mercoledì 24 settembre 2008

SPIDERWOMAN

... Intanto dovrei partire col togliere le ragnatele e spolverare i soprammobili...

venerdì 5 settembre 2008

GRAZIE PAO!

E' inevitabile ed imprescindibile, per questa mia ultima lettura estiva, Vampiri, devo pomposamente ringraziare il segnaligno Pao per avermi inconsciamente regalato un libercolo raro et prezioso.

Credendo rifilarmi un pacco paccotto, infatti, il buon Pao mi ha invece passato "niente popò di meno che" il catalogo di una mostra dedicata al Conte Dracula e ai suoi familiari che ebbe luogo nel '98 a Milano. Al di là degli interessanti spunti di lettura e di ricerca, al di là di certe firme prestigiose, mi fa quasi liquefare il pensiero che il mio paese possa aver ospitato una mostra seria sull'argomento (oltre che rabbia il pensiero di non esserci andata, ma ahimè, lo scopro con 10 anni di ritardo, e così sia).

In ogni caso ho deciso di iscrivermi alla Transylvanian Society, e per quanto tu adesso ne stia ridendo, Pao, io lo so, SAPPI, oh sappi, che in un certo qual modo... ne sei responsabile.

mercoledì 23 luglio 2008

INCOMPRESA

Ho appena scoperto che mia mamma usa il libriccino con gli stralci delle mie poesie per fermare la finestra di camera mia quando dà aria alla stanza.

Per il dolore mi sgorgano così due strofette dal cuore, tra Bluvertigo e Max Gazzé:

"L'abitudine genera complessi,
non troppo musicali."


D'altra parte si sa, le mamme ci vorrebbero tutti ragionieri, al massimo avvocati...

lunedì 21 luglio 2008

ANIMAL FEROX

Non ridete con me, ridete di me.
Però, prima del fatto, la premessa. Il mio affetto per gli animali ha qualcosa di patologico. Io salvo gli scarafaggi dalle grinfie delle colleghe, e vado in brodo di giuggiole davanti a cani, gatti, coniglietti, criceti, delfini, orsi... (di questi ultimi non è che mi capiti di vederne spesso, ma considerate che ci sono anche i documentari... il che rende il fatto ancora più grave). Con gli animali faccio le vocine, come fanno le nonne coi nipotini. Il mio Amato è solito dire che se un giorno avrà modo di essere geloso di me non sarà per un altro uomo, ma per via di una qualche creatura a 4 zampe. Probabilmente mi manca solo di fare festa alle mosche, e mi eleggono Miss WWF.

Una volta nota la mia psicopatia, scatti in voi un minimo di comprensione se mi agito di fronte a qualsiasi cosa che si muova con parvenze "bestiali".
Ordunque, giusto con l'Amato sabato notte attraversiamo un quartiere in macchina e ci approssimiamo ad un bancomat, presi in qualche nostro discorso, quando io tronco la frase a mezzo per urlare "un gatto, amore, un gattino!!!". E dico urlare. E dico che sabato era caldo, e avevamo i finestrini spalancati. E dico che nonostante la città semi-deserta, per l'appunto proprio in quel momento non eravamo i soli ad aver bisogno di soldi.

E c'è indubbiamente anche una creatura zampettante che passa su e giù davanti alla nostra macchina. "Un gatto?" s'interroga l'Amato. "Un gatto?" s'interroga evidentemente dentro di sè l'ometto al bancomat, che giusto in quel momento ha perso di vista il suo Chiwawa nano. Sì, perchè o quello era una versione mignon tascabile di Chiwawa oppure un bizzarro esperimento genetico tra un topo e una piattola. Sicuramente non era un gatto, anzi, un gatto se lo sarebbe pappato in un boccone. Mi accorgo subito dell'errore, e cerco di porre rimedio, e sempre urlando, da brava gallina, rassicuro gli animi: "Beh, veramente non è un proprio gatto...". L'omino al bancomat mi fissa. L'Amato sghignazza.
Io gracchio. "Però, dai, è carino lo stesso!"



(... e, sì, probabilmente avevo questa espressione...)

giovedì 10 luglio 2008

LA MATEMATICA NON E' UN OPINIONE

La mia empatia verso gli esseri umani è inversamente proporzionale in modo esponenziale a quanto (poco) li frequento. Ovvero, io amo il mio prossimo quanto odio me stessa, in fila per 4 col resto di 2.

mercoledì 25 giugno 2008

DE MALEDUCATIONE PERSONIBUS AT CONCERTUUM

Ormai per le anziane pinzillacchere attente all'etichetta come me, anche andare ad un concerto tranquillo come quello dei Baustelle in un posto ameno come l'Anfiteatro Pecci a Prato può diventare un'esperienza corroborante per l'istinto omicida.

Sarà che questi giovani d'oggi dì non li capisco più: ai mì tempi, se volevi avere dei sani orgasmi musicali, andavo nel "prato" e ti pigliavi a schiaffi col tuo prossimo, sudavi, sgomitavi, e facevi la cavallina sulle spalle altrui per cercare di vedere il più possibile i tuoi amati performrsssss.

Oggi questi puffi privi di rispetto, nonchè di educazione, se ne stanno comodi sui gradini, per poi alzarsi in piedi e ballare e fare i propri comodi, mentre intorno a loro si fa il vuoto, e l'aria si elettrizza di maledizioni nei loro confronti e complimenti alle loro madri. Pensate che gliene importi qualcosa? Devono godere solo loro: metaforicamente parlando, preferiscono una beghina masturbazione al sano rapporto a due (o tre, o quattro...).

Perfettamente inutile che poi inneggino alla pace nel mondo e sappiano a menadito canzoni che parlano di solitudine e disagio... ma andate a lavorare!

Detto questo (*si ricompone*), il concerto è stato bello. Voglio un gatto per chiamarlo Baudelaire, come la canzone. Anzi, visto che un gatto già ce l'ho, lo regalerò al Cuccimimmo.

sabato 7 giugno 2008

SCUSA MA TI CHIAMO MMMMMMMMMORA



Quando si legge un libro, o si guarda un film, firmato Federico Moccia, è inevitabile chiedersi... MA CHE PROBLEMI HA QUELL'UOMO?

Perchè nelle sue storie le protagoniste sono tutte ninfette minorenni appariscenti, odiosissime e griffate? Perchè gli uomini sono tutti dei cerebrolesi attaccati alla gonnella che scoprono nella minorenne di cui sopra la via per la salvezza e per il riscatto personale? Perchè le sue storie sono infarcite dei peggio luoghi comuni che neanche l'ultima fiction Mediaset a basso budget li utilizza più? Perchè per lui la vita, anche se romanzata e di fantasia, è solo colpi di fulmine, discoteche, look e pseudo-ammmmmmmmmmmore con tragedia a lieto fine?

Moccioline e mocciolini sono ormai stereotipati come le figurine del presepe. Nei videogiochi i personaggi hanno più campo d'azione e tratti più salienti.

Certo, forse la domanda più importante è: perchè si dovrebbe leggere o guardare qualcosa firmato Moccia? Io la mia risposta ce l'ho. Analisi sociologica: l'importanza di sapere quello che ci circonda ...(e poi c'è una punta di masochismo, ma quella è un'altra storia).