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sabato 6 marzo 2010

L'Arte di Esserci. Ognitanto.

Lo so che non ci credevate più.
E invece a volte sì.
Vanno, vengono, a volte ritornano.
E in ogni caso, se non si ha niente da dire, è fondamentale stare zitti.
Eh, ma perchè guardate proprio me?

domenica 11 ottobre 2009

INTENSI GIORNI CINEMATOGRAFICI...

Non certo i miei, per carità.
E' che dal solito giornaletto raccattato al cinema scopro che tra la prossima settimana e quella dopo ancora usciranno tantissimissimi film che devo assolutamente vedere, e cio' spinge la mia mentalità prammatica a compilare agende e a fare conti. In sostanza:

1) il mio amico Rob Zombie è già pronto con il suo Halloween II, e io che pensavo che ancora ci stesse lavorando. Poche news/critiche/strombazzamenti a giro. C'è da preuccoparsi? Zio Rob, non mi tradire!

2) UP... esce UP! Devo andarci subito, con un sacchetto di popcorn così! UP... sono mesi che mi struggo!

3) Parnassus... Terry Gilliam di nuovo a deliziarci con una storia di magia, orrore e con una festa per gli occhi. Forse questa pellicola ha "goduto di riflesso" della morte di Heath Ledger e di tutto quello che è stato fatto per compensare alla improvvisa dipartita anche del suo personaggio... fatto sta che Gilliam è come Burton, indipendentemente da tutto quando ci si mette può essere solo meraviglioso!

4) Brüno... lo Zoolander del 2009... non possiamo farne a meno

5) Nel paese delle creature selvagge - perchè quando ci sono delle cose pelosette e con gli occhioni, difficilmente resisto.

Corro a rompere il maialino e a contare gli spiccioli. Perchè, diciamolo, 8 euro a botta non saranno proprio una passeggiata. Alla faccia della crisi.

venerdì 4 settembre 2009

Distruzione per l'uso

Odia il tuo prossimo come te stesso.

C'è poco da fare. E' il motto di oggi.

lunedì 4 febbraio 2008

SCUSA MA TI CHIAMO ZIA

Succede che un nomignolo autoaffibbiatosi per scherzo o per dire ("dai, dillo alla zia!") diventi una specie di marchio di fabbrica. Ora quasi tutti mi chiamano zia, tranne il fidanzato, perchè ha orrore dell'incesto (non alzino la mano quanti mi hanno registrato sul cellulare come "zia", potrei non reggere il colpo). Sarà il mio atteggiamento così aristocratico-decaduto, sarà la mia innata comprensività, sarà il mio stare seduta con la mani in mano, o la borsetta stretta sulle ginocchia, sarà che sono nata vecchia, e quindi "zia".

E allora, che zia sia. Nella prossima vita la frase sarà "su, raccontalo a 'sto pezzo di gnocca!", e il successo sarà garantito.

lunedì 31 dicembre 2007

THE LAST DAYS OF...

Questo è un post serio sulla ricerca della felicità e su altre leggende metropolitane. Forse.

E' indubbio che le feste io preferisco aspettarle, piuttosto che viverle. L'attesa di una festa è come un amico immaginario: tutto il meglio, solo il meglio. Le feste di per sé, poi, hanno un difetto mastodontico, ovvero corrono, scappano come leprotti inseguiti dai cani. Le feste sono come la felicità promessa, eteree, e tremendamente fugaci.

Questi sono quei giorni in cui, volenti o nolenti, facciamo pronostici, stiliamo speranze, mettiamo in cantiere progetti e soprattutto ci affidiamo alla felicità. La inseguiamo come i cani inseguono i leprotti, sentiamo la codina che ci solletica il naso, è lì, dobbiamo solo acchiapparla.

Forse è questa corsa, indubbiamente sana e certo non più logorante di tante altre umane attività, che ci tiene vivi. Forse raggiungere il leprotto non è il fine. Forse è dimostrarci di saper correre. E qualunque cosa dica il nostro oroscopo (il mio pare sia fantastico), anche l'anno prossimo ci troveremo a correre, dovremo correre. Potere sempre correre dietro al nostro leprotto: è questo che dobbiamo augurarci.

mercoledì 12 dicembre 2007

CONVULSIONI

Ammetto che sono brava a trasformare i "magici momenti della festa" in occasioni per strapparmi i capelli e vomitare bile. Sarà che di questi tempi, secondo me, c'è poco da stare allegri. Sarà che la vista delle gente che sciama di negozio in negozio, unita alla pessima qualità estetica e commerciale di ciò che ci vendono a caro prezzo mi fa tanto somigliare a Hitler, la gattina vendicatrice e selvatica di un mio amico, che affetta tutto quello che le si para davanti (che altro avevate capito???).

Paradossalmente mi trovo anche io a sciamare e a correre, cercando di non far troppo bisticciare il mio filosofico senso di ricerca della Bellezza ed Originalità con il vuoto abissale che regna nel mio portafoglio.

In più, tra una corsa e l'altra, mi par di non concludere veramente mai nulla. E' una fame intellettuale e spirituale, come se tutto quello che faccio finisse in un pozzo senza fondo (ehi, non ridete, non sto scherzando).

L'incapacità di gustarmi certe piccole mete mi affligge ormai da svariati anni. Le feste servono solo ad acuire il senso di stupida competizione che ho tra me stessa e me medesima. Il risultato sono una sacchettata di regali che non mi paiono più così bellini come quando li ho comprati, né così azzeccati, e che soprattutto devo impacchettare, imbigliettare ed accoppiare alle persone più giuste.

Ho le convulsioni.

martedì 27 novembre 2007

NIENTE DA FARE

Sono una brava ragazza piena di cattivi pensieri.
La maggior parte me li tengo per me. L'anonimato è tutto.

giovedì 22 novembre 2007

LE FEMMINISHTE

Sto per dire una cosa molto scomoda.
Avrei voluto dirla, pardon, scriverla, di getto, qualche giorno fa, a seguito di un certo episodio. Poi mi son detta: non farti trasportare dalla rabbia canina. Fai decantare. Solo che a forza di decantare il mio pensiero ha fatto come il vino rosso: è diventato più forte e più scuro.

Il fatto è che me le femministe stanno un po' sul cazz.
Sulle ovaie, come direbbero loro.
Ok, dirò sul culo, così resto in territorio neutro e non offendo nessuno.

Senza sminuire i risultati di certe loro importantissime battaglie, purtroppo necessarie ancora nel 2007, in ultima analisi molto del loro pensiero e dei loro atteggiamenti sono semplicemente... controproducenti.

Basterebbe pensare al concetto di parità dei sessi, che è quasi aberrante. Io non sono uguale ad un uomo. E considerati certi uomini, direi che è quasi una fortuna. Lo so, state per obiettare che per parità dei sessi non si intende un'uguaglianza fisica o psicologica, ma di possibilità. Sì, certo. Peccato che se abbiamo voluto questa benedetta parità, c'è toccato farci un mazzo tanto e toccare gli stessi vertici di competitività, stress, arrivismo e cazzodurismo/tettedurismo dei nostri compagni. Che conquista! Che figata! (p.s. Avete mai notato come per figata s'intenda una cosa bella e con cazzata una non proprio intelligente??? Dobbiamo gioirne in quanto portatrici di figa, oppure sdegnarci del fatto che probabilmente questa espressiona l'ha coniata uno di quegli arrapatissimi maschi?)

Oggi si dice che tutto il nostro testosterone acquisito ha fatto diventare la maggior parte degli uomini rammollita ed effeminata. Come a dire che ci siamo prese la pietra sulla schiena mentre ci tiravamo la zappa sui piedi. La parità che dovevamo cercare invece era proprio quella fondata sulla nostra diversità biologica, emotiva, fisica e sul rispetto di quello che siamo. Se proprio volesssimo dirla come le nostre sorelle, abbiamo fatto involontariamente il loro gioco.

La violenza non è una causa femminista. Il diritto ad un lavoro equo non è una causa femminista. La maternità non è una causa femminista. Le femministe esistono ormai solo nella loro fantasia. E' come ammettere che la nostra inferiorità esiste. Sono battaglie e diritti umani, appannaggio di qualsiasi sesso, religione e cultura che dir si voglia. Nessuna donna credo voglia veramente finire a scaricare il pesce per dimostrare che può lavorare.

Una vita senza uomini sarebbe noiosa, ammettiamolo. E finchè terremo le nostre cause nel gineceo, continueremo ad emarginarci da sole. Infondo non è che noi siamo tanto impeccabili, per certi versi. Ad esempio questa riflessione, fra l'altro da me sempre sostenuta, è scaturita, dal "furto telematico" che una sedicente femminista ha fatto di una mia foto, riutilizzata per suoi fini, senza il minimo scrupolo e in barba ad ogni forma di educazione nonchè ad ogni legge di copyright.
Di fronte ad una mia velata rimostranza (che poteva anche concludersi con una semplice scusa e magari una formale richiesta di utilizzo, che probabilmente non avrei negato) mi sono invece vista investire da ciance sulla libertà in Internet, ovaie rotte, delirii neoartistici che basta digitare su Google e ciò che spunta è tuo. E' chiaro che la maleducazione non ha sesso, esattamente come la stupidità. Ma se qualcuno mi sfracica le tette senza permesso, ci tengo particolarmente a ricordare che la delicata Fata cela dentro di sé un piccolo alien. Con un pisello lungo così.

venerdì 16 novembre 2007

10 THINGS TO DO BEFORE YOU DIE

Il giochino consiste nell'elencare 10 cose fondamentali e "one shot one kill" da fare per dar senso alla propria vita, 10 piccoli/grandi progetti da realizzare con impegno, 10 paure da vincere, 10 vette da scalare.

Scaramanzia vuole che se la lista si esaurisce presto perchè si è parecchio bravi, allora bisogna subito stilarne una nuova: tanto si sa che 10 cose non bastano certo a dar senso ad una vita, e per il resto non si sa mai che le divinità ti prendano sul serio e ti secchino al decimo risultato raggiunto, nonostante l'età prematura. E' anche un po' una palestra di sogni, per mantenersi sempre attivi e non disimparare a desiderare (che, credetemi, non è così difficile come sembra).

Io ho cominciato 'sta cosa qualche anno fa, quando ho rischiato di esser "eliminata" senza essere neanche arrivata ad una ipotetica voce n. 1 (brutta cosa). Ho furbescamente aggirato il numero raggruppando, per esempio, tutti i concerti che volevo vedere sotto un'unica voce (tra di essi c'era pure Bryan Adams... problemi???). Mi resta da vedere Parigi, New Orleans (mi ero quasi decisa ma arrivò prima Kathrina...), realizzare un paio di importanti (per me) progetti artistici, e veder avverarsi un due/tre miracoli che mi cambierebbero la vita, tipo imparare a guidare, acquisire poteri magici e trovare un lavoro che mi piaccia per più di due settimane.

L'idea di una fine ci rende più "competitivi", è indubbio. Se pensassimo di vivere in eterno, probabilmente passeremmo giorni, mesi, anni a fissarci l'ombelico. Vivere in eterno manderebbe a pallino l'idea di stilare una lista di cose da fare prima di morire, è ovvio. In verità, forse, non esisterebbero neanche guerre, miseria, stenti e privazioni, tanto nessuno potrebbe perirne. Sì, però questo è un altro paio di maniche.


Io non ve lo dico, né lo faccio in prima persona, ma se voi volete lanciare la catena e scrivere in modo dettagliato quali sono i vostri 10 punti da Desideranti Anonimi, verrò sicuramente a farmi i cazzi vostri. Tra la realizzazione di un desiderio e di un altro, è uno dei miei hobby preferiti.

[... to be continued... maybe...]

martedì 6 novembre 2007

DIE POLEMIK

Oggi mi coglie un senso di vecchiaia da foglia autunnale. Si dice che è lo spirito quello che conta: beh, se la mia testa è giovane, anzi, direi proprio infantile, ammetto anche che il corpo a volte non la segue.

Tipica dei vecchi è anche una mia certa vena polemica molto realista. Mi accorgo che la mia vita si puntella su molte cazzate, dette anche ottimi diversivi per non affrontare la realtà. Il succo è cercare di essere sempre qualcos'altro da quello che si è veramente (e banalmente). Il fatto è che se non ti piace quello che sei o che hai, ci sono solo due strade: o cambi, o ciccia. Non esistono le vie di mezzo.

mercoledì 31 ottobre 2007

LA TEORIA DEL SUPEREROE




Questo è quasi un post-confessione. Potrei nascondermi dietro al fatto che con l'età sto diventando intollerante. E invece in realtà l'ho sempre pensato. Il mondo dovrebbe davvero avere i supereroi. Con tanto di superpoteri e di supercar. Quando penso alla giustizia e ai mali del mondo, istintivamente penso ad un qualche Batman, che pesti duro i cazzoni e rimetta a posto le cose. Poi rinsavisco, e mi rammento che la giustizia sono i tribunali, gli interminabili processi e i risarcimenti danno. Pfìu.

Lo so. La teoria del supereroe è infantile e pressappochista. Denota una mancanza di impegno e di una presa di posizione adulta e matura. E' come quando da piccina desideravo avere la bacchetta magica, giusto?

Giusto. Perchè poi pensare di accollare tutta la responsabilità delle bastardaggini umane su pochi miserabili e ipersfruttati supereroi? E allora basterebbe che tutti i buoni, anche quelli non buonissimi ma almeno mediamente buoni, avessero dei superpoteri. Un piccolo Batman dentro ognuno di noi. Da usare alla bisogna.

In alternativa, va bene anche una bacchetta magica.

mercoledì 3 ottobre 2007

LIVING DEAD DOLL # 13 - MORGANA




... che dire... grazie dell'omaggio, ma... NON ME SOMIGGHIA PENNIENTE!!!

lunedì 1 ottobre 2007

BOIA CHE NOIA

Se la noia fosse un peccato, il Dante nazionale avrebbe dovuto creare il girone dei noioni partendo solo da me. Noioni, non noiosi. Ovvero, non coloro che creano ma che subiscono noia, e che hanno fatto della lotta alla noia il senso della loro vita.

La noia è più velenosa del cianuro, credetemi. Una vita noiosa non è una vita degna di essere vissuta. And so fort, and so on.

Dev'essere stato per colpa della noia se io da bambina preferivo giocare da sola piuttosto che non giocare per niente. C'è stato un momento della mia vita in cui ho seriamente temuto che il mio cervello fosse come quegli orologi che si fermano se non si muovono. Io devo SEMPRE fare qualcosa, o mi sento in colpa.

Lo so, tutto ciò non è sano. Spesso mi ritrovo a fare 4/5 cose insieme, perchè mentre ne inizio una già mi viene a noia, e devo passare ad altro. E' un atteggiamento decisamente "consumistico". In più, annoiarsi è un diritto per cui i nostri avi si sono battuti strenuamente, e non andrebbe sprecato con leggerezza. Senza dimenticare che a forza di non annoiarsi, ci si stressa, e lo stress è il cancro del Duemila.

E quindi? E quindi mi sono già stancata: devo finire le mie aste su Ebay, che mal si conciliano con la lettura delle e-mail mentre fotoritocco il mio ultimo servizio fotografico. Credo che andrò a farmi una doccia così nel frattempo riattacco anche i bottoni alla giacca.

E mi raccomando, non sbadigliatemi in faccia. O potrei farvi molto male.

lunedì 24 settembre 2007

OTTO FATTI SU DI ME (il resto vien da sé)

Ringrazio quella mediamente isterica dell'Argisa per questa occasione di rompervi i coglioni con 8 cose su di me di cui alla fine non vi fregherà un ghezz (ma che leggerete convinti di scoprire chissà quali sordidi segreti, ah ah):

uno) Ho la mania del dispari: quando non appare troppo psicotico propendo sempre per quantità dispari, anche col cibo;

due) Da piccola il mio colore preferito era il rosa: ebbene sì, son diventata darche in tarda età;

tre) Da piccola, inoltre, mi innamoravo (platonicamente) sempre di bambine che sembravano un po' maschietti. Non ho mai capito se mi piacesse l'uomo efebico o la donna mascolina;

quattro) Sono tendenzialmente agnostica e amo coltivare il senso di colpa;

cinque) Da grande volevo fare la maestra, poi la veterinaria, poi di nuovo la maestra. Ovviamente oggi non sono nessuna delle due. Forse perchè non sono ancora grande;

sei) Neanche troppo tempo fa volevo fondare una comune di cui essere l'indiscusso capo spirituale;

sette) Anche in merito al punto sei: no, non ho mai fatto uso di droghe (almeno, che io sappia);

otto) Non completerò il punto otto, perchè otto è pari, e come ho detto, io amo il dispari...

Chiamo alle armi: Gaber, la Cybercat, il mi' omo e ir su' cugino.

giovedì 6 settembre 2007

MON DIEU, LA DOULEUR!

Ci tengo molto a precisarlo. Non sono una persona triste. Sono una persona provata dalla vita.
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Tipo crash test dummy, ecco.

lunedì 20 agosto 2007

L'ARTE DEL RIENTRO

Ovvero come districarsi senza deprimersi tra i deliri di una vacanza finita

Da Londra ho riportato una valigiata di cose inutili ma bellissime, come le scarpe coi piercing e la minigonna a ragnatela, e ho riportato il brutto tempo, tanto per abbattere lo shock termico. D'altronde, dopo aver passato 7 giorni su 10 di vacanza con l'acqua, mal tollero che qua splenda il sole.

Ammetto che se non fosse che fra poco dovrò rientrare a lavorare, forse, sottolineo forse, l'idea di essere di nuovo a casa sarebbe accettabile. Che poi la situazione tipica di quando sei di ritorno è quella di pensare di voler fare un monte di cose nuove. Una pera psicologica per tener alto l'entusiasmo, per non pensare che di qui a pochi giorni la tua vita farà di nuovo abbastanza schifo, lo stress tornerà a livelli intollerabili, e l'unica cosa che vorrai sarà un fucile a pompa.

Ah, sì. Da Londra ho riportato anche una buona dose d'ottimismo. Mi pare ovvio.

martedì 24 luglio 2007

PAROLE PAROLE PAROLE

"What do you read, My Lord?" "Words, words, words" (Hamlet)

Se in principio fu la parola, un motivo ci sarà. Voglio dire, fidiamoci di questa entità che ha fatto il mondo e ha deciso di chiamarlo, per l'appunto, Mondo. Avreste trovato un nome migliore?
Per secoli la filosofia ha dibattuto se il linguaggio sia una convenzione, o rispecchi veramente l'essenza delle cose. Semplicemente penso che la parola sia bella e funzionale allo stesso tempo. Cosa c'è di meglio!
Una parola non dev'essere per forza vera. Pensiamo alle parola artistiche, teatrali. Pensiamo alle menzogne. Alcune menzogne sono belle, c'è poco da fare. Se ci asteniamo dal giudizio morale, qualcuno che ti dice "ti amo" dice una cosa bella, anche se non lo pensa. Un romanzo è falsità (in quanto invenzione) elevata a livello di Arte. E così via.
Io nella mia testa vedo immagini sotto forma di parole. Io mi descrivo le cose. Io certe parole me le invento, senza concetto, solo per il suono che hanno. Non importa sapere cosa indichino. Ho in "archivio" decine e decini di titoli di romanzi che non ho mai scritto e mai scriverò, perchè sono troppo pigra. Però, cavolo, erano titoli che funzionavano!
C'è stato un momento in cui di lavoro avrei voluto fare proprio questo: scrivere titoli per gli altri. Fare sartoria di parole. Metter su un'atelier del verbo. Colui che ha inventato il mondo l'aveva capito. Una realtà senza nome non ha senso. Una realtà senza nome non esiste.

venerdì 13 luglio 2007

THE DRUGS LOVE ME

Gli esami del sangue mi fanno uno strano effetto allucinoggeno... Forse mi fa reazione il disinfettante, anche in minime dosi. Dopo ogni esame del sangue comincio a notare cose insolite che mi fanno letteralmente "illuminare", aprire in chackra, sbomballare o al limite, morir dal ridere (che male non fa).

Tipo il signore tutto rimpicchiettato in giacca e cravatta, con l'occhiale elegante, la camicia immacolata, che guidava un'Ape, sì, un'Ape sudicissima, da muratore, e se ne andava a giro sui viali come se niente fosse. Ma che c'è? Ti s'è rotta l'Audi e ai preso in prestito l'Ape dell'impresa che ti sta rifacendo il villino??? Bellissimo. Bellissimo.

Le commesse d'Intimissimi. Sì, lo so cosa state per dire. Ascoltatemi, prima. Le commesse di Intimissimi nascondono un segreto, e non ha niente a che vedere con la loro biancheria intima. Dietro la cassa nascondo un fogliettino. Ci sono tradotte in inglese le frasi tipiche da commessa. Can I help you? Can I show you something else? I can show something else. La distinzione tra domanda e affermazione è da sottolineare. Qualcuno poi c'ha pure appuntato sopra una piccola traduzione (show=mostrare, etc.). Ma non assumevano solo commesse esperte, conoscenza lingue? Forse è il corso intensivo. Fottutamente geniale.

Dopo 4 mesi che ce l'ho, ho scoperto che il mio cellulare, tra i miliardi di funzioni (inutili) che nasconde, contiene anche un filmatino con la presentazione... del cellulare stesso!!! Il filmato ti dice come si apre il tuo cellulare (in realtà devi averlo già potuto fare, o non accedi alla funzione), com'è fatto, dove ha le cromature, la fotocamera e il pulsante di menù. Da pippe! Adesso capisco perchè ho pagato tanto questo Nokia ultima generazione (bruciata). Questo filmatino sarà tra gli Oscar della prossima stagione.

Ma tanto il pezzo meglio resta sempre lui. Il mio gatto. E' che non lo guardo mai abbastanza. Le analisi del sangue (con tutto cio' che ne consegue) spesso mi stordiscono a sufficienza da impedirmi di fare altro per un paio d'ore. Da qualche giorno Whip è nel suo periodo sportivo-circense. Fa le capriole con triplo salto mortale, e atterra sulla schiena con quel muso da maschera demoniaca. Provaci anche tu! Ti sfida. No grazie. Non sono allenata. Ok, allora vado a tirare due calci al pallone... cioè, a questo chicco d'uva. E non ha desistito finchè non ha infilato un gol sotto il mobile della cucina. Dopo di che, soddisfatto, ha girato il culo ed è trotterellato via come un vero campione. Pibe de Or!

lunedì 9 luglio 2007

OCCASIONI

Ricordo la gita in macchina con Valentina. Stavamo andando al Verano a fare due foto. Niente femminucce seminude sdraiate sulle tombe. Volevamo fare degli scatti di arte funeraria come Dio comanda. Di lì a poco saremmo state cacciate dal solito guardiano da film di Totò, solo perchè eravamo vestite di nero. E si sa che la gente nera profana le lapidi. Ma questa è un'altra storia.

Durante quella gita condensammo il succo di un'importante riflessione sulle occasioni. Ovvero che a volte ci guadagni più a non coglierle che a coglierle. Apparentemente una perdita, in realtà una vittoria.

"Ma prendi quegli uomini che se ne fanno 3/4 a sera. Entrano nel locale e ti puntano. Vengono lì e ti si strusciano. Tu vuoi vedere fin dove arrivano. Magari potrebbe anche interessarti. Poi scopri che al solo pensiero ti cascano i coglioni. Insomma, hai di meglio da fare che essere solo una delle tante. Specialmente quando ti sbrodolano, falsi come Giuda, che non lo sei, anzi, una come te... Te ne vai. E capisci che tutto sommato sei stata più figa a non dargliela che a dargliela."

Nella vita è un po' così. Anche... soprattutto... quando si presentano occasioni più significative. E tutti pensano che l'unica risposta valida sia "SI". E invece, magari anche no. Insomma, riappropriamoci della nostra capacità di decidere. Indipendentemente da quello che il resto del mondo considera so fucking cool. Non pensare non protegge dall'arteriosclerosi e dai danni cerebrali.

Mi piace ancora questa idea. Di essermi distinta per le cose che bene o male ho scelto di NON fare. Ammetto, magari sono stata solo una cogliona. Quanto meno, una cogliona consapevole.

venerdì 22 giugno 2007

Trasparenza - pt. 3

Una vita strana genera o alimenta la trasparenza, o è la trasparenza che induce ad una vita strana? Tasparenza come causa o come effetto? Senza davvero interrogarci se alla fin fine siamo davvero in grado di sceglierci una vita strana, la trasparenza, tutt'e due insieme e tutto cio' che ne consegue.

Della trasparenza vediamo soprattutto gli effetti, quasi mai le ragioni. E non importa se quegli effetti avremmo pututo arginarli. Non l'abbiamo fatto.

Ah il bello dell'essere notati! Anche se indubbiamente pure vivere nell'ombra ha le sue comodità. Niente è perfetto, giusto? Certo, quando a volte sai che di te si pensa "sisì, interessante, proprio un aggeggino divertente", beh, inevitabilmente deduci che per essere davvero gratificata da tanta attenzione avresti bisogno di almeno una palata di apprezzamenti così...

p.s. corollarietto: chi tanto vive in trasparenza, per uscirne diventa MOLTO esigente.