05 febbraio
PENSIERINO DELLA SERA
... infondo voglio solo essere voluta bene...
06 febbraio
VISIONI DEGNE DI NOTA
"... ho visto cose che voi umani..."
"... se vi parlo di un film, non sempre è per consigliarvene la visione. Anzi..."
THE BLACK DAHLIA:
Attesissimo film tratto da un capolavoro della letteratura. E' come dire che un po' già si assapora la deluzione, e ci si accomoda sulla poltrona pronti a carpire quanto più possibile di bello la pellicola ci trasmetta.
BD non è un brutto film, tutt'altro. E non lo dico perchè io sbavo per le atmosfere retrò/noir/gessate, per le donne maliarde e per gli uomini che non devono chiedere mai. L'unica cosa che delude di BD sono i dialoghi, e quell'atmosfera generale un po' troppo finta, per cui a tratti si ha l'impressione di assistere ad un film anni '40 che fa la parodia di se stesso. Manca il cuore. Manca il morso, il graffio efficace. E' tutto troppo superficie. E' tutto troppo... cinematografico.
Un film che va visto, e che si salva, per l'opulenza visiva, per l'intrigante immaginario, per la patina, per l'atmosfera. Come un bel vestito su un bel manichino. Insomma, è già qualcosa.
LA NOTTE DEL MIO PRIMO AMORE:
Di questo film invece non si può salvare niente: regia, sceneggiatura e recitazione toccano i vertici del pressappochismo e dell'amatoriale. Anche su questa pellicola ero partita un po' prevenuta, ma la sua visione ha superato ogni mia peggiore aspettativa. Ne volete un breve riassunto? Beh, LA NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI incontra NON APRITE QUELLA PORTA... paura, eh?
Fighetti coatti vogliono trombarsi fighette coatte, mentre da qualche parte in una villa sperduta in un bosco il Leatherface de noattri fa cose intriganti a giovani fanciulle sprovvedute, perchè voi non lo sapete, ma in quella casa, tanti anni fa, sono accadute cose orribili, e per tutto il film si prova a tirar fuori da tutto sto marasma una storia che sia almeno onesta e coerente, ma non gliela si fa.
Perfino gli effetti speciali, che oggi sembrano essere l'unica cosa che puoi salvare di certi film di serie Z, sono assolutamente patetici. Neanche Dario argento agli albori della cinematografia horror aveva sangue e budella più finte di queste.
In una parola: pessimo.
"... e poi ditemi che non vi avevo avvertito..."
13 febbraio
SANVALENTINOROSSI
Mamma della Fata:
- Ma domani sera ci sei a cena? -
Fata:
- Perchè non dovrei esserci? -
Mamma della Fata:
- Mah, è la Festa degli Innamorati... -
Fata:
- Appunto. -
19 febbraio
Dimmi Qualcosa Che Non Sia Amore
T. dice che l'amore nella vita vera non funziona più perchè l'hanno messo tutto nei talk show, nei reality e nelle chat. La gente vive la propria sessualità nel tubo catodico.
.
.
.
.
T. ha tremendamente ragione.
27 febbraio
VARI TIPI DI FREAKS
Nonostante quello che il titolo potrebbe farvi pensare, questo è un post di recensioni cinematografiche. Ogni tanto devo rendere uno scopo alla mia vita. Siete seduti comodi?
LE COLLINE HANNO GLI OCCHI - UNRATED (... ovvero, il remake...)
Grazioso, ma manchevole. Dal buon vecchio Aja, mente geniale dietro il genialissimo ALTA TENSIONE, mi aspettavo molto di più. Si sa, sono una donna esigente. Un medio orgasmino cinematografico non mi basta. Voglio sudare.
Il film inizia con una intro promettente e dei buoni titoli di testa, ma segue la pedissequa e noiosa lezione di Wes Craven fin quasi a metà dell'opera. Certo, i mezzi dell'anno 2006 contro quelli di 30 anni fa fanno la loro porca differenza. Solo che non si può fare a meno di chiedersi: sì, ok, morte, violenza, distruzione... e allora? Dov'è la novità? Sarà che i mostri figli dell'atomica ahanno (purtroppo?) smesso di spaventarci da un po'. E la storia ci ha insegnato che l'uomo non ha bisogno di mutazioni genetiche per essere malvagio.
Aja usa sangue e plastilina deformante come se piovesse, ma i suoi mostri sono solo violenti, non sono cattivi. Esattamente come dare addosso al leone perchè sbrana e artiglia. La storia si discosta dall'originale, offrendo una miglior prova di sceneggiatura, verso 3/4 del film. L'ambientazione, citando film come NON APRITE QUELLA PORTA (un capostipite con cui tutti prima o poi devono venire a patti), diventa più inquietante e offre ottime soluzioni anche di regia. Bellissimo l'uso dei manichini e del finto villaggio post-atomico. Lo splatterismo raggiunge livelli un po' comici, ma ok, fa scena. L'uomo da vittima comincia quasi a diventare carnefice, forse è un messaggio di rovescio (del tipo ok, per chi fai il tifo adesso?) oppure semplicemente una consolazione: l'essere superiore, il bipede intelligensis, l'homo tecnologicus, deve vincere sempre e comunque. Se non che il finale, gli ultimi 3 secondi, i più intriganti anche se sospettabili del film, ci rendono di nuovo giustizia come spettatori (e lasciano aperta la porta ad un remake/sequel?).
Si lascia guardare. Sicuramente più dell'originale. Ma insomma... il pezzo meglio resta sempre il cane.
IL FANTASMA DELL'OPERA - Brian De Palma
Rispolveriamo questo classico dell'horror-musical e godiamo. De Palma negli anni '70 è un tripudio di barocchismo e cattivi sentimenti, intreccia Leroux, il Faust, Dorian Gray e il Rocky Horror con una perizia da vero Maestro, e se gli si perdonano certi eccessi volgarotti tipici del tempo (e dei mezzi) si apprezza un film di rara bellezza. Il messaggio, sempre attuale, della deformità fisica e di quella mentale, dei "vampiri sociali" e delle loro vittime, è ben legato al mondo dello sciò bisnes con anche la nostra società sembra vivere in perfetta simbiosi. Il truculento è castrato dagli scarsi effetti speciali disponibili, ma non arriva mai a sfiorare il ridicolo: stimola solo la fantasia.
Sia il fantasma di De Palma che i mostri geneticamente modificati di Craven/Aja sono dei freaks. Diciamo che almeno il primo sa cantare e comporre musica. Sono freaks figli della nostra bella società, quella che butta gli scarti sotto il tappeto. Basta non vedere (ecco la maschera di cui tanti freaks devono vestirsi). Ma se il mondo fosse dei freaks, non esisterebbero più i freaks o meglio i freaks... saremmo noi?
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venerdì 13 aprile 2007
martedì 10 aprile 2007
ARCHIVIUM - A gennaio 2007 scrivevo...
08 gennaio
FILOSOFIA APPLICATA
... ovvero incazzatur m'ondeggia lieve nel cuor...
Con mio sommo rammarico una tantum i miei piedi fatati devono toccare terra. Per inciso, sono sempre più convinta che la mela avvelenata di Biancaneve nient'altro fosse che, metaforicamente, il boccone amaro che nella vita mortale dobbiamo ingoiare un giorno sì e uno anche.
Il reality show di oggi comprende:
- la libertà non esiste, se passi il tempo a doverti giustificare in continuazione per ogni decisione che prendi, da cui se ne deduce che il nostro è un mondo di voyer e di sputasentenze (esattamente come nelle trasmissioni di Maria De Filippi)
- il singolo essere umano val meno di una messa (e io sono atea): tutti contiamo se facciamo massa, gruppo, legione, club, band, squadra
- nella massa ti distingui per quanto sai fare di te l'ottimo oggetto di una spietata operazione di marketing. Mi vendo! cantava il buon Renato Zero... praticamente un profeta!
19 gennaio
SOLUZIONE (ACIDA)
Problemi insormontabili? La soluzione sarà, come ne La Settimana Enigmistica, a pag. 46.
25 gennaio
TRASPARENZA
C'è una certa inspiegabile ostinazione nel cercare di sconfiggere la propria trasparenza con quotidiani strilli, movimenti, saltelli, gesti per attrarre l'altrui attenzione, pur tuttavia senza ottenere il ben che minimo risultato.
FILOSOFIA APPLICATA
... ovvero incazzatur m'ondeggia lieve nel cuor...
Con mio sommo rammarico una tantum i miei piedi fatati devono toccare terra. Per inciso, sono sempre più convinta che la mela avvelenata di Biancaneve nient'altro fosse che, metaforicamente, il boccone amaro che nella vita mortale dobbiamo ingoiare un giorno sì e uno anche.
Il reality show di oggi comprende:
- la libertà non esiste, se passi il tempo a doverti giustificare in continuazione per ogni decisione che prendi, da cui se ne deduce che il nostro è un mondo di voyer e di sputasentenze (esattamente come nelle trasmissioni di Maria De Filippi)
- il singolo essere umano val meno di una messa (e io sono atea): tutti contiamo se facciamo massa, gruppo, legione, club, band, squadra
- nella massa ti distingui per quanto sai fare di te l'ottimo oggetto di una spietata operazione di marketing. Mi vendo! cantava il buon Renato Zero... praticamente un profeta!
19 gennaio
SOLUZIONE (ACIDA)
Problemi insormontabili? La soluzione sarà, come ne La Settimana Enigmistica, a pag. 46.
25 gennaio
TRASPARENZA
C'è una certa inspiegabile ostinazione nel cercare di sconfiggere la propria trasparenza con quotidiani strilli, movimenti, saltelli, gesti per attrarre l'altrui attenzione, pur tuttavia senza ottenere il ben che minimo risultato.
lunedì 2 aprile 2007
ARCHIVIUM - Nel dicembre 2006 scrivevo...
06 dicembre
THE PAN'S LABYRINTH
Si va a veder l'ultima fatica di Guillermo Del Toro (già regista dei godibilissimi ma certo non geniali BLADE II e HELLBOY) credendo di assistere semplicemente ad una proiezione fantasy a tinte gotiche. A volte è bello essere delusi e disattesi.
Questa pellicola è un capolavoro. Innanzitutto.
Di seguito si può aggiungere che l'aspetto fantasy c'è, ma non è certo l'aspetto più preponderante. E' infatti solo una chiave di lettura distorta e deviante di un pezzo della nostra storia, la reazione estrema di una bambina ricca di immaginazione di fronte agli orrori della guerra.
Questo film è una piccola, onesta, sferzante lezione di cinema. In cui regia, fotografia, sceneggiatura e recitazione confluiscono a restituirci assai vividamente la violenza del fascismo e la voglia di vivere in libertà, l'illusione dell'infanzia e la troppo trita realtà degli adulti, la voglia di credere in un ideale e il prezzo che bisogna pagare per difenderlo. Del Toro mescola sapientemente realismo, elementi grottesco-fantastici e violenza à la HOSTEL, generenado ancora più angoscia e sgomento di qualsiasi slash movie, proprio perchè le scene più sanguinose sono sempre quelle attinenti alla Storia, e non alla fantasia. Che è come scrivere a chiare lettere che più mostro dell'essere umano non esiste. Che storia più horror di certi pezzi di Storia non esiste. Che la Bestia è dentro di noi.
E così l'elemento fantastico liberatorio a poco serve nella dimensione della Realtà sconvolta dalla guerra. Le fiabe restano fiabe, nel loro mondo puro perchè fondamentalmente irrangiungibile. La Giustizia poco appaga di fronte a tanto sangue. Storia e Violenza si ripetono. Nei secoli dei secoli.
13 dicembre
GOTHIC BEAUTY
Il mio costante uso di make-up total pallid mi rende, nonostante la veneranda età, totalmente inetta nell'uso del fard. E se capita di doverne avere bisogno? Ah, se son problemi!
30 dicembre
Trentuno dicembre
Mi asterrò dal fare resoconti sull'anno che passa o dal fare lista della spesa per i desideri dell'anno che verrà. Il 31 dicembre arriva immancabilmente tutti gli anni e, sì, è una convenzione tra l'altro neanche rispettata da tutti i calendari di questo mondo, solo dalla stra-grande maggioranza.
La nostra flebile natura umana ha ancora bisogno di fare gli occhi dolci ai successivi 365 giorni affinché gli Dei le siano benigni, ma, come diceva Shakespeare... alas!
Che più o meno vuol dire... mo so cazzi!
THE PAN'S LABYRINTH
Si va a veder l'ultima fatica di Guillermo Del Toro (già regista dei godibilissimi ma certo non geniali BLADE II e HELLBOY) credendo di assistere semplicemente ad una proiezione fantasy a tinte gotiche. A volte è bello essere delusi e disattesi.
Questa pellicola è un capolavoro. Innanzitutto.
Di seguito si può aggiungere che l'aspetto fantasy c'è, ma non è certo l'aspetto più preponderante. E' infatti solo una chiave di lettura distorta e deviante di un pezzo della nostra storia, la reazione estrema di una bambina ricca di immaginazione di fronte agli orrori della guerra.
Questo film è una piccola, onesta, sferzante lezione di cinema. In cui regia, fotografia, sceneggiatura e recitazione confluiscono a restituirci assai vividamente la violenza del fascismo e la voglia di vivere in libertà, l'illusione dell'infanzia e la troppo trita realtà degli adulti, la voglia di credere in un ideale e il prezzo che bisogna pagare per difenderlo. Del Toro mescola sapientemente realismo, elementi grottesco-fantastici e violenza à la HOSTEL, generenado ancora più angoscia e sgomento di qualsiasi slash movie, proprio perchè le scene più sanguinose sono sempre quelle attinenti alla Storia, e non alla fantasia. Che è come scrivere a chiare lettere che più mostro dell'essere umano non esiste. Che storia più horror di certi pezzi di Storia non esiste. Che la Bestia è dentro di noi.
E così l'elemento fantastico liberatorio a poco serve nella dimensione della Realtà sconvolta dalla guerra. Le fiabe restano fiabe, nel loro mondo puro perchè fondamentalmente irrangiungibile. La Giustizia poco appaga di fronte a tanto sangue. Storia e Violenza si ripetono. Nei secoli dei secoli.
13 dicembre
GOTHIC BEAUTY
Il mio costante uso di make-up total pallid mi rende, nonostante la veneranda età, totalmente inetta nell'uso del fard. E se capita di doverne avere bisogno? Ah, se son problemi!
30 dicembre
Trentuno dicembre
Mi asterrò dal fare resoconti sull'anno che passa o dal fare lista della spesa per i desideri dell'anno che verrà. Il 31 dicembre arriva immancabilmente tutti gli anni e, sì, è una convenzione tra l'altro neanche rispettata da tutti i calendari di questo mondo, solo dalla stra-grande maggioranza.
La nostra flebile natura umana ha ancora bisogno di fare gli occhi dolci ai successivi 365 giorni affinché gli Dei le siano benigni, ma, come diceva Shakespeare... alas!
Che più o meno vuol dire... mo so cazzi!
mercoledì 28 marzo 2007
ARCHIVIUM - Nel novembre 2006 scrivevo...
08 novembre
MISSION III? IMPOSSIBLE
Io amo i film di MISSION IMPOSSIBLE. Sì, anche quella caciaronata diretta da John Woo, perchè è la caciaronata di un maestro. Eccomi dunque noleggiare felice come solo una fata dark può essere la terza parte. Figurati. Si parla perfino di Roma! E' mio!
...
Stendiamo un velo pietoso. Dopo un bell'inizi, e intendo proprio quei 3 fotogrammi prima dei titoli di testa, è un film in caduta libera. E non è un complimento. Noioso. Scontato. Ovvio. Capisci il nocciolo della questione dopo 10 minuti. Stai a grattarti la pancia dopo 15. Ti chiedi machecacchio dopo 20. Il film dura 2 ore piene. Tutto è patinato e fashion, perfino il filo di sangue che esce dal taglio di Ethan Hunt. Tutto è ripetitivo e calcolato come nel più scontato dei telefilm. E non basta il cast di bravi attori a dare uno spessore (minimo) a questa storiella risciacquata. Hanno tutti quella faccia che sembra dire "facciamo questa marchetta e andiamo a casa".
Scorrerò velocemente sul finale, perchè è un abominio di banalità alla fine di una collezione di banalità. Passo e chiudo.
Forse è vero che certi successi dovrebbero fermarsi all'apice, senza tentare di spremere la tetta della mucca fino a che non è completamente asciutta. Si potrebbe almeno rimanere con un ultimo, positivo ricordo. D'altra parte lo diceva il titolo stesso: MISSION IMPOSSIBLE. Prima o poi la missione doveva fallire.
23 novembre
INVENZIONI LINGUISTICHE
Siatemi testimoni! Ho giusto oggi coniato una metafora per indicare in termini affettuoso-erotici la pancettina intrigantissima di certi maschietti, chiamandola "Cuscino di Venere". Per chi non ne capisse le numerosi implicazioni, consiglio al più presto un incontro sensuale con una signorina.
MISSION III? IMPOSSIBLE
Io amo i film di MISSION IMPOSSIBLE. Sì, anche quella caciaronata diretta da John Woo, perchè è la caciaronata di un maestro. Eccomi dunque noleggiare felice come solo una fata dark può essere la terza parte. Figurati. Si parla perfino di Roma! E' mio!
...
Stendiamo un velo pietoso. Dopo un bell'inizi, e intendo proprio quei 3 fotogrammi prima dei titoli di testa, è un film in caduta libera. E non è un complimento. Noioso. Scontato. Ovvio. Capisci il nocciolo della questione dopo 10 minuti. Stai a grattarti la pancia dopo 15. Ti chiedi machecacchio dopo 20. Il film dura 2 ore piene. Tutto è patinato e fashion, perfino il filo di sangue che esce dal taglio di Ethan Hunt. Tutto è ripetitivo e calcolato come nel più scontato dei telefilm. E non basta il cast di bravi attori a dare uno spessore (minimo) a questa storiella risciacquata. Hanno tutti quella faccia che sembra dire "facciamo questa marchetta e andiamo a casa".
Scorrerò velocemente sul finale, perchè è un abominio di banalità alla fine di una collezione di banalità. Passo e chiudo.
Forse è vero che certi successi dovrebbero fermarsi all'apice, senza tentare di spremere la tetta della mucca fino a che non è completamente asciutta. Si potrebbe almeno rimanere con un ultimo, positivo ricordo. D'altra parte lo diceva il titolo stesso: MISSION IMPOSSIBLE. Prima o poi la missione doveva fallire.
23 novembre
INVENZIONI LINGUISTICHE
Siatemi testimoni! Ho giusto oggi coniato una metafora per indicare in termini affettuoso-erotici la pancettina intrigantissima di certi maschietti, chiamandola "Cuscino di Venere". Per chi non ne capisse le numerosi implicazioni, consiglio al più presto un incontro sensuale con una signorina.
martedì 27 marzo 2007
ARCHIVIUM - Nell'ottobre 2006 scrivevo...
15 ottobre
LA CASA DEL DIAVOLO - Rob Zombie strikes again
... tralasciamo la pessima traduzione italiana del titolo che vuole solo scimmiottare il precedente LA CASA DEI MILLE CORPI, onde invogliare l'utente medio a recarsi solerte al cinema...
Rob Zombie è un genio, e lo dico con affetto quasi materno. A volte i geni fanno cose spiazzanti. Anche in senso, in qualche modo, negativo. Semplicemente perchè se ne sbattono del mediocre pensiero comune. Io non sono un genio, e nonostante debba premettere che Rob lo è, e che questa sua seconda fatica cinematografica è spettacolare, una domanda mi sorge spontanea:
perchè considerare LA CASA DEL DIAVOLO un sequel del precedente film?
In comune i due film hanno solo la famiglia Firefly, braccata in lungo e in largo per un'America troppo selvaggia e troppo sporca, ma forse quasi più vera di ogni America holliwoodiana che ci hanno propinato. Il gusto eccessivo, boccaccesco, che ripassava, di citazione in citazione, il meglio e il peggio dell'horror à la NON APRITE QUELLA PORTA, così visionario da farci accettare le peggiori nefandezze e l'infrazione dei più sacri taboo, si trasforma in un'analisi spietata dei valori americani tout court. Nel bene e nel male.
E così LA CASA DEL DIAVOLO (doppiamente pessimo titolo perchè il film è praticamente tutto un on the road) diventa un'opera di violenza vera. Il misterioso Dr. Satan scompare nel nulla, come il migliore degli incubi, per lasciare posto al demonio che può essere dentro ognuno di noi. Il gioco si ribalta, e in un calibratissimo gioco di specchi, la vittima si fa carnefice, mentre nella poliedrica realtà della provincia americana più dimenticata e più reietta Rob va in giro con la sua telecamera a scoperchiare pentole su pentole piene di vizi, peccati e violenze.
Si potrebbe dire, quindi, un film più maturo. Che non si appella ad un generico "mostro" per produrre una carrellata di scioccanti episodi, ma vuole scavare fino alle radici del male. La follia si fa all'improvviso più vicina e più reale. Il titolo originale è infatti THE DEVIL'S REJECTS, ovvero i reietti del diavolo, come a dire, neanche Satana li ha voluti. MA chi sono questi reietti? La famiglia Firefly? O meglio: solo la famiglia Firefly?
Tanta intensità non giustifica e non spiega l'incolmabile gap tra questo e il precedente film. E' la stessa differenza che intercorre tra una visione sotto acido e una chiara e spietata analisi sociologica. E solo questo lascia un po' di amaro in bocca, nel terrore che il collegamento sia solo, anche all'origine, di natura commerciale.
Per il resto, semplicemente un film da 10 e lode, colonna sonora inclusa.
24 ottobre
IL CICLO
Una donna che afferma scomode verità in modo deciso è per ogni uomo solo una donna col ciclo.
LA CASA DEL DIAVOLO - Rob Zombie strikes again
... tralasciamo la pessima traduzione italiana del titolo che vuole solo scimmiottare il precedente LA CASA DEI MILLE CORPI, onde invogliare l'utente medio a recarsi solerte al cinema...
Rob Zombie è un genio, e lo dico con affetto quasi materno. A volte i geni fanno cose spiazzanti. Anche in senso, in qualche modo, negativo. Semplicemente perchè se ne sbattono del mediocre pensiero comune. Io non sono un genio, e nonostante debba premettere che Rob lo è, e che questa sua seconda fatica cinematografica è spettacolare, una domanda mi sorge spontanea:
perchè considerare LA CASA DEL DIAVOLO un sequel del precedente film?
In comune i due film hanno solo la famiglia Firefly, braccata in lungo e in largo per un'America troppo selvaggia e troppo sporca, ma forse quasi più vera di ogni America holliwoodiana che ci hanno propinato. Il gusto eccessivo, boccaccesco, che ripassava, di citazione in citazione, il meglio e il peggio dell'horror à la NON APRITE QUELLA PORTA, così visionario da farci accettare le peggiori nefandezze e l'infrazione dei più sacri taboo, si trasforma in un'analisi spietata dei valori americani tout court. Nel bene e nel male.
E così LA CASA DEL DIAVOLO (doppiamente pessimo titolo perchè il film è praticamente tutto un on the road) diventa un'opera di violenza vera. Il misterioso Dr. Satan scompare nel nulla, come il migliore degli incubi, per lasciare posto al demonio che può essere dentro ognuno di noi. Il gioco si ribalta, e in un calibratissimo gioco di specchi, la vittima si fa carnefice, mentre nella poliedrica realtà della provincia americana più dimenticata e più reietta Rob va in giro con la sua telecamera a scoperchiare pentole su pentole piene di vizi, peccati e violenze.
Si potrebbe dire, quindi, un film più maturo. Che non si appella ad un generico "mostro" per produrre una carrellata di scioccanti episodi, ma vuole scavare fino alle radici del male. La follia si fa all'improvviso più vicina e più reale. Il titolo originale è infatti THE DEVIL'S REJECTS, ovvero i reietti del diavolo, come a dire, neanche Satana li ha voluti. MA chi sono questi reietti? La famiglia Firefly? O meglio: solo la famiglia Firefly?
Tanta intensità non giustifica e non spiega l'incolmabile gap tra questo e il precedente film. E' la stessa differenza che intercorre tra una visione sotto acido e una chiara e spietata analisi sociologica. E solo questo lascia un po' di amaro in bocca, nel terrore che il collegamento sia solo, anche all'origine, di natura commerciale.
Per il resto, semplicemente un film da 10 e lode, colonna sonora inclusa.
24 ottobre
IL CICLO
Una donna che afferma scomode verità in modo deciso è per ogni uomo solo una donna col ciclo.
venerdì 23 marzo 2007
ARCHIVIUM - A settembre 2006 scrivevo...
30 settembre
LE COLLINE HANNO GLI OCCHI (e parlo di Wes Craven)
Forse è mutata la sensibilità, ma certi vecchi film horror sono inquietanti solo per quanto sono scarsi e lasciano spazio all'immaginazione. Se immaginazione non ne hai, è un problema. Se il regista per qualche scena tenta di sopperire alla tua immaginazione, è un problema.
Problemi a parte l'originale wescraviano delle colline occhiute, per quanto sia stato sicuramente sovversivo nei contenuti e nelle immagini ai suoi tempi, ha svariate pecche che nulla hanno a che vedere con l'epoca in cui è stato girato:
- finisce "ammerda"
- ha una storia siluppata malissimo
- attori poco in parte
ma una notevolissima e cazzutissima presenza animale che fa il culo a tutti quanti, cattivi inclusi (tanto per ribadire che quando l'uomo è cattivo definirlo "animale" è un'eresia).
Tale dettaglio è cotanto gasante e ganzifero che quasi ti fa rivalutare tutto il film (quasi). E forse vorrebbe lasciar sperare (utopia) che la natura sappia difendersi benissimo anche da sola. In realtà questo è un altro paio di maniche.
LE COLLINE HANNO GLI OCCHI (e parlo di Wes Craven)
Forse è mutata la sensibilità, ma certi vecchi film horror sono inquietanti solo per quanto sono scarsi e lasciano spazio all'immaginazione. Se immaginazione non ne hai, è un problema. Se il regista per qualche scena tenta di sopperire alla tua immaginazione, è un problema.
Problemi a parte l'originale wescraviano delle colline occhiute, per quanto sia stato sicuramente sovversivo nei contenuti e nelle immagini ai suoi tempi, ha svariate pecche che nulla hanno a che vedere con l'epoca in cui è stato girato:
- finisce "ammerda"
- ha una storia siluppata malissimo
- attori poco in parte
ma una notevolissima e cazzutissima presenza animale che fa il culo a tutti quanti, cattivi inclusi (tanto per ribadire che quando l'uomo è cattivo definirlo "animale" è un'eresia).
Tale dettaglio è cotanto gasante e ganzifero che quasi ti fa rivalutare tutto il film (quasi). E forse vorrebbe lasciar sperare (utopia) che la natura sappia difendersi benissimo anche da sola. In realtà questo è un altro paio di maniche.
mercoledì 21 marzo 2007
ARCHIVIUM - A luglio 2006 scrivevo...
01 luglio
UNA LUNGA ESTATE CALDA
Il fatto è che tollero talmente poco ogni temperatura sopra i 30° gradi, che comincio a star male anche per i manichini nelle vetrine, che già ci propongono la moda autunno-inverno...
05 luglio
A GRANDE RICHIESTA
Massì che ci credo nell'amore. E' l'amore che non crede in me.
22 luglio
SILENT HILL
Mai giocato ad un videogioco in vita mia (non sarei capace di andare oltre le istruzioni, lo ammetto) ma una cosa sui videogiochi la so: in genere sono pessimo materiale per un film (se si esclude un po' Resident Evil... tutto il resto è produzione low budget/recupera attori dimenticati/mostra fighe pazzesche ed inutili/ etc.).
SILENT HILL mi spiazza. Ha una storia. Ha una trama valida. Ha una regia. Ha una scenografia spettacolare. Ha un senso. Fa paura (per lo meno, al 90% della platea... io sono un po' una mosca bianca, ma ciò non significa che non abbia apprezzato). Ha un OTTIMO finale, cosa che spesso manca anche ai film "seri".
Certo, si pesca a manate da THE RING, HELLREISER (tantissimo, e con risultati perfino migliori), l'ossessione americana per le comunità chiuse e isolate che generano folli sopraffini... e per le streghe (sarà il Puritanesimo latente?). Ma alla fine che ce frega? Non è buono ciò che è originale, è buono ciò che nonostante tutto colpisce. Da vedere. Al cinema. Subito.
UNA LUNGA ESTATE CALDA
Il fatto è che tollero talmente poco ogni temperatura sopra i 30° gradi, che comincio a star male anche per i manichini nelle vetrine, che già ci propongono la moda autunno-inverno...
05 luglio
A GRANDE RICHIESTA
Massì che ci credo nell'amore. E' l'amore che non crede in me.
22 luglio
SILENT HILL
Mai giocato ad un videogioco in vita mia (non sarei capace di andare oltre le istruzioni, lo ammetto) ma una cosa sui videogiochi la so: in genere sono pessimo materiale per un film (se si esclude un po' Resident Evil... tutto il resto è produzione low budget/recupera attori dimenticati/mostra fighe pazzesche ed inutili/ etc.).
SILENT HILL mi spiazza. Ha una storia. Ha una trama valida. Ha una regia. Ha una scenografia spettacolare. Ha un senso. Fa paura (per lo meno, al 90% della platea... io sono un po' una mosca bianca, ma ciò non significa che non abbia apprezzato). Ha un OTTIMO finale, cosa che spesso manca anche ai film "seri".
Certo, si pesca a manate da THE RING, HELLREISER (tantissimo, e con risultati perfino migliori), l'ossessione americana per le comunità chiuse e isolate che generano folli sopraffini... e per le streghe (sarà il Puritanesimo latente?). Ma alla fine che ce frega? Non è buono ciò che è originale, è buono ciò che nonostante tutto colpisce. Da vedere. Al cinema. Subito.
lunedì 19 marzo 2007
ARCHIVIUM - A giugno 2006 scrivevo...
28 giugno
SUBLIMAZIONE
Se bastassero 40° C a raggiungere il Nirvana, la nostra estate ci vedrebbe tutti Buddha. E invece neanche lo smalto si secca come dovrebbe, Signora Mia. Questi sì che sono i problemi del mondo.
Intanto il pusher di DVD mi delude, niente brividi e niente emozioni: HOSTEL è solo il brutto sviluppo di un bel trailer, senza capo né coda (quanto è stato pagato Tarantino per apparire nei titoli di testa?), mente ORGOGLIO E PREGIUDIZIO fa capire ancora una volta a noi signorine della (bòna) società che se vogliamo tenerci un uomo dobbiamo far finta che poco ce ne cali di lui (e sperare che nel mentre non gli passi accanto una più ricca o più bella, ma questo è un'assioma universale). Insomma, mai credere nella rilettura moderna di un classico letterario. A meno che non si voglia ridere.
SUBLIMAZIONE
Se bastassero 40° C a raggiungere il Nirvana, la nostra estate ci vedrebbe tutti Buddha. E invece neanche lo smalto si secca come dovrebbe, Signora Mia. Questi sì che sono i problemi del mondo.
Intanto il pusher di DVD mi delude, niente brividi e niente emozioni: HOSTEL è solo il brutto sviluppo di un bel trailer, senza capo né coda (quanto è stato pagato Tarantino per apparire nei titoli di testa?), mente ORGOGLIO E PREGIUDIZIO fa capire ancora una volta a noi signorine della (bòna) società che se vogliamo tenerci un uomo dobbiamo far finta che poco ce ne cali di lui (e sperare che nel mentre non gli passi accanto una più ricca o più bella, ma questo è un'assioma universale). Insomma, mai credere nella rilettura moderna di un classico letterario. A meno che non si voglia ridere.
venerdì 16 marzo 2007
ARCHIVIUM - A gennaio 2006 scrivevo...
11 gennaio
Call it marketing
In questo periodo di vacche magre, una pubblicità che mi chiede "Perchè godi ai Gigli*" la trovo decisamente pestifera.
*I Gigli = noto (?) centro commerciale alle porte della mia città.
14 gennaio
Propositi suicidi
Naaaaaaaaaaaa... tagliarsi le vene non è elegante. Cavolo, fai un macello! Che ricordo lasci di te, quello di una zozzona??? E poi, parliamoci chiaro, con questi due capillari che mi ritrovo, ma cosa vòi morì!!!
19 gennaio
The great song of indifference
... sempre più convinta che la mancanza di obbiettività nasconda una profonda indifferenza...
Call it marketing
In questo periodo di vacche magre, una pubblicità che mi chiede "Perchè godi ai Gigli*" la trovo decisamente pestifera.
*I Gigli = noto (?) centro commerciale alle porte della mia città.
14 gennaio
Propositi suicidi
Naaaaaaaaaaaa... tagliarsi le vene non è elegante. Cavolo, fai un macello! Che ricordo lasci di te, quello di una zozzona??? E poi, parliamoci chiaro, con questi due capillari che mi ritrovo, ma cosa vòi morì!!!
19 gennaio
The great song of indifference
... sempre più convinta che la mancanza di obbiettività nasconda una profonda indifferenza...
mercoledì 14 marzo 2007
ARCHIVIUM - A dicembre 2005 scrivevo...
03 dicembre
Last Christmas
C'è poco da fare, Natale mi angoscia. E ogni anno l'angoscia comincia prima, indiscutibilmente legata alle prime apparizioni dei gioiosi bambini della Bauli e dei messaggi di pseudo-solidarietà. Perchè mi angoscia? Perchè è poco credibile, come festa della bontà. Intere famiglie riunite si scannano davanti a pranzi luculliani che sfamerebbero l'Africa andata e ritorno. E poi, diciamolo, la bontà non mi si addice.
In più, i regali. I regali mi frastornano. Mettono in forte crisi la mia connaturata incapacità di prendere decisioni. A X faccio una maglia? Sì, ma gli piacera? Il colore. La taglia. Mi sembra vada bene. Ma andrà bene? A Y il profumo. No, forse meglio il libro. Ma se ce l'ha?
E poi c'è quella piccola questione. Sì, il fatto che oltre che buono e generoso, a Natale devi essere anche... argh... ok, lo dico... FELICE.
E' troppo. Troppo.
06 dicembre
E DIGIAMOLO!
Ammetto di non sentire troppo il bisogno di frequentazioni superficiali, ultimamente. Tipo tanta gente che "conosci" su internette (conoscere è un eufemismo, ma questa polemica sociale e un po' ipocrita me la tengo per un fututo post infiammato e delirante).
Ammetto di tentare di non avere tempo per chiacchiere vuote che mi sottraggono a cose più giuste. Ammetto di essere intrinsecamente una misogina che ogni tanto ama affacciarsi alla finestra "in her best dress". Come dire, io ce provo... ma è più forte di me... ce l'ho nel sangue!
La solitudine è una brutta bestia. Paradossalmente crea disperazione e dipendenza ai poli opposti del tuo stesso animo.
14 dicembre
Che taglia, Signora mia?
La vita è come un vestito: o ti sta, o non ti sta.
- Puoi sempre andare in giro nudo, ma pare che ti arrestino -
18 dicembre
FREUDIANAMENTE PARLANDO
Potrei asserire quasi con certezza che la psicologia crea molti più mostri di quanti non ne guarisca. (Sì, probabilmente io ne sono un esempio, ma non si dice così, a voce alta!)
24 dicembre
Quel Murphy aveva capito tutto della vita!
... ovvero la legge di Murphy applicata alle affezioni delle vie respiratorie (che non sono i polmoni che ti vogliono bene... tutt'altro!!!):
"se ti sei appena dato la crema sul naso e sul labbro irritati a mille dal continuo uso di fazzoletti marcati COOP,
ovvero se ti sei appena spruzzato il liquido decongestionante che dovrebbe rimanerti nelle narici per almeno qualche minuto,
o anche se sei giust'appunto sprovvisto di fazzolettini ma tanto sei giusto dietro l'angolo di casa e ti sei appena soffiata il naso, mica dovrai già risoffiartelo,
ecco che la proboscide comincerà a colare copiosamente, e non potrà proprio fare a meno di un subitaneo intervento"
(sottocomma: il momento in cui poggi la testa sul cuscino per riuscire a dormire almeno un'ora: naso tappato e tosse ti tormenteranno!)
Ah, auguri!!!!
28 dicembre
AVVISTAMENTI
Anche io non ci credevo, finchè non l'ho visto con i miei occhi. Esiste! Esiste davvero, il FOLLETTO CHE SI FAGOCITA LE FESTE!!!!
Vi state appena gustando la sensazione di essere giusto giusto in vacanza e... zac! rieccovi alla vostra scrivania?
Vi sembra un minuto fa che vi stavate abbuffando col panettone al mascarpone, e invece siete appoggiato alla lercia macchina del caffè del vostro ufficio, col capo che vi cronometra i minuti di pausa?
Vi eravate appena fatte belle e sparluccicanti per il cenone, ed eccovi di nuovo nel vostro golfino di tutti i giorni, nella vostra vita di tutti i giorni?
Sì, miei cari, siete stati vittima del FOLLETTO CHE SI FAGOCITA I GIORNI DI FESTA!
... altrimenti, non si spiega...
Last Christmas
C'è poco da fare, Natale mi angoscia. E ogni anno l'angoscia comincia prima, indiscutibilmente legata alle prime apparizioni dei gioiosi bambini della Bauli e dei messaggi di pseudo-solidarietà. Perchè mi angoscia? Perchè è poco credibile, come festa della bontà. Intere famiglie riunite si scannano davanti a pranzi luculliani che sfamerebbero l'Africa andata e ritorno. E poi, diciamolo, la bontà non mi si addice.
In più, i regali. I regali mi frastornano. Mettono in forte crisi la mia connaturata incapacità di prendere decisioni. A X faccio una maglia? Sì, ma gli piacera? Il colore. La taglia. Mi sembra vada bene. Ma andrà bene? A Y il profumo. No, forse meglio il libro. Ma se ce l'ha?
E poi c'è quella piccola questione. Sì, il fatto che oltre che buono e generoso, a Natale devi essere anche... argh... ok, lo dico... FELICE.
E' troppo. Troppo.
06 dicembre
E DIGIAMOLO!
Ammetto di non sentire troppo il bisogno di frequentazioni superficiali, ultimamente. Tipo tanta gente che "conosci" su internette (conoscere è un eufemismo, ma questa polemica sociale e un po' ipocrita me la tengo per un fututo post infiammato e delirante).
Ammetto di tentare di non avere tempo per chiacchiere vuote che mi sottraggono a cose più giuste. Ammetto di essere intrinsecamente una misogina che ogni tanto ama affacciarsi alla finestra "in her best dress". Come dire, io ce provo... ma è più forte di me... ce l'ho nel sangue!
La solitudine è una brutta bestia. Paradossalmente crea disperazione e dipendenza ai poli opposti del tuo stesso animo.
14 dicembre
Che taglia, Signora mia?
La vita è come un vestito: o ti sta, o non ti sta.
- Puoi sempre andare in giro nudo, ma pare che ti arrestino -
18 dicembre
FREUDIANAMENTE PARLANDO
Potrei asserire quasi con certezza che la psicologia crea molti più mostri di quanti non ne guarisca. (Sì, probabilmente io ne sono un esempio, ma non si dice così, a voce alta!)
24 dicembre
Quel Murphy aveva capito tutto della vita!
... ovvero la legge di Murphy applicata alle affezioni delle vie respiratorie (che non sono i polmoni che ti vogliono bene... tutt'altro!!!):
"se ti sei appena dato la crema sul naso e sul labbro irritati a mille dal continuo uso di fazzoletti marcati COOP,
ovvero se ti sei appena spruzzato il liquido decongestionante che dovrebbe rimanerti nelle narici per almeno qualche minuto,
o anche se sei giust'appunto sprovvisto di fazzolettini ma tanto sei giusto dietro l'angolo di casa e ti sei appena soffiata il naso, mica dovrai già risoffiartelo,
ecco che la proboscide comincerà a colare copiosamente, e non potrà proprio fare a meno di un subitaneo intervento"
(sottocomma: il momento in cui poggi la testa sul cuscino per riuscire a dormire almeno un'ora: naso tappato e tosse ti tormenteranno!)
Ah, auguri!!!!
28 dicembre
AVVISTAMENTI
Anche io non ci credevo, finchè non l'ho visto con i miei occhi. Esiste! Esiste davvero, il FOLLETTO CHE SI FAGOCITA LE FESTE!!!!
Vi state appena gustando la sensazione di essere giusto giusto in vacanza e... zac! rieccovi alla vostra scrivania?
Vi sembra un minuto fa che vi stavate abbuffando col panettone al mascarpone, e invece siete appoggiato alla lercia macchina del caffè del vostro ufficio, col capo che vi cronometra i minuti di pausa?
Vi eravate appena fatte belle e sparluccicanti per il cenone, ed eccovi di nuovo nel vostro golfino di tutti i giorni, nella vostra vita di tutti i giorni?
Sì, miei cari, siete stati vittima del FOLLETTO CHE SI FAGOCITA I GIORNI DI FESTA!
... altrimenti, non si spiega...
martedì 13 marzo 2007
ARCHIVIUM - A novembre 2005 scrivevo...
02 novembre
DON'T SAY CAT
Porto a giro con orgoglio le mie scarpe a muso di gatto. E sogno un paio di stivali nuovi, indecisa se cedere, prima o poi, al tacco a spillo. Nei negozi il prezzo di moda sembra essere 129 Euro. Che abbia forse un recondito significato cabbalistico?
06 novembre
In love with the darkness
La domenica è un giorno pieno di buoni propositi. Che finiscono spesso per naufragare in una scialba tazza di caffè caldo, un dvd visto a saltelli, e l'odiosa voce dei programmi TV che ti giunge anche attraverso le doppie finestre.
09 novembre
INSULSE CONSIDERAZIONI FANNO VITA LEGGERA
Tra un po' si va a cena, senza neanche conoscere il menù. Sedersi a tavola è una grossa prova di fiducia familiare.
10 novembre
THE FLY
Osservare per ore una mosca che si strofina accuratamente le zampette, primordiale Ponzio Pilato: di quali peccati dovrà mai lavarsi le mani?
14 novembre
BUONE INTENZIONI
Cartello nel bagno del mio ufficio:
"I signori uomini sono pregati di prendere bene la mira."
Aggiunta a penna qualche giorno dopo l'affissione:
"Basta l'intenzione."
16 novembre
Ah, la vie!
Sto mettendo alla prova la vita. Il problema è che risponde magnificamente!
p.s. ho smesso di chiedermi il perchè dei nicknames altrui.
p.p.s. a 50 anni, o spari sentenze dall'alto della tua faticosamente conquistata banalità, o pensi di avere ancora 30 anni e tutta una vita davanti (il che non è così certo neanche per un 30enne)... o ti sei suicidato a 40 anni!!!
p.p.p.s scusate, quella precedente è una pessima reazione ad un pessimo commento fattomi su un altro blog. Chiamatela interferenza creativa.
19 novembre
SOLITARY BINGO
Sono in lotta col silenzio e con la noia. E potrei non trovare di meglio da fare, oggi. E' meglio la solitudine vera e totale, che quella che nasce da una falsa e forzata condivisione di spazi e di pensieri.
22 novembre
Cervellini Misti Fritti
Hai presente quando il tuo cervello urla "BASTA!!!!" ?
Ovvero quando ogni tentativo di resistenza ha effetto uguale e contrario? Quando la routine continua a stimolarti e a pungerti come un pezzo di vetro in una scarpa, e fingere di non sentirlo equivale solo a tagliarsi a sangue?
Il cervello non è stupido. Il cervello sa più cose di noi. Il cervello sa quando stai per esplodere. E ti avvisa. Se poi perseveri nel tuo masochismo, allora sono cazzetti tuoi.
25 novembre
PELO E CONTROPELO
Un mio conoscente sostiene che le donne, disgraziate, passano un quinto della loro vita a depilarsi. Tempo sprecato in cui potrebbero fare qualunque altra cosa (educarsi? fare shopping? mettere su un blog? farsi la manicure? scopare?) Al di là dell'agghiacciante sospetto di come faccia a conoscere con così tanta precisione questo dato, osservo, da cinica qual sono:
- Hai mai fatto l'aMMMMMore con una scimmia? -
Io non lo chiamo tempo sprecato... diciamo che è una forma di investimento.
DON'T SAY CAT
Porto a giro con orgoglio le mie scarpe a muso di gatto. E sogno un paio di stivali nuovi, indecisa se cedere, prima o poi, al tacco a spillo. Nei negozi il prezzo di moda sembra essere 129 Euro. Che abbia forse un recondito significato cabbalistico?
06 novembre
In love with the darkness
La domenica è un giorno pieno di buoni propositi. Che finiscono spesso per naufragare in una scialba tazza di caffè caldo, un dvd visto a saltelli, e l'odiosa voce dei programmi TV che ti giunge anche attraverso le doppie finestre.
09 novembre
INSULSE CONSIDERAZIONI FANNO VITA LEGGERA
Tra un po' si va a cena, senza neanche conoscere il menù. Sedersi a tavola è una grossa prova di fiducia familiare.
10 novembre
THE FLY
Osservare per ore una mosca che si strofina accuratamente le zampette, primordiale Ponzio Pilato: di quali peccati dovrà mai lavarsi le mani?
14 novembre
BUONE INTENZIONI
Cartello nel bagno del mio ufficio:
"I signori uomini sono pregati di prendere bene la mira."
Aggiunta a penna qualche giorno dopo l'affissione:
"Basta l'intenzione."
16 novembre
Ah, la vie!
Sto mettendo alla prova la vita. Il problema è che risponde magnificamente!
p.s. ho smesso di chiedermi il perchè dei nicknames altrui.
p.p.s. a 50 anni, o spari sentenze dall'alto della tua faticosamente conquistata banalità, o pensi di avere ancora 30 anni e tutta una vita davanti (il che non è così certo neanche per un 30enne)... o ti sei suicidato a 40 anni!!!
p.p.p.s scusate, quella precedente è una pessima reazione ad un pessimo commento fattomi su un altro blog. Chiamatela interferenza creativa.
19 novembre
SOLITARY BINGO
Sono in lotta col silenzio e con la noia. E potrei non trovare di meglio da fare, oggi. E' meglio la solitudine vera e totale, che quella che nasce da una falsa e forzata condivisione di spazi e di pensieri.
22 novembre
Cervellini Misti Fritti
Hai presente quando il tuo cervello urla "BASTA!!!!" ?
Ovvero quando ogni tentativo di resistenza ha effetto uguale e contrario? Quando la routine continua a stimolarti e a pungerti come un pezzo di vetro in una scarpa, e fingere di non sentirlo equivale solo a tagliarsi a sangue?
Il cervello non è stupido. Il cervello sa più cose di noi. Il cervello sa quando stai per esplodere. E ti avvisa. Se poi perseveri nel tuo masochismo, allora sono cazzetti tuoi.
25 novembre
PELO E CONTROPELO
Un mio conoscente sostiene che le donne, disgraziate, passano un quinto della loro vita a depilarsi. Tempo sprecato in cui potrebbero fare qualunque altra cosa (educarsi? fare shopping? mettere su un blog? farsi la manicure? scopare?) Al di là dell'agghiacciante sospetto di come faccia a conoscere con così tanta precisione questo dato, osservo, da cinica qual sono:
- Hai mai fatto l'aMMMMMore con una scimmia? -
Io non lo chiamo tempo sprecato... diciamo che è una forma di investimento.
domenica 11 marzo 2007
ARCHIVIUM - Ad ottobre 2005 scrivevo...
03 ottobre
DU DU DU DA DA DA
... a volte l'inutilità è la mia massima aspirazione, dopo il superficiale...
08 ottobre
IL SONNO GENERA MOSTRI
7.30 del mattino di un qualunque giorno lavorativo. Incrocio che si immette in una pulsante arteria direzione fuori città. Solo che la pulsante arteria è stranamente ma praticamente deserta. E allora perchè davanti a me una fila 4 macchine ferme lungo lo spartitraffico, in attesa di passare??? Ovvio, perchè le prime 3 macchine sono PARCHEGGIATE lungo lo spartitraffico, mentre l'ultima è di un coglione addormentato che non si è accorto che le altre tre non andranno mai oltre per ovvi motivi. Coglione che attende indifferente che i più furbi dietro di lui lo sorpassino lanciandogli uno sguardo di pietà, prima di aggirare anche lui furtivamente l'ostacolo...
LAVORARE DI MENO, DORMIRE DI PIU'!
17 ottobre
Mornin'
Puoi capire tante cose, ma se non riesci ad applicarle sarebbe stato meglio non aver capito un ca**o.
20 ottobre
KILLING LONELINESS
E' che a volte la musica finisce, e tu neanche te ne accorgi.
22 ottobre
MUTTER
Il senso pratico delle madri uccide ogni romanticismo. Ma disdegna spesso di confrontarsi con l'evidenza dei fatti.
25 ottobre
I don't love you anymore
Mi ritrovo involontariamente preda dei luoghi comuni. Non come oggetto. Nè come soggetto. Diciamo come ignaro concorrente. Le mezze stagioni, le anteprime natalizie, e il non si mangiano gli spaghetti di martedì. La vita è bella. Basta avere la salute. Rosso di sera, comunista si spera. Alzo il volume. Forse sono un nemico del genere umano.
I'm JUST a DARKLADY
Disquisire sulla sottoscritta costituisce spesso la sferzatina che movimenta la tipica noia da ambiente lavorativo. Il commento che "lei non sarebbe neanche una brutta ragazza" (sottotitolo: perchè adotta questo look, marcondirondirondà?) è per me una pera di autentico ottimismo.
DU DU DU DA DA DA
... a volte l'inutilità è la mia massima aspirazione, dopo il superficiale...
08 ottobre
IL SONNO GENERA MOSTRI
7.30 del mattino di un qualunque giorno lavorativo. Incrocio che si immette in una pulsante arteria direzione fuori città. Solo che la pulsante arteria è stranamente ma praticamente deserta. E allora perchè davanti a me una fila 4 macchine ferme lungo lo spartitraffico, in attesa di passare??? Ovvio, perchè le prime 3 macchine sono PARCHEGGIATE lungo lo spartitraffico, mentre l'ultima è di un coglione addormentato che non si è accorto che le altre tre non andranno mai oltre per ovvi motivi. Coglione che attende indifferente che i più furbi dietro di lui lo sorpassino lanciandogli uno sguardo di pietà, prima di aggirare anche lui furtivamente l'ostacolo...
LAVORARE DI MENO, DORMIRE DI PIU'!
17 ottobre
Mornin'
Puoi capire tante cose, ma se non riesci ad applicarle sarebbe stato meglio non aver capito un ca**o.
20 ottobre
KILLING LONELINESS
E' che a volte la musica finisce, e tu neanche te ne accorgi.
22 ottobre
MUTTER
Il senso pratico delle madri uccide ogni romanticismo. Ma disdegna spesso di confrontarsi con l'evidenza dei fatti.
25 ottobre
I don't love you anymore
Mi ritrovo involontariamente preda dei luoghi comuni. Non come oggetto. Nè come soggetto. Diciamo come ignaro concorrente. Le mezze stagioni, le anteprime natalizie, e il non si mangiano gli spaghetti di martedì. La vita è bella. Basta avere la salute. Rosso di sera, comunista si spera. Alzo il volume. Forse sono un nemico del genere umano.
I'm JUST a DARKLADY
Disquisire sulla sottoscritta costituisce spesso la sferzatina che movimenta la tipica noia da ambiente lavorativo. Il commento che "lei non sarebbe neanche una brutta ragazza" (sottotitolo: perchè adotta questo look, marcondirondirondà?) è per me una pera di autentico ottimismo.
venerdì 9 marzo 2007
ARCHIVIUM - Nel settembre 2005 scrivevo...
...
28 settembre
LA FIERA DELLE VANITA'
... e poi cresci, e scopri che è tutta una cazzata... sì, esattamente come l'amore nelle trasmissioni di Maria De Filippi...
29 settembre
LEGGERE ATTENTAMENTE IL FOGLIO DELLE CONTROINDICAZIONI
Mio padre mi arriva a casa con questo mousepad e me lo sbatte sulla scrivania. Nel suo gergo significa che me lo regala. WOW! E' un mousepad con l'acqua dentro!!! (... sì, insomma, avete capito, non fate i difficili: è un po' gonfietto e contiene del liquido impreziosito da sbrilluccichini vari). E che delizia! Lo sfondo riproduce un boschetto, e nell'acqua galleggiano delle farfalle (affinchè sembri che stanno in realtà svolazzando nel boschetto)!!!
E poi mi accorgo... in basso a sinistra... neanche tanto piccolo... Xanax... Sì, il mousepad in questione pubblicizza il noto calmante...
Che sia un paterno messaggio subliminale???
28 settembre
LA FIERA DELLE VANITA'
... e poi cresci, e scopri che è tutta una cazzata... sì, esattamente come l'amore nelle trasmissioni di Maria De Filippi...
29 settembre
LEGGERE ATTENTAMENTE IL FOGLIO DELLE CONTROINDICAZIONI
Mio padre mi arriva a casa con questo mousepad e me lo sbatte sulla scrivania. Nel suo gergo significa che me lo regala. WOW! E' un mousepad con l'acqua dentro!!! (... sì, insomma, avete capito, non fate i difficili: è un po' gonfietto e contiene del liquido impreziosito da sbrilluccichini vari). E che delizia! Lo sfondo riproduce un boschetto, e nell'acqua galleggiano delle farfalle (affinchè sembri che stanno in realtà svolazzando nel boschetto)!!!
E poi mi accorgo... in basso a sinistra... neanche tanto piccolo... Xanax... Sì, il mousepad in questione pubblicizza il noto calmante...
Che sia un paterno messaggio subliminale???
giovedì 8 marzo 2007
ARCHIVIUM - Nel luglio 2005 scrivevo...
...
07 luglio
APOCALISSE
Quando vince la paura, quando vince l'odio, muoriamo tutti.
Nessuno può annoverarsi tra i vincitori. E' solo una stupida altalena.
08 luglio
THE DAY AFTER
Piacevole non pensare alla verità calandosi in miriadi di discorsi qualunquisti. Il gioco dei potenti di qualunque fede religiosa e indirizzo politico è farci perdere il punto di vista... niente di più facile per loro, e di più produttivo, sempre per loro...
I tempi degli eroi e dei cavalieri non sono mai esistiti, se non nei libri. Sarebbe bello potersi finalmente svegliare.
18 luglio
SOMETHING SOMEWHERE
Qualcosa è accaduto. Come in un sogno. Di cui ho ricordi troppo vaghi e inconsistenti. Lasciar svanire è tutto.
27 luglio
LIBERTA'
Libertà? Un bene che pochi possono permettersi. Un dono che pochi sanno gestire.
07 luglio
APOCALISSE
Quando vince la paura, quando vince l'odio, muoriamo tutti.
Nessuno può annoverarsi tra i vincitori. E' solo una stupida altalena.
08 luglio
THE DAY AFTER
Piacevole non pensare alla verità calandosi in miriadi di discorsi qualunquisti. Il gioco dei potenti di qualunque fede religiosa e indirizzo politico è farci perdere il punto di vista... niente di più facile per loro, e di più produttivo, sempre per loro...
I tempi degli eroi e dei cavalieri non sono mai esistiti, se non nei libri. Sarebbe bello potersi finalmente svegliare.
18 luglio
SOMETHING SOMEWHERE
Qualcosa è accaduto. Come in un sogno. Di cui ho ricordi troppo vaghi e inconsistenti. Lasciar svanire è tutto.
27 luglio
LIBERTA'
Libertà? Un bene che pochi possono permettersi. Un dono che pochi sanno gestire.
ARCHIVIUM - Il concetto TGB
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