martedì 6 maggio 2008
mercoledì 16 aprile 2008
lunedì 14 aprile 2008
LUTTO NAZIONALE
NO FREEMEN IN A FREE LAND ANYMORE
(and from now on: enjoy the silence...)
p.s. per tutti quelli che hanno contribuito a questa vergogna: vorrei trovarvi tutti, uno a uno, per vedere che facce avete... solo per vedere che facce avete...
(and from now on: enjoy the silence...)
p.s. per tutti quelli che hanno contribuito a questa vergogna: vorrei trovarvi tutti, uno a uno, per vedere che facce avete... solo per vedere che facce avete...
mercoledì 9 aprile 2008
TENHI - una favola d'ombra
Con questa ultima ricaduta nella "malsalute" mi sono ufficialmente aggiudicata il Premio LAZZARETTO D'ORO 2007-2008, e ne vado fiera. Da tre giorni mi trascino tra letto e sedie varie con la vispaggine di una vecchietta di 90 anni artritica e con una scopa nel culo.
La mia unica colonna sonora sono loro, a ripetizione. I Tenhi, trio folk finlandese di cui mi ero ripromessa di parlare da molto tempo.
Ho in mano Folk Aesthetic 1996-2006 uscito l'anno scorso, una summa di tutta la loro produzione, compresa quella demo. Difficile descriverli: molta musica strumentale folk neoromantica minimalista, poco cantato, quasi sottovoce, quasi mormorato. Trame sonore semplici, essenziali, che richiamano subito i grandi spazi bianchi del Nord. Non c'è niente di epico. Tutto è ridotto ed introverso, qualcosa tra una colonna sonora di una storia triste e una ninna-nanna.
Le passioni evocate sono da prima intense, e poi sedate, come un volto amato intravisto attraverso una lastra di ghiaccio. Potenti, eppure discreti.
Ho conosciuto questo gruppo attraverso il loro CD Maaäet e ne ho voluto subito sapere di più. Folk Aesthetic 1996-2006 è stato solo un goloso acquisto, con quella sua bella copertina cartonata e i 3 CD neri, elegante ma sobrio. Una specie di piccolo scrigno.
Immagino che in Italia li conoscano in 5. Forse se qualcuno tipo Sigùr Ròs ha abbattuto le vostre difese, magari sarete già più pronti per accogliere il fantasma poetico che aleggia nella musica dei Tenhi. Unico accorgimento: essere dello spirito giusto.
Io torno all'ascolto, nella speranza che non avesse ragione il mio caro amico Tato, quando ipotizzava che il tipo di musica che senti condiziona la tua salute fisica e mentale. Altrimenti comincerò presto ad aleggiare anche io, sospinta in alto dai miei gradevoli starnuti.
(Per un Tenhi-approfondimento: Wikipedia, il loro sito, o Myspace)
La mia unica colonna sonora sono loro, a ripetizione. I Tenhi, trio folk finlandese di cui mi ero ripromessa di parlare da molto tempo.
Ho in mano Folk Aesthetic 1996-2006 uscito l'anno scorso, una summa di tutta la loro produzione, compresa quella demo. Difficile descriverli: molta musica strumentale folk neoromantica minimalista, poco cantato, quasi sottovoce, quasi mormorato. Trame sonore semplici, essenziali, che richiamano subito i grandi spazi bianchi del Nord. Non c'è niente di epico. Tutto è ridotto ed introverso, qualcosa tra una colonna sonora di una storia triste e una ninna-nanna.
Le passioni evocate sono da prima intense, e poi sedate, come un volto amato intravisto attraverso una lastra di ghiaccio. Potenti, eppure discreti.
Ho conosciuto questo gruppo attraverso il loro CD Maaäet e ne ho voluto subito sapere di più. Folk Aesthetic 1996-2006 è stato solo un goloso acquisto, con quella sua bella copertina cartonata e i 3 CD neri, elegante ma sobrio. Una specie di piccolo scrigno.
Immagino che in Italia li conoscano in 5. Forse se qualcuno tipo Sigùr Ròs ha abbattuto le vostre difese, magari sarete già più pronti per accogliere il fantasma poetico che aleggia nella musica dei Tenhi. Unico accorgimento: essere dello spirito giusto.
Io torno all'ascolto, nella speranza che non avesse ragione il mio caro amico Tato, quando ipotizzava che il tipo di musica che senti condiziona la tua salute fisica e mentale. Altrimenti comincerò presto ad aleggiare anche io, sospinta in alto dai miei gradevoli starnuti.
(Per un Tenhi-approfondimento: Wikipedia, il loro sito, o Myspace)
sabato 22 marzo 2008
IL PANTEGATTO
Schivo per natura, il pantegatto ama rifugiarsi in luoghi ombrosi, acciambellandosi o assumendo strane posture, convinto di non essere osservato...

Il pantegatto si concede raramente alle attenzioni del prossimo, specialmente quando non hanno a che fare con (nell'ordine): cibo, coccole, altro cibo. Per il resto, sopporta con pazienza dai 2 ai 5 secondi, dopo di che si allontana silenzioso.

Il pantegatto si concede raramente alle attenzioni del prossimo, specialmente quando non hanno a che fare con (nell'ordine): cibo, coccole, altro cibo. Per il resto, sopporta con pazienza dai 2 ai 5 secondi, dopo di che si allontana silenzioso.
lunedì 17 marzo 2008
SOMEONE LIKES IT GOTH
Essere dark e non saperlo?
Beh, non mi fanno impazzire, ma dopo aver ascoltato il loro CD a ripetizione, posso solo dire: se non son darche loro...
Anche se magari, non si vestono di nero, anche se magari, non usano il kajal.
"Vorrei morire a quest’età. Vorrei star fermo mentre il mondo va. "
(Charlie fa surf)
"Io ti amo e non ti penso mai. Penso a quello che ci resta."
(L'areoplano)
"Satana è all’inferno per te. Ed è più moderno di te. Avremo divani fondi come tombe. Stando a quanto dice Baudelaire."
(Baudelaire)
"Dice il governo che è passato ormai l’inferno. E ti ho sposato. Qui. Fra i topi neri e i fiori. Il cranio ti ho mangiato."
(Antropophagus)
"Avere la visione della morte. Fottere tutto e naufragare. Mettere gli stivali e farli andare. Correre per non arrivare. Amare il rogo. Amare il suo bruciare."
(Panico)
"Sarebbe splendido. Amare veramente. Riuscire a farcela. E non pentirsi mai. Non è impossibile pensare un altro mondo. Durante notti di paura e di dolore. Assomigliare a lucertole nel sole. Amare come Dio. Usarne le parole. Sarebbe comodo. Andarsene per sempre. Andarsene da qui. Andarsene così."
(Andarsene così)
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
E con questo post avrò fatto mediamente felici Elisaday e Daniele/Balanite/Amoremio.
Per tutti quelli che invece non sono soddisfatti e vogliono qualcosa di forte, leggete la mia recenzione della Hamilton - Il ballo della morte su Anobii...
Beh, non mi fanno impazzire, ma dopo aver ascoltato il loro CD a ripetizione, posso solo dire: se non son darche loro...
Anche se magari, non si vestono di nero, anche se magari, non usano il kajal.
"Vorrei morire a quest’età. Vorrei star fermo mentre il mondo va. "
(Charlie fa surf)
"Io ti amo e non ti penso mai. Penso a quello che ci resta."
(L'areoplano)
"Satana è all’inferno per te. Ed è più moderno di te. Avremo divani fondi come tombe. Stando a quanto dice Baudelaire."
(Baudelaire)
"Dice il governo che è passato ormai l’inferno. E ti ho sposato. Qui. Fra i topi neri e i fiori. Il cranio ti ho mangiato."
(Antropophagus)
"Avere la visione della morte. Fottere tutto e naufragare. Mettere gli stivali e farli andare. Correre per non arrivare. Amare il rogo. Amare il suo bruciare."
(Panico)
"Sarebbe splendido. Amare veramente. Riuscire a farcela. E non pentirsi mai. Non è impossibile pensare un altro mondo. Durante notti di paura e di dolore. Assomigliare a lucertole nel sole. Amare come Dio. Usarne le parole. Sarebbe comodo. Andarsene per sempre. Andarsene da qui. Andarsene così."
(Andarsene così)
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E con questo post avrò fatto mediamente felici Elisaday e Daniele/Balanite/Amoremio.
Per tutti quelli che invece non sono soddisfatti e vogliono qualcosa di forte, leggete la mia recenzione della Hamilton - Il ballo della morte su Anobii...
lunedì 3 marzo 2008
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