante alcune pecche di sceneggiatura tipiche dei film horror di cassetta. Il trailer anticipa l'atmosfera di tutto il film, anzi, non ne disvela le parti migliori, e la rivisitazione del classico (i vampiri arrivano su una nave "fantasma" e si fanno aprire la strada da un folle che ricorda il Renfield stockeriano, sono sporchi, brutti, cattivi e "non parlano la nostra lingua"; il tema della notte eterna che favorisce il "mostro", il sangue infetto che trasporta il vampirismo) è ottimamente realizzata. I vampiri non vogliono colonizzare il nostro mondo, vogliono solo nutrirsene, e non lasciano prigionieri.
Sangue in abbondanza e profusione di violenza fisica completano lo scheletro della trama (eh, lo scheletro!). Ottimo anche il finale, fattore non trascurabile nella cinematografia moderna.

Sicuramente non un film per riflettere, ma di puro godimento e brivido al 100%.

lunedì 4 febbraio 2008

SCUSA MA TI CHIAMO ZIA

Succede che un nomignolo autoaffibbiatosi per scherzo o per dire ("dai, dillo alla zia!") diventi una specie di marchio di fabbrica. Ora quasi tutti mi chiamano zia, tranne il fidanzato, perchè ha orrore dell'incesto (non alzino la mano quanti mi hanno registrato sul cellulare come "zia", potrei non reggere il colpo). Sarà il mio atteggiamento così aristocratico-decaduto, sarà la mia innata comprensività, sarà il mio stare seduta con la mani in mano, o la borsetta stretta sulle ginocchia, sarà che sono nata vecchia, e quindi "zia".

E allora, che zia sia. Nella prossima vita la frase sarà "su, raccontalo a 'sto pezzo di gnocca!", e il successo sarà garantito.

martedì 29 gennaio 2008

MINESTRINA RISCALDATA

C'ho provato, a non buttarmi su un post sociopolitico, e a non snocciolare un po' di luoghi comuni. Ma il mio spirito salottista ha avuto la meglio, per cui eccomi qua. Mi giustificherò dicendo che la situazione italiota è talmente cupa che pare partorita dalla mente del goticone più depresso. Quindi degna di rientrare in questo blog.

In realtà il fatto è che, al di là di tutte le utopie, le lamentele, le opinioni, le analisi e le pippe, finiremo di nuovo a parlare di minestrina riscaldata, oltre che a nutrircene. Robe che girano da quando son piccina, e la Berta filava (ma detto tra noi, questa Berta...).

So che non c'è niente di maturo ed oculato in quello che sto per scrivere, sto solo per dare sfogo alla parte più semplice che c'è in me, quella da mercatino rionale, e non posso frenarmi dal dire che l'idea che torni al potere la Destra amica dei preti e degli industrialotti arrivisti non mi piace per niente. A prescindere. Se in tutto 'sto brodo c'era per forza da piglialla in culo, preferivo piglialla in culo dai compagni. Sai com'è.

(... E detto ciò, se qualcuno si prova ad appiccare un flame politico, gli spezzo le braccine... in barba alla tolleranza...)

giovedì 17 gennaio 2008

CRONACHETTE DI UN LAVORO SPORCO

... e se pensate che vi tedierò ancora con episodi dal mondo del grullaio... SBAGLIATE DI GROSSO!

UN LAVORO SPORCO




Una piacevole scoperta per quello che sta diventando uno dei fenomeni letterari d'oltreoceano. Tra Gaiman e i Monty Pyton, l'autore Christopher Moore intesse una storia fatta di mitologia, humor nero e romanzo di formazione, in un linguaggio frizzante e scorrevole come non se ne leggeva da tempo.

Charlie è il classico giovane paparino medio che, colpito da un gravissimo lutto e rimasto solo con la sua piccola creatura Sophie, scoprirà di essere alle dipendenze della Morte stessa, mentre dall'Oltretomba le più malvagie divinità si risvegliano, decise a prendere in mano le redini del mondo dei vivi.

La lettura supera ogni aspettativa. Il libro è "cattivo" senza essere eccessivamente trasgressivo. I piani della fantasia e della realtà sono perfettamente intrecciati. Si prova suspense mentre si ride. E ci si commuove mentre ci si diverte. E poi diciamolo, specialmente per le anime oscure l'argomento è un must... non ha caso uno dei personaggi è una giovane darklady...


The Goth Box lo consiglia perchè: ma per lo scheletro in copertina, è ovvio!


CRONACHETTE




Corposa raccolta di strisce, dallo stile minimalista e un po' visionario, che raccontano dell'esperienza di vivere con un gatto. Dialoghi surreali, situzioni statiche ma piene di ironia, che chi già convive con una o più di queste bestiole conoscerà molto bene: la loro capacità di essere magici e furbissimi, saggi ma irruenti, affettuosi ma spregiudicati. Uno spicchio, insomma, di sincero mondo felino che secondo me toccherà anche il cuore di chi (ancora) non ha qusta immensa fortuna: farsi amare da un gatto.

The Goth Box lo consiglia perchè: cosa c'è di più dark di un gatto nero?

martedì 15 gennaio 2008

QUALCOSA CHE SIA QUALCOSA - Horror vacui vincit omnia

Sono ossessionata dal senso, e dalla mancanza di esso nella maggioranza delle manifestazioni "metà fisiche" che ci circondano. Per me tutto deve avere uno scopo, un significato, un utilità e perchè no? una sorta di compenso. Compenso fa rima con senso, dev'essere quello il motivo.

E' ovvio che gran parte delle attività di cui riempio la mia giornata non hanno nessuno delle 3 + 1 caratteristiche, tranne, per alcune eccezioni, il compenso.

Il vuoto mi spaventa. Il pensiero che al mondo esistano realtà, sotto qualunque forma, che non hanno significato, che non sono "qualcosa", potrebbe non farmi dormire la notte... per fortuna, piglio le pasticche.

Sarà un inconscio bisogno di darmi tremendamente importanza? Sarà la mia natura intrinsecamente surreale et filosofica? Non è che cerchi proprio l'anima dietro la ciabatta o nella tastiera di questo PC: è quanto il non volermi permettere, che ne so, un pomeriggio di giramento di pollici e sguardi al muro, perchè, ah, miodddio, è peccato!

Forse in una vita passata ero Calvinista. Forse ho visto quelle solite cose che voi umani manco immaginate (e manco ve ne importa). Così mi devo convincere che ogni cosa che faccio possa servire, avere uno scopo, e giustificarmi. Di cosa ancora non lo so, ma certo non mi adopererò troppo in fretta per scoprirlo. Allora sì che potrei avere brutte sorprese.